giorgia meloni pnrr recovery plan unione europea

NO, IL PNRR NON HA RISOLTO I PROBLEMI ITALIANI. ED È COLPA DEL GOVERNO – IL PROSSIMO 30 GIUGNO FINISCE IL “DOPING” DEL PNRR, CHE IN QUESTI ANNI HA PERMESSO ALL’ECONOMIA ITALIANA DI NON FINIRE IN RECESSIONE. E VERRANNO AL PETTINE TUTTI I NODI CHE IL PIANO EUROPEO NON HA SCIOLTO, NONOSTANTE PROMESSE E PROCLAMI: PALAZZO CHIGI HA INCASSATO UNA VALANGATA DI SOLDI SENZA ATTUARE VERE RIFORME E SENZA PENSARE ALLA PROGETTUALITÀ – NEL SETTORE SANITARIO LA SPESA È FERMA AL 6,4% DEL PIL, LONTANA DALLA MEDIA EUROPEA DEL 6,9%, LE LISTE D’ATTESA NON SONO STATE RIDOTTE E RESTA LA MANCANZA DI PERSONALE – I COSTRUTTORI TEMONO IL TRACOLLO, DOPO I 50 MILIARDI DI FONDI PER L’EDILIZIA…

Estratto dell’articolo di Stefano Iannaccone per “Domani”

 

giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse

Cosa resterà di questo Pnrr, si potrebbe dire parafrasando la famosa canzone di Raf sugli anni Ottanta. La fatidica data del 30 giugno è infatti vicina. Dalla sanità alla transizione ecologica, dalla digitalizzazione al sostegno alle imprese, passando per le infrastrutture, il Piano nazionale di ripresa e resilienza è stato infatti il Moloch del dibattito politico. Sembrava il Mr. Wolf dei problemi italiani.

 

Invece, a pochi mesi dalla scadenza, quei problemi sono tutti intatti o quasi. La sanità è il miglior parametro per misurare gli effetti concreti: Next generation EU, il nome europeo del piano, è nato come risposta all’emergenza da pandemia di Covid.

 

PNRR

Cosa è cambiato? Poco o niente. Innanzitutto la spesa sanitaria italiana è ferma: oscilla tra il 6,3 e il 6,4 per cento rispetto al Pil, lontanissima dalla media europea, che è al 6,9 per cento. Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, aveva assunto l’impegno di portarla vicina al 7 per cento.

 

[...]  Il numero si traduce con quanto riportato dal Centro per la ricerca economica applicata in sanità (Crea), che ha confermato un trend preoccupante: la spesa privata per la salute è in aumento; ormai sette italiani su dieci fanno ricorso alle strutture private.

Ci sono poi delle distorsioni indotte dallo stesso Pnrr.

 

[...] 

 

giorgia meloni orazio schillaci foto lapresse

C’è poi il pericolo concreto di consegnare al paese tante piccole cattedrali nel deserto: le Case di comunità. Queste strutture erano state immaginate come la vera rivoluzione in campo sanitario: aperte 7 giorni su 7, h24, per potenziare la rete di prima assistenza primaria e decongestionare i pronto soccorso.

 

La sanità di prossimità, dunque, come risposta anche a future emergenze pandemiche. Obiettivo nobile. Ma ci sono stati nodi: prima di tutto c’è un ridimensionamento della gittata, il numero di Case di comunità da realizzare è diminuito di circa il 30 per cento. Oggi sono 1.038 quelle da ultimare con le risorse del Piano.

 

Pnrr Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

Oltre i dati, ancora una volta, ci sono le storie. «Se ci saranno strutture per le Case di comunità, mancherà il personale per mandarle avanti. Non ci sono gli infermieri per garantire i servizi previsti», spiega a Domani Andrea Bottega, segretario di Nursind, il sindacato di categoria degli infermieri. «Con le risorse del Pnrr si finanziano le opere, ma bisogna pensare al dopo», aggiunge il sindacalista, perché «le richieste della cittadinanza sono di carattere assistenziale. Insomma, servono infermieri, personale qualificato. Non c’è alcun provvedimento ad hoc per rendere più appetibile la professione».

 

Manca la prospettiva: «L’importazione di personale dall’estero non è fattibile. Perché questi professionisti scelgono altri paesi, Germania o Inghilterra, che garantiscono stipendi e condizioni migliori». La fotografia è impietosa: l’Italia ha potenziato il sistema sanitario, prevedendo le Case di comunità, ma non è stato reso funzionante questo meccanismo.

 

Il Pnrr “salva-Pil”

giancarlo giorgetti giorgia meloni foto lapresse.

Se la sanità è la pietra angolare del Piano, c’è il quadro macroeconomico da tenere in considerazione: le rate provenienti da Bruxelles (per 194 miliardi di euro) sono state le bombole di ossigeno a cui è stata attaccata l’economia negli anni del governo Meloni.

 

La Banca d’Italia, nel suo primo bollettino del 2026, lo ha messo nero su bianco: gli «investimenti hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il Pnrr». Eppure l’impatto sul Pil non ha provocato scatti in avanti: attenendosi alla previsione della Banca d’Italia, nell’anno in corso la crescita dovrebbe fermarsi allo 0,6 per cento. Il governo ha previsto il +0,7 per cento, ma comunque nell’ambito dello zero virgola, nonostante un Pnrr a pieno regime nel motore economico.

 

GIORGIA MELONI - ORAZIO SCHILLACI

Cosa può accadere quando il Piano arriverà a conclusione? «Finisce l’effetto doping e ci sarà il post-sbornia», osserva Fabio Scacciavillani, economista ex Fondo monetario internazionale e docente della Bologna Business School. Scacciavillani aggiunge: «Il parassitismo, girato intorno al Pnrr, è destinato a terminare». Tradotto: «Si fa la bella vita, firmando cambiali».

 

Primo o poi, però, bisogna saldare il conto. Il risultato è che «se non andiamo in recessione, sarà qualcosa vicino alla stagnazione, intorno allo 0 o un po’ sotto», sottolinea l’economista. Gli analisti sono concordi su un punto: servirebbe un piano post-Pnrr. In tutti i comparti.

 

PNRR

L’Ance, l’associazione dei costruttori, ha già fatto le proprie valutazioni: «Nel 2026 nel settore delle costruzioni torna il segno positivo per gli investimenti: dopo la lieve flessione del 2025 (-1,1 per cento) quest’anno è previsto un incremento del 5,6 per cento», ha reso noto una recente ricerca.

 

Dunque, «il modello Pnrr ha funzionato», grazie a una spesa di circa 50 miliardi di euro per l’edilizia. Una miniera che sta per esaurirsi. «È arrivato il momento di mettere nero su bianco un Piano casa», ha detto la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio. Serve un “dopo-Pnrr”, dunque.

 

Senza progettualità

EDILIZIA

Il convitato di pietra al tavolo del Pnrr è la mancanza di una progettualità vera. «Anche in questa occasione, non ci sarà un cambio di marcia, sia di velocità che di direzione, nonostante gli investimenti straordinari», annota Michele Costabile, docente di Economia e gestione d'Impresa e direttore del Centro di ricerca Luiss X.ite. Costabile pone delle questioni pratiche: «È migliorata la mobilità sociale? Ci sono stati interventi sulla demografia?».

 

La risposta è scontata. Per Luca Bianchi, direttore della Svimez, il Pnrr può trasformarsi in un «processo incompiuto per la mancanza di continuità a questo percorso. Questo riguarderà in particolare le grandi opere infrastrutturali, finanziate in parte con il Pnrr».

 

CHIAGNI E FOTI - MEME BY EMILIANO CARLI

La scarsa progettualità si manifesta con le poche prospettive per le giovani generazioni. «Il tasso di Neet, giovani che stanno sul divano, è il più alto in Europa insieme alla Spagna», ricorda Costabile. «La scolarizzazione non è una questione ideologica», insiste il docente della Luiss, «ma porta un vantaggio economico nel medio periodo. Bisogna entrare nell’ottica che le disuguaglianze educative sono un costo sociale, non un capriccio. Un laureato genera maggiore Pil rispetto a un diplomato». E cosa è stato fatto su questo punto? Niente, stando ai dati concreti. [...]

EDILIZIA 1

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....