operazione di salvataggio del pilota americano in iran

UNA VERA “MISSION IMPOSSIBLE” – IL RECUPERO DEL PILOTA AMERICANO FERITO E NASCOSTO IN UNA MONTAGNA IN IRAN È STATA UN’OPERAZIONE EPICA: L’UOMO PER 36 ORE HA FATTO DI TUTTO PER NON FARSI CATTURARE DAL NEMICO, AVENDO A DISPOSIZIONE SOLO UNA PISTOLA E UN RADIOFARO – SONO ENTRATE IN AZIONE CENTINAIA DI UOMINI DELLE FORZE SPECIALI, ASSISTITI DA CIA, MOSSAD E ESERCITO ISRAELIANO – QUANDO TUTTO SEMBRAVA FATTO, DUE ELICOTTERI SI SONO SCONTRATI, RIEVOCANDO L’INCUBO DI UN’OPERAZIONE IDENTICA FALLITA NEL 1980. MA CON LE TECNOLOGIE DI OGGI (E QUELLA LEZIONE ORMAI IMPARATA), È ANDATO TUTTO LISCIO – IL DRONE PARTITO DA SIGONELLA, L’AEROPORTO COSTRUITO DA ZERO IN UN GIORNO, L’ESALTAZIONE DI TRUMP E I DUBBI DEGLI IRANIANI: “È STATA UN’OPERAZIONE INGANNEVOLE, GLI AMERICANI VOLEVANO RUBARE L’URANIO ARRICCHITO, MA HANNO FATTO UN DISASTRO..." - VIDEO

 

TRUMP, 'OGGI UN GIORNO SPECIALE, ABBIAMO SALVATO IL PILOTA'

DONALD TRUMP IN VERSIONE AYATOLLAH

(ANSA) - "Oggi è un giorno speciale. Celebriamo Gesù e la religione. Il nostro paese sta facendo bene. I listini azionari sono volati a nuovi record. E c'è poi il salvataggio del pilota". Lo ha detto Donald Trump accanto a Melania Trump nel corso dell'Easter Egg Roll alla Casa Bianca. Insieme a loro sul balcone c'è un coniglio gigante che annuisce alle parole del presidente, applaude e saluta il pubblico.

 

 

IRAN, 'BLITZ USA PER IL PILOTA FORSE VOLTO A RUBARE URANIO ARRICCHITO'

(ANSA) -  "L'operazione statunitense per il salvataggio del proprio pilota, disperso dopo l'abbattimento del suo caccia in Iran, potrebbe essere stata un'operazione ingannevole, poiché gli americani probabilmente intendevano rubare l'uranio arricchito iraniano".

 

i resti dell aereo e degli elicotteri distrutti durante il salvataggio dei piloti americani in iran

o ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. "Ci sono ambiguità e incertezze sull'operazione, che si è rivelata un disastro. Il luogo in cui gli americani affermano di aver perso il pilota, nella provincia di Kohgiluveh e Boyer-Ahmad, è ben diverso dal luogo in cui le forze americane hanno tentato di atterrare nell'Iran centrale", ha aggiunto il funzionario, citato dall'agenzia Irna.

 

AMB. USA, 'IDF E MOSSAD PREZIOSI NEL SOCCORSO AL PILOTA, GRAZIE ISRAELE'

(ANSA) - ROMA, 06 APR - "L'Idf e il Mossad sono stati partner preziosi nella missione" di salvataggio del pilota americano che era disperso in Iran. Lo ha scritto su X l'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee che ha ringraziato Israele.

   

SEDILE DEL PILOTA AMERICANO DISPERSO IN IRAN

"Ho appena incontrato il premier Benyamin Netanyahu per ringraziare Israele a nome del popolo americano per l'assistenza senza precedenti fornita alle agenzie militari e di intelligence statunitensi che hanno condotto una storica missione di salvataggio. Le Forze Speciali statunitensi hanno svolto un'operazione brillante", ha affermato l'ambasciatore.

 

LE 36 ORE DEL COLONNELLO PILOTA IN FUGA DAGLI IRANIANI: LA PISTOLA, IL NASCONDIGLIO IN UNA FESSURA TRA LE MONTAGNE, LA PAURA DI UNA IMBOSCATA (E UN MESSAGGIO CRIPTATO)

Estratto da www.corriere.it

 

Ferito e nascosto in una fessura in montagna in territorio nemico. Per 36 ore il colonnello aviatore americano disperso ha agito con un unico scopo: evitare di essere catturato dagli iraniani.

 

IRAN CRISI OSTAGGI

Con sé solo una pistola, un radiofaro di segnalazione e un dispositivo di comunicazione protetto. Il pilota risultava disperso da due giorni in Iran, da quando un caccia F-15 era stato abbattuto. La missione Usa di salvataggio è stata portata a termine nella notte tra sabato e domenica.

 

In azione sono entrate le forze delle Operazioni speciali degli Stati Uniti: centinaia di uomini, decine di aerei da guerra ed elicotteri, oltre ai mezzi di intelligence.

 

[...] Le forze americane avevano già recuperato il primo pilota, mentre il co-pilota è rimasto disperso in una zona montuosa con le forze iraniane che battevano l'area in forze.

 

i resti dell aereo e degli elicotteri distrutti durante il salvataggio dei piloti americani in iran.

E durante un primo tentativo di contatto con gli americani del pilota, da Washington si è temuto che l'Iran l'avesse preso in ostaggio, costringendolo a tentare di attirare le squadre di soccorso statunitensi in un'imboscata.

 

Trump ha infatti raccontato all'emittente israeliana Channel 12 che il militare aveva comunicato tramite un dispositivo criptato «Dio è buono», elemento che aveva rafforzato il sospetto che fosse sotto costrizione.

 

«Abbiamo sospettato che fosse detenuto e costretto a parlare», ha spiegato il presidente, aggiungendo che «ci sono volute diverse ore perché le forze statunitensi stabilissero che il colonnello, essendo una persona religiosa, stava parlando di sua spontanea volontà».

 

ostaggi americani in iran

Un alto funzionario dell'amministrazione degli Stati Uniti ha poi raccontato che, prima di localizzare il pilota disperso, la Cia ha usato un «inganno militare», diffondendo la notizia all'interno dell'Iran secondo cui le forze statunitensi lo avevano già trovato e lo stavano trasportando via terra per la sua evacuazione.

 

Il funzionario [...] ha sottolineato che la campagna è riuscita a confondere i funzionari iraniani durante le operazioni di ricerca e soccorso. Il pilota è «ferito, ma se la caverà», ha detto infine Trump. È stato portato in Kuwait per le prime cure.

 

L’ULTIMO BRIVIDO DELLA MISSIONE PER SALVARE IL PILOTA: LO SCHIANTO IN PISTA TRA DUE AEREI USA

Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per www.repubblica.it

 

donald trump - conferenza stampa sulla guerra in iran

E’ stato un brivido, che dall’Iran è arrivato fino alla Casa Bianca. Quando tutto sembrava fatto e il pilota soccorso in volo verso casa, due quadrimotori Hercules si sono scontrati sulla pianura sterrata trasformata nel campo base della missione. Un momento di panico, che ha fatto temere all’amministrazione Trump il materializzarsi di un incubo: l’identica situazione del 24 aprile 1980 che aveva fatto fallire l’operazione per liberare gli ostaggi prigionieri nell’ambasciata americana a Teheran.

 

All’epoca un velivolo dello stesso modello, pieno di carburante, si è urtato nella notte con un elicottero CH53 Jolly Green, provocando un incendio e uccidendo otto uomini. Il rogo aveva impedito di completare il pieno degli altri cinque elicotteri che dovevano compiere il raid finale della Delta Force nella capitale.

 

gli ostaggi liberati dall iran khomeinista

Il comandante di quella spedizione allestita in fretta aveva dovuto prendere atto della situazione e rinunciare al blitz, riportando via tutti gli uomini sull’unico C130 superstite. A terra rimasero sei elicotteri e la carcassa dell’aereo. E la disfatta dell’operazione Eagle Claw costò la rielezione al presidente Jimmy Carter.

 

Ecco perché tutti al Pentagono come nella Sala Ovale quando hanno sentito comunicare via radio l’impatto tra gli Hercules hanno temuto il peggio. Tanto più che l’alba stava arrivando e il via vai di mezzi americani in quello spazio pietroso in una pianura verde stava facendo arrivare pattuglie dei pasdaran e di contadini incuriositi, monitorate dai droni Reaper pronti a fermarli.

i resti dell aereo e degli elicotteri distrutti durante il salvataggio dei piloti americani in iran

 

Nella base provvisoria i tecnici hanno valutato l’entità del danno e stabilito che non c’era nulla da fare. I due C130 andavano abbandonati, ridistribuendo il personale sugli altri aerei o se necessario facendo atterrare dei rinforzi.

 

Quella pista infatti durante la notte è diventata il centro nevralgico della missione più difficile mai realizzata in tempi recenti: il salvataggio di un pilota - per l’esattezza un Weapon System Operator, quello che si occupa di gestire gli armamenti del caccia biposto F15E Strike Eagle e contribuire alle contromisure difensive - nel cuore del territorio nemico, lontanissimo dagli aeroporti e con una gara contro il tempo per impedire che gli avversari mobilitati in massa lo catturassero per primi.

 

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

A complicare questa situazione già di per sé tesa c’è stato il fattore altezza: a un certo punto il fuggitivo ha cercato rifugio su una cresta di 2.100 metri, probabilmente nascondendosi in una caverna, e a quella quota le prestazioni degli elicotteri subiscono una drastica riduzione.

 

Per questo i pianificatori del comando forze speciali hanno dovuto allestire un aeroporto, dove fare scendere con gli Hercules gli incursori del Team 6 dei Navy Seals - gli stessi del raid che ha ucciso Osama Bin Laden - e altri reparti scelti incaricati di rendere sicuro il perimetro intorno all’ufficiale da prelevare: potrebbe essersi trattato di Ranger del 75mo reggimento o di una compagnia d’assalto dei Marines, appartenente al Gruppo Tripoli arrivato da alcuni giorni nel Golfo.

 

OPERAZIONE DI RICERCA DEI PILOTI AMERICANI IN IRAN - 1

Dalla pista improvvisata, tutti questi militari hanno poi raggiunto la zona del recupero in elicottero e dopo avere completato il recupero sono tornati al campo base per il trasbordo sui quadrimotori. Ed è lì che l’impatto tra due C130 ha rischiato di mettere in crisi ogni cosa.

 

Ma i tempi sono cambiati rispetto al 1980. Gli errori di Eagle Claw sono stati superati in 46 anni di addestramento e aggiornamento tecnologico. All’epoca il concetto di forze speciali era agli esordi [...] . [...]

 

La missione inoltre ha potuto contare sul sostegno di satelliti e droni per studiare le mosse del nemico: in serata anche un Triton partito da Sigonella ha diretto i suoi radar e i suoi sensori sulla regione dove si trovava il disperso. Infine, caccia A10 e F35 hanno protetto con i loro missili l’operazione, impedendo alle milizie degli ayatollah di ostacolare il recupero.

 

operazione di salvataggio del pilota americano in iran

Solo quell’impatto tra i due MC130J poteva far fallire una missione perfetta. Ma il problema è stato risolto in pochi minuti: trasferito il personale sugli altri velivoli, piazzate a bordo di quelli danneggiati cariche esplosive a tempo, la base provvisoria è stata abbandonata: c’è un unica foto iraniana che riprende i due Hercules nella prima luce dell’alba, pochi minuti dopo degli aerei è restata una colonna di fumo e fiamme.

 

C’è un giallo finale. Le immagini dei rottami mostrano anche le componenti carbonizzate di uno - o forse due - piccoli elicotteri MH6 Little Bird: sono molto apprezzati dai Seals per la loro manovrabilità ma hanno un raggio d’azione molto limitato. Non è chiaro perché siano stati bruciati: potrebbero essere stati colpiti durante il raid, oppure forse erano stati caricati sui C130 danneggiati ma non si può escludere che il loro sacrificio fosse previsto sin dall’inizio.

operazione di salvataggio del pilota americano in iran

 

La posizione è stata geolocalizzata nella provincia di Isfahan, la stessa dove si trova il laboratorio sotterraneo con l’uranio arricchito che si riteneva potesse essere l’obiettivo di un attacco delle forze speciali per prelevarlo. [...]

 

UN AVIATORE PRECIPITATO, UN NASCONDIGLIO DI MONTAGNA E UN SALVATAGGIO AD ALTO RISCHIO IN IRAN

Traduzione di un estratto dell’articolo di Vera Bergengruen, Alexander Ward, Michael R. Gordon e Shelby Holliday per il “Wall Street Journal”

 

[...] L’operazione di recupero ha innescato una vasta missione ad alto rischio che ha coinvolto circa 100 forze speciali, decine di aerei e elicotteri statunitensi e una campagna di depistaggio della CIA dell’ultimo minuto per guadagnare tempo.

 

[...] Le truppe guidate dal Comando Centrale hanno dispiegato una potenza di fuoco devastante per tenere a distanza il nemico. Quattro bombardieri B-1, parte di una più ampia armata aerea, hanno sganciato quasi 100 bombe da 2.000 libbre guidate via satellite. Anche i droni MQ-9 Reaper hanno colpito combattenti sospetti mentre si avvicinavano a pochi chilometri dal nascondiglio dell’aviatore.

 

operazione di salvataggio del pilota americano in iran

La ricerca di un militare americano bloccato dietro le linee nemiche ha scosso gli Stati Uniti, trasformando quella che era una guerra aerea astratta in qualcosa di tangibile, oltre i filmati sgranati delle esplosioni diffusi dalla Casa Bianca.

 

Ha inoltre fornito a entrambe le parti una nuova narrazione mentre il conflitto entra nella sua sesta settimana. Il regime iraniano ha presentato l’abbattimento del jet come prova che gli Stati Uniti possono essere colpiti, mettendo in discussione le affermazioni di superiorità aerea americana.

 

[...] Quando l’F-15E è stato colpito venerdì, l’equipaggio ha azionato il sistema di espulsione, facendo saltare il tettuccio, espellendo i sedili e aprendo i paracadute. Sotto di loro, il velivolo danneggiato si è schiantato centinaia di miglia all’interno del territorio iraniano.

 

Mentre una squadra statunitense è riuscita rapidamente a recuperare il pilota, l’altro membro dell’equipaggio — l’ufficiale addetto ai sistemi d’arma seduto nella parte posteriore — è scomparso.

 

operazione di salvataggio del pilota americano in iran 2

«Non abbiamo enfatizzato il primo salvataggio, perché avrebbero scoperto il secondo. Così, non parlando del primo, ci hanno messo un giorno e mezzo a capire che c’era un secondo uomo», ha detto Trump.

 

La notizia è stata diffusa per la prima volta dalla televisione di Stato iraniana. Una conduttrice ha annunciato che un equipaggio americano si era eiettato da un aereo nell’Iran sud-occidentale, probabilmente nella provincia montuosa di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad.

 

Ha esortato «tutte le tribù e i villaggi» a collaborare con le forze di sicurezza: «Se catturate il pilota o i piloti nemici vivi e li consegnate alla polizia, riceverete un prezioso premio».

 

Per il Pentagono si trattava dello scenario peggiore: era la prima volta in oltre 20 anni che un aereo americano pilotato veniva perso in territorio nemico. Un video di un militare statunitense catturato avrebbe fornito a Teheran un potente strumento di propaganda e leva negoziale.

 

resti del jet statunitense abbattuto dall iran

[...]  Poco dopo l’atterraggio, l’aviatore è riuscito a raggiungere una cresta e a trasmettere un segnale di sopravvivenza tramite un beacon di emergenza, anche se le comunicazioni sono state intermittenti mentre si nascondeva tra le montagne.

 

La missione si è rivelata subito complessa. Alcuni obiettivi pianificati — tra cui siti di lancio missilistici — non sono stati colpiti perché le risorse erano state deviate per il salvataggio, permettendo all’Iran di intensificare gli attacchi.

 

Un primo tentativo di recupero è fallito: due elicotteri H-6 sono stati colpiti da armi leggere, costringendoli ad atterrare in Kuwait. Anche due aerei MC-130J hanno avuto problemi atterrando su una base improvvisata, con le ruote bloccate nel terreno.

operazione di salvataggio del pilota americano in iran

 

Il tempo era cruciale. Forze regolari iraniane, milizie filo-regime e membri dei Guardiani della Rivoluzione erano sulle tracce dell’aviatore, utilizzando elicotteri e droni. Gli Stati Uniti hanno impiegato droni MQ-9 Reaper e altri velivoli per colpire gli inseguitori, aumentando le possibilità di sopravvivenza del militare.

ROTTAMI DEL JET F15 AMERICANO ABBATTUTO IN IRAN

IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP reagan presidente liberazione ostaggi iran

ROTTAMI DEGLI AEREI AMERICANI IN IRAN

ostaggi americani in iran

resti del jet statunitense abbattuto dall iranIL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP OPERAZIONE DI RICERCA DEI PILOTI AMERICANI IN IRAN - 2

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