RIAPRE LA SPLENDIDA ‘CAPPELLA SISTINA’ DEI FORI – IN DIRITTURA D’ARRIVO IL RESTAURO (FINANZIATO DA STATO E PRIVATI) DI SANTA MARIA ANTIQUA…

Sara Grattoggi per "La Repubblica - Roma"

Il racconto bizantino della parola di Dio si snoda per immagini sulle sue pareti, in una serie di straordinari affreschi, dipinti fra il VI e l'VIII secolo, che la rendono la "Cappella Sistina del Foro Romano".

Una testimonianza unica a Roma e nel mondo, visto che la quasi la totalità del patrimonio pittorico coevo andò distrutto durante l'Iconoclastia dell'VIII secolo, che presto si offrirà allo sguardo del pubblico. Il restauro di Santa Maria Antiqua, durato 12 anni, è infatti in dirittura d'arrivo.

«Il microclima è stato stabilizzato, il recupero delle superfici pittoriche e delle pavimentazioni è alle ultime fasi e i ponteggi sono stati smontati - annuncia il soprintendente per i Beni archeologici, Mariarosaria Barbera -. Ancora qualche settimana di lavoro, poi passeremo agli allestimenti per le visite e dalla primavera 2014 la chiesa potrà essere aperta al pubblico per almeno tre giorni a settimana».

Accompagnati da guide, i visitatori potranno ammirare - come era stato possibile solo con le aperture straordinarie del 2004 e del 2012 - gli splendidi affreschi con storie di Santi e della Bibbia, salvati dalle infiltrazioni d'acqua durante il restauro (finanziato dallo Stato con 1,6 milioni di euro e da soggetti privati rappresentati dal World Monuments Fund per 717mila dollari).

«Una raccolta di cicli pittorici eccezionali - spiega Barbera - ponte fra diverse tradizioni artistiche: la pittura romana imperiale, la temperie cristiana e il dialogo con Bisanzio, elementi da cui scaturisce una linea che condurrà fino a Giotto». «Restano da completare i restauri dei pavimenti nel piano rialzato del presbiterio e nell'abside - racconta il direttore dei lavori, Giuseppe Morganti -. E stiamo dedicando particolari cure a uno dei dipinti distaccati dal Boni, un'inedita versione a doppia faccia dell'Annunciazione, derivante dalla sovrapposizione degli strati pittorici, che pensiamo di presentare per la riapertura».

Fra le particolarità degli affreschi di Santa Maria Antiqua c'è, infatti, la complessa stratificazione, evidente nella parete "palinsesto" alla destra dell'abside, in cui si sovrappongono sette strati d'intonaco decorato, cinque dei quali figurati, con le note immagini di Maria regina in trono della metà del VI secolo e dell'Annunciazione, di circa mezzo secolo dopo, a cui appartiene il viso dell'Angelo bello.

Fondata nel VI secolo, riutilizzando le strutture laterizie di un complesso architettonico del periodo dell'imperatore Domiziano, la chiesa rimase sigillata sotto i crolli del terremoto dell'847 d. C. per più di mille anni. E fu riscoperta all'alba del '900, grazie agli scavi di Giacomo Boni. Da allora è stata oggetto di vari interventi di restauro, dalla costruzione della tettoia per proteggere i dipinti al distacco di alcuni di essi. Nel 1980 fu chiusa al pubblico. E nel 2001 è iniziato il restauro condotto dalla Soprintendenza, in collaborazione con università e enti di ricerca italiani e stranieri, fra cui la British School at Rome, che da oggi a venerdì ospita un convegno dedicato alla "Cappella Sistina dell'VIII secolo".

 

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