supersex gabriel pontello

“CI SONO UOMINI CHE TI STREGANO AD APRIRGLI LE GAMBE E UNO DI QUESTI ERA GABRIEL PONTELLO” - LA PREFAZIONE DI BARBARA COSTA AL LIBRO “SUPERSEX”: “C’È NIENTE DA FARE: LA MIA PONTELLIANA INGORDIGIA, DEL SUO SESSO BEN DOTATO MA (E MENO MALE) NON SUPERDOTATO, DI CUI ABBUFFARMI, MENTRE MI STRAPAZZA COI SUOI ‘SFAMATI!’, ‘ALLARGA LE COSCE’, ‘VOLEVI I GIOIELLI’, ‘ECCOTI 100 CARATI DI UN LINGOTTO PURISSIMO!’. MA QUANTO ERA VOLGARE IL LINGUAGGIO DI ‘SUPERSEX’?! FETENTE, SBRACATO E CATTIVO. CHE LIBERAZIONE! FEMMINISTE, VECCHIE E NUOVE, COL VOSTRO ELOQUIO EDUCATINO E PRECISINO ANDATE A STARNAZZARE ALTROVE…”

Barbara Costa per Dagospia

 

supersex di gianni passavini cover

Sapete, io ho deciso di scrivere di porno perché stufa di leggere chi di porno scrive e vi immette la sua superiore insopportabile morale. E no!!! Il porno, della morale, di qualsiasi morale, se ne f*tte. Vola alto, passa oltre, che volete che se ne faccia? Il porno, o dà fastidio, o non è. Eccita, sì, è nato per questo, ma deve ogni volta lasciare un po’ di amaro, in bocca, e un po’ di inquietudine, in mezzo alle gambe. Gli serve. È la sua esca. Per farsi desiderare. E farsi tornare a cercare.

 

gabriel pontello supersex (15)

Io non so se quanto di porno scrivo – e come – possa interessare, certo, farlo su Dagospia, è una figata, ma non lancio messaggi. Non ne ho. Che me ne frega? Io penso, vivo, respiro pornograficamente. Sono fatta così. Però… quando Gianni Passavini mi ha telefonato a chiedermi di prefargli questo suo libro, l’ho subito intuito, che mi avrebbero scoperto. Che sarei stata nuda. Tra le mie parole. Più del solito. E che non avrei potuto velarla, né comprimerla, la mia debolezza. Verso un uomo. Una immagine di uomo. Su foto. Miriadi di foto. Con nuvole di dialogo. Inondate di sperma magico.

 

È da stupide negarlo: ci sono uomini che ti stregano ad aprirgli le gambe. Magnetici. Non serve che ti tocchino. Basta la loro presenza. E ci sono uomini che non sono reali, sono inventati, ma assurdamente più reali di persone in carne e ossa, uomini per cui il tuo clitoride pulsa impazzito, al solo pensarne il nome. E il nome completo della mia perdizione è Gabriel Pontello.

gabriel pontello supersex (19)

 

Il pornodivo massimo, di cui mi son sempre sottratta a scrivere. Adducendo sì astratta conoscenza dei suoi tempi, sì distanza anagrafica, sì che il suo porno era un altro porno, in un altro contesto, avente zero in comune con il porno odierno. Tutto vero, già, ma, in parallelo, tutte frescacce.

 

La verità, la sa Gianni, e me l’ha sadicamente sbattuta addosso pagina dopo pagina: Gabriel Pontello è l’uomo che mai potrò assaporare. È il suo sapore che cerco, negli altri, e non trovo. Non dico il Pontello completo, ma almeno un pezzetto, un’oncia. E va da sé che di str*nzi figli di buona donna me ne sono capitati. Cercati da me, voluti da me. Di due, me ne sono innamorata. Fino a perderci dignità. Come Pontello comanda.

 

supersex gabriel pontello

Nel porno non ci sono scuse. Non reggono. Non date retta a chi vi racconta che è caduto a fare porno perché disagiato, disadattato, nato disgraziato e caso umano diventato. È una narrazione antica, superata, oggi buona a cullare coscienze infotainment. Sappiate che le cosiddette pornostar sono persone finanche più normali, e sane, di altre coi loro impieghi 9-17. Se non altro perché felici di fare – e farsi pagare – per ciò che hanno le p*lle di realizzare.

 

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Si sceglie il porno per lo stesso onesto motivo: si vuole una vita diversa. Da cosa? Dal perbenismo dominante. E non si vuole essere la replica dei propri genitori, amici, parenti, e si ha dentro un narcisismo, e un esibizionismo, e fame e amore per il sesso, che non ci si soddisfa con un partner, in monogamia, lasciandosi vivere da una scontata routine. Per questo "l’italiano" Gabriel Pontello ha preferito il porno: per nutrire il suo egocentrismo. Il suo maledettismo.

 

supersex nella rete del kgb

E però non esiste un suo porno collega, fuori e dentro questo informatissimo libro, che di Pontello parli bene. Forse uno, ce n’è, Rocco Siffredi, ma insomma. Gabriel Pontello non è sulla Terra per farsi voler bene. Né lui, né il suo alter ego venuto dal pianeta Eros e atterrato nove anni sulle pagine di "Supersex". Pontello è l’uomo da cui fuggire. L’uomo dai ripetuti peccati. Folle. Prepotente, collerico, manesco, spregevole, esaltato. Un maudit borioso. Odioso. Insopportabile. Ma bellissimo. E irresistibile.

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Se pensate che la vostra donna (ma pure il vostro uomo) non abbia mai sognato di lui, state sereni: avete accanto una che di Pontello non sa. Le altre si sono sbrodolate nelle mutandine, per la voglia insana, di lui, si sono a morte sd*talinate, per lui, e non ve lo dicono. Non ve lo possono dire. Si può anelare l’errore? Rovinoso e lercio. Da ogni punto di vista.

 

Difficile separare Pontello dal suo personaggio su "Supersex". Le voci si rincorrono: Gabriel Pontello, quello reale, le donne non le ha vilipese solo su copione. Gli uomini non li ha stesi a pugni solo per sceneggiatura. E nella realtà, le donne non hanno avuto bisogno dei suoi incanti per morirgli dietro. In questo libro, alcune denunciano la feroce perfidia di Pontello. Guarda un po’, un po’ tutte si sono ripresentate, sui set, a farsi ancora sessualmente toccare, da lui.

gabriel pontello supersex (18)

 

Per starci ancora, con lui. Tra le sue pericolose braccia. Gianni Passavini non censura nulla. Di Gabriel Pontello vi offre il mito, e conferme, e dicerie smontate, e pornosità finora ignorate. Ma il mistero permane. Di Pontello parecchio non si sa, non si deve sapere, e per suo volere. Lui è l’autentico rivoluzionario di questo social presente dove tutti vogliono essere presenti a tutti.

gabriel pontello supersex 1

 

A un certo punto, Gabriel se n’è andato. Sparito, coi suoi demoni. Seppur qui Gianni lo abbia rintracciato – e non vi spoilero dove – Pontello resta una sfinge in ciò che pensa, è, ed è stato. C’è niente da fare: la mia pontelliana ingordigia, del suo sesso ben dotato ma (e meno male) non superdotato, di cui abbuffarmi, mentre Gabriel mi strapazza coi suoi “tr*ia, il ca*zo è pronto, sfamati!”, “allarga le cosce, z*ccola!”, “volevi i gioielli, m*gnotta?

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Eccoti 100 carati di un lingotto purissimo!”, rimane inalterata.

 

Un’ultima cosa: ma quanto era volgare il linguaggio di "Supersex"?!? Fetente, sbracato e cattivo. Che liberazione! A chi non piace non lo legga. E… femministe, vecchie e nuove, e paladini di ciò che è bene e conviene, col vostro eloquio educatino e precisino che tanto vi fa sentire migliori, andate a starnazzare altrove. Non seccateci su "Supersex", e lasciateci divertire. Noi che lo sappiamo fare!!! La vita non ci deve il lieto fine che ci hanno fatto credere, e forse lo scopo ultimo, l’unica salvezza, di Gabriel Pontello, e mia, è “renderci infrequentabili”.

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