abderrahim fakir

LA POLIZIA ITALIANA NON E’ L’ICE DI TRUMP - QUANDO I DUE AGENTI DOMENICA MATTINA SONO ARRIVATI AL QUARTIERE PILASTRO, A BOLOGNA, DOVE ABDERRAHIM FAKIR STAVA DANDO IN ESCANDESCENZA, PER PRIMA COSA HANNO CHIAMATO IL 118 CHIEDENDO L’INVIO DI UN’AMBULANZA “CON AUTOMEDICA” PER UNA PERSONA “IN CRISI PSICHICA” - I POLIZIOTTI RIPETONO DUE VOLTE CHE È NECESSARIO L’INTERVENTO DI UN MEDICO: LA TELEFONATA È REGISTRATA ED È GIÀ STATA ACQUISITA DALLA PROCURA. MA DALLA CENTRALE RISPONDONO CHE IN QUEL MOMENTO L’AUTOMEDICA NON È DISPONIBILE - L’INVIO DI UN MEDICO AVREBBE POTUTO CAMBIARE IL CORSO DEGLI EVENTI? - L’ALTRO PUNTO DA CHIARIRE RIGUARDA LE MODALITÀ DI INTERVENTO DEI POLIZIOTTI: DALLO SPRAY AL PEPERONCINO, SPRUZZATO QUANDO FAKIR ERA GIÀ A TERRA (CON LA POSSIBILITÀ CHE QUESTO GLI ABBIA CAUSATO PROBLEMI RESPIRATORI), ALLA POSIZIONE PRONA. GLI AGENTI HANNO RISPETTATO LE LINEE GUIDA NELL’UTILIZZO DELLO SPRAY?  

Estratto dell’articolo di An. B. per il “Corriere della Sera”

 

video body cam ABDERRAHIM FAKIR 24

Quando i due poliziotti domenica mattina sono arrivati al quartiere Pilastro, a Bologna, per prima cosa hanno chiamato il 118 chiedendo l’invio di un’ambulanza «con automedica» per una persona «in crisi psichica». È Abderrahim Fakir, l’uomo che circa 45 minuti dopo sarà ormai senza vita. Lo ripetono due volte, i poliziotti, assicura il loro legale Gabriele Bordoni, che è necessario l’intervento di un medico: la telefonata è registrata ed è già stata acquisita dalla Procura. Ma dalla centrale rispondono che in quel momento l’automedica non è disponibile.

 

Questo è il primo punto cruciale che l’inchiesta per omicidio colposo dovrà dipanare: l’invio di un medico avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi? Una sedazione spinta, che solo un medico avrebbe potuto somministrare, avrebbe evitato quella manovra di contenimento a terra che presenta dei rischi? Il medico rianimatore arriverà tre quarti d’ora dopo la telefonata dei poliziotti e non farà le manovre di rianimazione, ma, alle 12.53, constaterà il decesso di Abderrahim.

 

A quel punto avrebbe valutato che non c’era più niente da fare. Anche questo entrerà nell’inchiesta della Procura, nella quale, per ora, sono solo «annotati preliminarmente», ma non indagati, i nomi dei due poliziotti e dei quattro soccorritori volontari della Croce rossa che erano sulla prima ambulanza.

 

ABDERRAHIM FAKIR

L’altro punto cruciale riguarda le modalità di intervento dei poliziotti: dallo spray al peperoncino, spruzzato quando Fakir era già a terra (con la possibilità che questo gli abbia causato problemi respiratori), alla posizione prona. Gli agenti hanno rispettato le linee guida nelle modalità di utilizzo dello spray? E hanno rispettato «il minor tempo possibile» che una circolare del Viminale raccomanda per trattenere un soggetto agitato a pancia e faccia in giù?

 

I quattro volontari della Croce rossa avrebbero riferito che, al momento del loro intervento, Fakir «aveva funzioni vitali ancora rilevabili», anche se le condizioni sono apparse subito disperate tanto che, dopo poche decine di secondi iniziano a praticargli la manovra di rianimazione cardiopolmonare.

 

ABDERRAHIM FAKIR

Secondo la ricostruzione, che trapela da fonti della Croce rossa, prima del massaggio cardiaco i volontari applicano all’uomo il defibrillatore ma il dispositivo non si mette in azione e non fa partire la scarica elettrica. È infatti dotato di un meccanismo di salvaguardia che blocca l’erogazione della scarica se i parametri vitali sono talmente compromessi da rendere l’operazione inutile o addirittura controproducente.

[…]

 

Un altro tassello dell’inchiesta ha ricostruito che, quando si accorgono che Fakir non dà segni di vita, i soccorritori sono al telefono con il «medico link» della centrale e, per sette minuti, richiedono l’invio di un’automedica, che viene inviata alle 12.42, ma arriva quando le condizioni del 42enne sono ormai disperate.

 

ABDERRAHIM FAKIR

Cosa aveva fatto Fakir quella notte? Con chi era stato prima che sul suo stato di agitazione si accendessero le telecamere di tanti smartphone? Gli inquirenti stanno cercando di ricostruirlo: la sua casa è stata perquisita, familiari e amici vengono ascoltati dalla Squadra mobile. Acquisite anche le cartelle di diversi accessi al pronto soccorso nelle ultime settimane. Il 20 giugno era arrivato per un problema psichiatrico con ferite ad un polso dovute ad autolesionismo: chiede di parlare con uno psichiatra. Una settimana prima, a Castello d’Argile, era stato allontanato dai carabinieri da un cortile condominiale perché era molesto.

ABDERRAHIM FAKIR

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…