tsai ing wen biden xi jinping taiwan

LA TSAI L’ULTIMA? – LA PRESIDENTE DI TAIWAN, TSAI ING-WEN, INCONTRERÀ IN CALIFORNIA IL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEGLI STATI UNITI, KEVIN MCCARTY, E XI JINPING SI INCAZZA: “L’INCONTRO DANNEGGERÀ ULTERIORMENTE LE RELAZIONI TRA PECHINO E WASHINGTON” – IN VISTA DEL FACCIA A FACCIA, 20 AEREI MILITARI CINESI HANNO SORVOLATO L’ISOLA NELLE ULTIME 24 ORE – E INTANTO, A TAIPEI, C’È CHI INIZIA A PENSARE CHE LA GUERRA CON LA CINA È PERSA IN PARTENZA, TANTO VALE TRATTARE CON PECHINO…

CINA,INCONTRO TSAI-MCCARTHY 'PEGGIORERÀ' RELAZIONI CON USA

Tsai Ing-wen a New York

(ANSA-AFP) - Un imminente incontro tra il presidente di Taiwan Tsai Ing-wen e il presidente della Camera degli Stati Uniti Kevin McCarthy "danneggerà ulteriormente" le relazioni tra Pechino e Washington: lo ha affermato un portavoce del consolato cinese a Los Angeles, in una nota. L'incontro, previsto per domani in California, "ferirà gravemente i sentimenti nazionali di 1,4 miliardi di cinesi" e minerà "le basi politiche delle relazioni Cina-USA", ha affermato il portavoce.

 

"Il relatore McCarthy sta ignorando l'ampio sostegno della comunità internazionale al principio del'Unica Cina, ignorando le lezioni che avrebbero dovuto essere state tratte dagli errori precedenti", ha affermato il consolato riferendosi alla visita dell'ex speaker Nancy Pelosi a Taiwan.

 

xi jinping taiwan

"Non c'è dubbio che farà di nuovo lo stesso errore, danneggiando ulteriormente le relazioni Cina-USA, ma rafforzerà solo la forte volontà e determinazione del popolo cinese" per raggiungere la "riunificazione" con Taiwan, ha aggiunto il consolato. McCarthy ha confermato ieri l'intenzione di incontrare il presidente taiwanese, sfidando gli avvertimenti della Cina secondo cui stava "giocando con il fuoco"

 

SU TAIWAN 20 JET CINESI IN VISTA INCONTRO MCCARTHY-TSAI

LA STRATEGIA DEL PORCOSPINO - TAIWAN VS CINA

(ANSA) - Dopo che lo speaker della Camera americana Kevin McCarthy ha confermato l'incontro con la presidente di Taiwan Tsai Ing-wen, il ministero della Difesa di Taipei ha rilevato 20 aerei militari cinesi vicino all'isola nelle ultime 24 ore, 9 dei quali (un drone BZK005, 7 caccia J-16 e un Y- 8) hanno attraversato la linea mediana dello Stretto di Taiwan.

 

Allo stesso tempo, in legge in una nota, è stata accertata la presenza di tre unità navali cinesi. Le forze armate taiwanesi "hanno monitorato la situazione, mettendo in campo aerei, navi e sistemi missilistici a terra per seguire l'evoluzione degli eventi e rispondere da vicino"

 

LA LEADER DI TAIWAN TSAI ING-WEN È NEGLI USA: CHE FARÀ XI JINPING?

tsai ing wen

Estratto dell’articolo di Federico Rampini per www.corriere.it

 

Si aggira in America come un fantasma, la povera Tsai Ing-wen. La presidente taiwanese è in visita da alcuni giorni, ma quasi nessuno se n’è accorto. L’effetto-clandestinità è voluto, sia chiaro. Da Pechino questa visita è già stata stramaledetta, preceduta e accompagnata da un fuoco di sbarramento di minacce. Squadroni di cacciabombardieri cinesi hanno violato i cieli di Taiwan.

 

Il peggio deve ancora venire, stando agli avvertimenti della Cina, visto che in calendario l’unico incontro importante di Tsai Ing-wen è previsto mercoledì: in California, con il nuovo presidente della Camera, il repubblicano Kevin McCarthy. Da notare che quest’ultimo si è piegato a fissare l’incontro il più lontano possibile dalla capitale federale.

nancy pelosi tsai ing wen

 

In tutta la visita Washington è “off-limits”, praticamente proibita a Tsai, per evitare qualsiasi cosa che possa fare assomigliare questo viaggio a un evento di Stato. Non esiste lo Stato di Taiwan. Non per la Repubblica Popolare, ma neanche per gli Stati Uniti che rispettano il principio secondo cui esiste «una sola Cina».

 

 Lo stesso principio guida il comportamento della stragrande maggioranza dei governi del mondo. Ormai quelli che riconoscono Taiwan si possono contare sulle dita di due mani (c’è il Vaticano tra questi). Nei giorni scorsi il magro elenco si è assottigliato ulteriormente con la defezione di Honduras, uno dei pochi che riconoscevano Taiwan e ha deciso di chiudere i rapporti diplomatici con l’isola per aprire alla Cina.

 

Kevin McCarthy

[…]  Ma i problemi maggiori la presidente Tsai in questo momento li ha a casa sua. E questi problemi potrebbero giocare in favore di Xi Jinping, rendendo meno probabile un’invasione militare. Taiwan potrebbe arrendersi da sola? Arrivata al settimo anno del suo mandato, e a un anno dalla prossima elezione presidenziale, la 66enne Tsai è scesa al 41% dei consensi (praticamente ha raggiunto Biden, che non è una consolazione).

 

esercitazioni militari taiwan

A novembre si è dimessa dalla presidenza del suo partito democratico-progressista, dopo aver perso le elezioni regionali. La sua popolarità è in calo soprattutto per ragioni di politica interna; d’altronde da quando Taiwan è diventata una democrazia nel 1996 gli elettori hanno regolarmente applicato l’alternanza, cambiando partito di governo ogni otto anni.

 

Stavolta però sembra più pericolante che in passato la politica estera e la posizione verso Pechino. Proprio nei giorni del viaggio semi-clandestino di Tsai Ing-wen in America, il suo predecessore e rivale politico Mai Ying-jeou ha deciso di visitare la Cina. Mai è il primo ex presidente taiwanese accolto in visita nella Repubblica Popolare.

 

tsai ing wen

Appartiene al partito Kuomintang (Kmt), quella formazione nazionalista che fu guidata da Chiang Kai-shek durante la guerra civile contro i comunisti di Mao. Paradossalmente proprio il Kmt è diventato il partito più filo-cinese, meno indipendentista. Al punto che la ex vicepresidente del Kmt, Annette Lu, ha lanciato la proposta di un Commonwealth che unisca la Repubblica Popolare e Taiwan, allargando i legami economici fino ad una sorta di federazione politica.

 

I taiwanesi hanno già dei rapporti economici molto intensi con la terraferma. Si calcola che almeno un milione di taiwanesi risiedono e lavorano in permanenza nella Repubblica Popolare. Il totale sale a due milioni (su una popolazione totale dell’isola pari a 24 milioni) se si aggiungono i pendolari per business, che fanno continuamente avanti e indietro. Questo è un dato ormai antico. Quando il successore di Mao, Deng Xiaoping, decise di traghettare la Cina verso l’economia di mercato, i primi a cogliere le nuove opportunità furono gli imprenditori taiwanesi.

 

esercitazioni caccia cinesi

I cinesi dell’isola con i loro investimenti e la loro cultura manageriale hanno avuto un ruolo prezioso nel decollo economico della Repubblica Popolare. Non a caso oggi è un’azienda taiwanese, la Foxconn, che assembla gli iPhone di Apple nelle sue fabbriche situate sul territorio della Repubblica Popolare. Ai legami economici si aggiunge la paura creata dalla guerra in Ucraina. Noi in Occidente tendiamo a pensare che il fiasco militare di Putin in Ucraina debba rendere molto più cauto Xi Jinping prima di lanciare un’invasione di Taiwan.

 

tsai ing wen

Ma sull’isola c’è chi trae lezioni diverse dalla tragedia ucraina. Alcuni taiwanesi osservano che lo squilibrio nei rapporti di forze è enormemente peggiore a loro svantaggio. […] Il confine terrestre dell’Ucraina ha consentito alla Nato di istradare aiuti militari, mentre Taiwan è circondata dal mare e può essere strangolata da un accerchiamento della marina di Pechino (di cui abbiamo visto le “prove generali” proprio l’estate scorsa dopo la visita di Nancy Pelosi). In caso di embargo cinese, le scorte di gas naturale sull’isola basterebbero solo per otto giorni. Per tutte queste ragioni, non è detto che la popolazione taiwanese voglia combattere come quella ucraina, se aggredita. […]

tsai ing wen xi jinping xi jinping con la mimetica pupazzi a forma di tsai ing wen

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...