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PUTIN TORNERÀ DALL’ALASKA CON LE TASCHE PIENE DI SOLDI E MINERALI? – PER CONVINCERE IL PRESIDENTE RUSSO AL CESSATE IL FUOCO IN UCRAINA, TRUMP SAREBBE DISPOSTO A OFFRIRE A MOSCA L’ACCESSO A MATERIE PRIME E TERRE RARE IN ALASKA E NELLE ZONE OCCUPATE DELL’UCRAINA (ESSENDO CONTROLLATE DAI MILITARI RUSSI, SONO GIÀ IN MANO LORO). IN PIÙ, GLI USA POTREBBERO REVOCARE LE SANZIONI ALL’INDUSTRIA AERONAUTICA RUSSA. IN CAMBIO, L’UCRAINA RICEVEREBBE VAGHE GARANZIE DI SICUREZZA...

UCRAINA: POLITICO, TRUMP POTREBBE FORNIRE GARANZIE DI SICUREZZA A KIEV

DONALD TRUMP - VOLODYMYR ZELENSKY - TERRE RARE UCRAINA MINERALI

(LaPresse) - Il presidente Donald Trump ha dichiarato ai leader europei e ucraini che gli Stati Uniti sono disposti a fornire garanzie di sicurezza per l'Ucraina, a determinate condizioni, secondo tre fonti a conoscenza della conversazione.

 

Lo riporta Politico.com, dopo la discussione che si è svolta ieri nell'ambito di un incontro virtuale organizzato dalla Germania, volto a coordinare le posizioni americane ed europee prima del vertice di domani tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin.

 

Le tre fonti – un diplomatico europeo, un funzionario britannico e una persona informata della chiamata – hanno tutte affermato, riporta il sito di notizie, che gli Stati Uniti sono disposti a svolgere un ruolo nel fornire a Kiev i mezzi per scoraggiare una futura aggressione russa in caso di raggiungimento di un cessate il fuoco.

 

Putin Trump

La persona informata della chiamata ha affermato che Trump assumerebbe un simile impegno solo se l'iniziativa non venisse assegnata alla Nato. L'apertura di Trump a tali garanzie – una richiesta fondamentale sia per l'Ucraina che per l'Europa – contribuisce a spiegare il cauto ottimismo espresso dai funzionari europei dopo la conversazione e in vista dell'incontro di venerdì, spiega Politco.com.

 

Trump non ha specificato cosa intendesse per garanzie di sicurezza e ha discusso solo il concetto più ampio, ha affermato la persona informata della chiamata.

 

TELEGRAPH, 'TRUMP OFFRIRÀ A PUTIN MINERALI PER LA PACE'

DONA AL TRUMP - MEME SU VOLODYMYR ZELENSKY BY EMILIANO CARLI

(ANSA) - Donald Trump si sta preparando a offrire a Vladimir Putin l'accesso russo a minerali e terre rare in Alaska e a revocare alcune sanzioni all'industria aeronautica a Mosca per incentivarlo a porre fine alla guerra in Ucraina: lo scrive il quotidiano britannico Telegraph, che cita "fonti informate", alla vigilia del previsto vertice fra i due presidenti nella base militare vicino ad Anchorage.

 

"Il presidente degli Stati Uniti arriverà all'attesissimo incontro con la sua controparte russa venerdì armato di una serie di opportunità di guadagno per Putin. Tra queste, l'apertura delle risorse naturali dell'Alaska a Mosca e la revoca di alcune delle sanzioni americane all'industria aeronautica russa".

 

FRIEDRICH MERZ - VOLODYMYR ZELENSKY - - FOTO LAPRESSE

E tra le proposte figura anche quella di concedere a Putin l'accesso ai minerali di terre rare nei territori ucraini attualmente occupati dalla Russia", scrive ancora il giornale, secondo il quale il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, sarebbe tra i membri dell'amministrazione che informeranno Trump prima del suo incontro con Putin.  

 

"Oltre alla revoca delle sanzioni, il Telegraph può ora rivelare che gli Stati Uniti si stanno preparando a offrire a Putin altri incentivi finanziari per porre fine alla guerra, tra cui l'accesso ai minerali di terre rare nelle aree dell'Ucraina attualmente occupate dalla Russia.

UCRAINA - SITUAZIONE SUL CAMPO AL 10 AGOSTO 2025

 

Si ritiene che l'Ucraina detenga il 10% delle riserve mondiali di litio, utilizzato nella produzione di batterie. Due dei suoi maggiori giacimenti di litio si trovano in aree controllate dalla Russia, e Putin ha rivendicato i preziosi minerali presenti nelle regioni occupate dalle sue forze armate".  

"Esistono una serie di incentivi, tra cui un potenziale accordo tra minerali e terre rare potrebbe essere uno di questi", ha dichiarato al Telegraph la sua fonte a conoscenza delle proposte.

 

AL FIANCO DI DONALD MANCANO GLI ESPERTI DEI DOSSIER SU MOSCA

Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”

 

Quando Donald Trump e l'omologo russo Vladimir Putin si ritroveranno faccia a faccia nella base militare di Elmendorf-Richardson, Alaska, al fianco del presidente americano non ci sarà nessun esperto di Russia.

 

Nel corso del suo secondo mandato, infatti, The Donald ha preferito la lealtà alla competenza dei collaboratori più stretti. E tagli al personale hanno fatto il resto: il 25 per cento dei funzionari del Servizio Esteri è stato infatti licenziato a partire dal suo insediamento a gennaio.

 

MAPPA DELLE TERRE RARE IN UCRAINA

Com'è noto, a guidare i negoziati con Mosca è stato dunque il magnate immobiliarista Steve Witkoff, neofita della politica estera e grande amico del tycoon. Lo stesso che si è presentato al Cremlino senza un interprete esperto fornitogli dal Dipartimento di Stato che potesse dunque aiutarlo a contestualizzare le cose: preferendo farsene dare uno sul momento dagli "amici" russi.

 

Quel che è peggio, nel corso della trattativa con Putin non ha preso appunti: e ha finito per dare versioni discordanti di cosa fosse stato proposto o accettato, tanto che poi sono servite altre due telefonate chiarificatore[…]

 

«Si può tranquillamente affermare che oggi Trump non ha una sola persona che conosca nei dettagli la questione russo-ucraina che lo consigli» afferma […] Eric Rubin, ex ambasciatore statunitense in Bulgaria durante il primo mandato: «Solitamente in vista di un incontro ad alto rischio come può essere quello con Putin, il ruolo dei consiglieri era invece proprio quello di garantire che il presidente fosse ben informato e avesse tutti gli strumenti per poter reagire».

 

Tanto più che, al contrario, il presidente russo – ex agente del Kgb e dunque allenato a farlo - è invece noto per la sua padronanza dei dettagli e la capacità di cogliere di sorpresa gli interlocutori.

 

guerra in ucraina

A Trump, comunque, non piace avere consigli. Lo sa bene Fiona Hill, già consigliera per la Russia della Casa Bianca durante il primo mandato. Quando Trump andò a ruota libera nella conferenza stampa congiunta con Putin al Summit di Helsinki del 2018, ricorda, «le cose finirono per mettersi così male che pensai di simulare una crisi epilettica per tentare di bloccare tutto».

 

LA STRATEGIA DI DONALD

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

TERRE RARE E MINERALI CRITICI IN UCRAINA - DATAROOM

[…] Venerdì, Trump aveva destato allarme in Europa quando ha dichiarato che Zelensky — assente in Alaska — dovrebbe prepararsi a «firmare qualcosa» e ha parlato di «scambi di territori». C’è chi teme una «seconda Yalta»: nel 1945, Usa, Gran Bretagna e Urss si riunirono per dividere l’Europa dopo la sconfitta dei nazisti, consegnando l’Europa dell’Est ai sovietici e smembrando la Polonia senza che questi Paesi avessero voce in capitolo.

 

Ma negli ultimi giorni la Casa Bianca ha cercato di rassicurare gli alleati e ha ridotto le aspettative sul summit. Potrebbe andare «bene o male», ha detto Trump lunedì: nel primo caso, chiamerà Zelensky e gli europei per dir loro che un accordo si può fare; oppure «potrei andarmene e dire buona fortuna» a Putin (e a Zelensky: «Buona fortuna, continua a combattere» ).

 

vladimir putin regala una palla del mondiale a trump

[…] Trump ha sottolineato che non sta a lui fare un accordo, ma a Putin e Zelensky. Ieri ha affermato che vuole un trilaterale «quasi immediatamente». Ha aggiunto che «ci saranno conseguenze molto gravi» se l’incontro con Putin non si conclude con un cessate il fuoco: il suo ministro del Tesoro Scott Bessent ha detto che sanzioni e dazi secondari «sono sul tavolo». Alla domanda se pensa di poter dissuadere Putin dall’uccidere i civili, Trump ha replicato: «Ne abbiamo parlato… poi vado a casa e vedo che un missile ha colpito una casa di riposo o un palazzo… Perciò penso che la risposta sia no».

 

TRUMP E ZELENSKY A SAN PIETRO

Una delle paure dei critici di Trump è che non vorrà uscire a mani vuote dall’incontro di Ferragosto e che possa «essere motivato ad accettare qualcosa, qualunque cosa», scrive sul New York Times Masha Gessen, celebre reporter di origini russe, mentre Putin «nel momento in cui entra nella stanza, ha già tutto quello che vuole, più l’opportunità di fare una battuta sull’Alaska come territorio storicamente russo».

 

Putin potrebbe avere interesse a farne uscire Trump «bene», cioè con un cessate il fuoco, ma uno dei timori (su cui gli europei e ucraini hanno messo le mani avanti) è che Putin gli proponga una tregua in cambio del ritiro di Kiev dal 30 per cento del Donetsk che ancora controlla. Un’altra possibilità è una tregua nei cieli: ridurrebbe i morti in Ucraina ma i droni sono anche un punto di forza di Kiev.

 

Scott Bessent. e Yulia Svyrydenko firmano accordo sulle terre rare Usa Ucraina

« Il segretario di Stato Usa Marco Rubio sostiene che «la gente deve capire che per il presidente Trump un incontro non è una concessione…. Vuole i fatti, vuole guardarlo negli occhi… ha un incredibile istinto per decifrare la natura umana. Ho visto i suoi successi negli accordi commerciali… sempre di persona. È difficile per telefono. È di questo che si tratterà venerdì. Non sarà facile, questa guerra significa molto per Putin… e significa molto per gli ucraini che lottano per il loro Paese e il loro futuro».

 

Resta l’incognita di un incontro senza consiglieri, affiancati solo dagli interpreti.

Non è inusuale tra presidenti, ma il rapporto tra Trump e Putin è sempre stato accompagnato da sospetti.

PUTIN E WITKOFF AL CREMLINO

 

Dopo che si videro nel 2017 in Germania, secondo il Washington Post Trump chiese all’interprete di consegnargli gli appunti. Dopo un altro bilaterale nel 2018 in Finlandia, Trump citò Putin («Dice che non è stata la Russia») per negare le interferenze nelle elezioni Usa del 2016. Trump ieri non ha discusso di un recente hackeraggio di sistemi informatici dei tribunali federali per mano dei russi.

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