antonio piromalli

UN PADRINO TRA I CETRIOLI - QUANDO E’ STATO SCARCERATO, A OTTOBRE 2015, IL BOSS ANTONIO PIROMALLI HA FATTO LA SUA PASSEGGIATA TRIONFALE AL MERCATRO ORTOFRUTTICOLO DI MILANO CONTROLLATO DAL SUO CLAN - LO RACCONTA LUI STESSO IN UNA INTERCETTAZIONE: “ERA LA SODDISFAZIONE DI ESSERE UNO CHE CONTA” - SI TRATTA DEL CAPO DELLA FAMIGLIA PIU’ POTENTE DELLA PIANA DI GIOIA TAURO

Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”

Antonio Piromalli Antonio Piromalli

 

Il boss Antonio Piromalli ha passeggiato tra i banchi del mercato ortofrutticolo di Milano per celebrare «il suo ritorno» dopo la scarcerazione. Era l'ottobre del 2015 e il figlio 44enne di Giuseppe Piromalli, alias Facciazza , era insieme all'imprenditore Alessandro Pronestì, che più che altro era il prestanome della cosca all' interno dei Mercati generali. È lui, intercettato dai carabinieri del Ros, a raccontare quella giornata, e «la soddisfazione di ritornare là dentro e di essere uno che conta».

 

L'imprenditore spiega anche di un operatore dell' Ortomercato rimasto «impietrito» quando s' è accorto che quell' uomo alto e calvo era davvero il boss della più potente famiglia di 'ndrangheta della Piana di Gioia Tauro (Reggio Calabria). Anche perché quel volto lo conoscevano bene nei padiglioni di via Lombroso.

 

FEDERICO CAFIERO DE RAHO FEDERICO CAFIERO DE RAHO

Già nel 2008 - quando Antonio Piromalli è stato arrestato nell' inchiesta «Cent'anni di storia» - la famiglia investiva negli affari del mercato ortofrutticolo lombardo. Come ricordano i pentiti interrogati dai magistrati calabresi Gaetano Paci e Federico Cafiero de Raho, che hanno coordinato l'inchiesta «Provvidenza» che ha portato al fermo di 33 affiliati alla cosca: «Hanno sempre avuto interessi sull'Ortomercato di Milano. Da sempre».

 

Nelle 2.185 pagine del decreto di fermo, i pm parlano esplicitamente della presenza di Antonio Piromalli tra i padiglioni dei mercati «dei quali assumeva il controllo attraverso la creazione di una complessa rete di imprese e l'ausilio di una serie di affiliati e fiancheggiatori, coordinati con la finalità di dominare il mercato ortofrutticolo di Milano, facendo leva sul metus mafioso esercitato dalla sua persona».

 

MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI MILANOMERCATO ORTOFRUTTICOLO DI MILANO

I carabinieri del Ros, guidati dal generale Giuseppe Governale, hanno intercettato anche una serie di affari con l'estero: Romania, Danimarca ma anche Stati Uniti, attraverso il faccendiere Rosario Vizzari che vantava agganci anche con l' Fbi. Piromalli era stato scarcerato da Tolmezzo il 21 dicembre 2014 e subito sottoposto alla sorveglianza speciale. Anziché tornare in Calabria aveva deciso di fermarsi a Milano, nella casa-fortezza di viale Brianza 33, vicino alla stazione Centrale, perquisita ieri dai carabinieri del Ros di Milano guidati dal tenente colonnello Paolo Storoni.

 

Una decisione strategica, come scrivono i magistrati: «Non soltanto in considerazione dei trascorsi imprenditoriali e del pregresso circuito relazionale, ma anche e soprattutto per mantenere un basso profilo, sfruttando una minor visibilità per arginare intromissioni da parte delle forze di polizia e gestire con maggiore serenità il clan».

 

MERCATO ORTOFRUTTICOLO DI MILANOMERCATO ORTOFRUTTICOLO DI MILANO

Con lui è stata fermata anche la moglie Loredana Sciacca, 44 anni, insegnante all' Istituto comprensivo Quintino di Vona - Tito Speri di Milano. Ed è proprio a lei, a proposito del suo tenore di vita mentre il marito era in carcere, che Piromalli ricorda come i soldi non siano arrivati grazie alla «provvidenza del provveditorato» ma agli affari delle società. Piromalli è considerato il braccio economico e militare della cosca. Così lo descrive il pentito Antonio Russo: «Antonio vi ammazza col sorriso, vi fa capire che vi ha perdonato, e magari vi ha già ucciso».

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