i disegni a scuola per la ragazza che ha abortito a piacenza

PISCHELLI SENZA PIETA' - UNA 18ENNE DI PIACENZA ABORTISCE E ALCUNI COMPAGNI LE FANNO TROVARE NEI CORRIDOI DELLA SCUOLA UNA SERIE DI DISEGNI CON SCRITTE OFFENSIVE: “IO FETO, TU ABORTO” – I FOGLI FINISCONO IN PRESIDENZA E INIZIA LA CACCIA AL RESPONSABILE CHE, DOPO POCHE ORE, FA ARRIVARE UNA LETTERA DI SCUSE ALLA SUA VITTIMA. IL RACCONTO DELLA RAGAZZA: “UN ODIO COSÌ NON LO CAPISCO. MI ERO CONFIDATA CON DEI COMPAGNI DI CLASSE E…”

Alessandro Fulloni per il “Corriere della Sera”

 

i disegni a scuola per la ragazza che ha abortito a piacenza ABORTO

Contattata al telefono, chiede un quarto d' ora di tempo «perché devo finire di lavare i piatti». Poi questa studentessa diciottenne che frequenta l' ultimo anno di un istituto superiore a Piacenza, richiama. E parla con calma, con equilibrio, soppesando ogni parola e ogni frase che arrivano con spontaneità. Intanto chiarisce: «Anche se quell' odio non lo capisco, non sono arrabbiata con chi ha appeso quei disegni. Semmai con lui vorrei potermici confrontare. Se una conclusione può trarsi, è che la gente deve imparare a riflettere prima di emettere giudizi».

 

la lettErA di scuse dopo i disegni

Ed ecco quel che è successo mercoledì, dopo la prima ora di lezione. La ragazza, esentata dalla didattica a distanza, è uscita dall' aula per andare in bagno e percorrendo il corridoio «mi sono accorta che appesi al muro comparivano dei fogli che nell' entrare non avevo visto». Erano cinque o sei in tutto, affissi con meticolosità sulle porte d' ingresso alle aule. Sopra c' erano disegni sgradevolissimi, la raffigurazione di un feto accompagnata da frasi così: «Questo eri tu», «mi hanno buttato in mezzo all' utero e ne sono uscito embrione». Poi l' ultima: «Io feto, tu aborto».

 

feto

La ragazza è rimasta sbigottita: «Non ho potuto non pensare che ce l' avessero con me». Sempre al telefono, tira un sospiro. E spiega di getto: «Un mese fa ho abortito, mi ero confidata con qualcuno a scuola. Chissà, forse c' era chi lo sapeva anche in altre classi.

Ma non posso esserne sicura». Il racconto riprende: «Ho strappato quei fogli uno dopo l' altro portandoli al prof. Lui non ci credeva... Li ha presi e si è allontanato, andando in presidenza. Io intanto li avevo fotografati, girandoli a miei compagni di classe per chiedere loro se ne sapessero qualcosa».

 

aborto 4

In un istante, le immagini si sono riversate sulle chat scolastiche e da Piacenza sono rimbalzate ovunque. Alcune studentesse della scuola le hanno inviate - chiarendo di «voler prendere a schiaffi chi ha scritto quelle cose» - a Cathy La Torre, avvocata che spesso si occupa di discriminazioni e che, dopo aver chiesto alla diciottenne, ha reso nota la vicenda sui social. «Non penso a una denuncia - è la riflessione del legale -, piuttosto vorrei che fossero le autorità scolastiche a prendere i provvedimenti più adeguati».

 

Contattato dal quotidiano Libertà , il direttore dell' istituto racconta di aver disposto «controlli interni» il cui esito arriverà «molto presto».

Lo stesso ha fatto Jonathan Papamarenghi, assessore alla Scuola della città emiliana che parla di «un accertamento dei fatti in corso. Per ora mi conforta una cosa: l' attenzione e la vicinanza mostrata dagli insegnanti a questa ragazza».

 

aborto 3

Dopo che il caso è esploso, l' autore di quei disegni ha fatto un deciso passo indietro, tanto da scusarsi con una sorta di lettera aperta appesa ieri mattina sui muri dell' istituto e nuovamente finita nelle chat dei ragazzi. «Immagini e relativi messaggi» erano «ironici e non riferiti a nessuna persona in particolare. Per quanto fuori luogo, lo scopo non era certo quello di offendere e criticare qualcuno».

Poi il tentativo di spiegazione, stavolta in prima persona: «Mi dispiace tantissimo per la situazione che si è creata, soprattutto per le persone che si sono sentite ferite. Chiedo scusa a tutti».

 

Parole lette con attenzione dalla studentessa diciottenne che parla di «una persona ingenua e che probabilmente ha capito quello che ha fatto.

Non voglio concentrarmi più su questa storia, morta lì secondo me. Quel che mi è successo un mese fa è stato terribile. Ma può capitare a tutti.

feto 1

Per fortuna io mi sono sentita libera di decidere in modo sereno, parlandone con mia madre, la mia migliore amica, alla quale ho semplicemente detto che non mi sentivo pronta».

 

Il futuro di questa diciottenne «è legato all' arte, spero, e alla grafica. Mi piacerebbe lavorare nel campo della moda, della creatività. L' università? Sì, penso di sì. Ma ci penserò per bene a luglio. Ora ci sono gli esami di maturità».

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