lo scambio tra brittney griner e viktor bout

IL RILASCIO DEL TRAFFICANTE D’ARMI VIKTOR BOUT, SCAMBIATO DAGLI AMERICANI PER LA CESTISTA BRITTNEY GRINER, E’ UNA CLAMOROSA VITTORIA PER LA RUSSIA - PER CATTURARLO GLI STATI UNITI AVEVANO IMPIEGATO MOLTI ANNI E ALLA FINE BIDEN HA DOVUTO ACCETTARE LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN - ORA IL MONDO SA CHE L'AMERICA È POTENZIALMENTE RICATTABILE. DALLA CASA BIANCA FANNO SAPERE CHE LA TRATTATIVA CON I RUSSI SI È CONCENTRATA SOLO SUI “PRIGIONIERI”, SENZA ALLARGARE IL CONFRONTO ALLA GUERRA IN UCRAINA. TUTTAVIA BLINKEN E SULLIVAN HANNO COSTANTEMENTE INFORMATO ZELENKSY… - VIDEO

ABU DHABI, SCAMBIO DI PRIGIONIERI USA - RUSSIA, BRITTNEY GRINER E VIKTOR BOUT

1 - DALL'URSS A HOLLYWOOD IL "LORD OF WAR" CHE SI VANTAVA "IO, SECONDO SOLO A BIN LADEN"

R.Cas. per “la Repubblica”

 

LO SCAMBIO TRA BRITTNEY GRINER E VIKTOR BOUT

C'è un motivo se il trafficante d'armi russo Viktor But è stato per anni uno degli uomini "più ricercati" al mondo e se, dopo la sua incarcerazione negli Stati Uniti, la Russia ha fatto di tutto per ottenerne il rilascio: dove c'erano guerre, c'erano i suoi baffi. But il "mercante di morte", così soprannominato da un funzionario del Foreign Office britannico, vendeva armi a chiunque: Stati canaglia come il regime liberiano di Charles Taylor, dittatori come il leader libico Muhammar Gheddafi, gruppi ribelli come le milizie in Sierra Leone o le contrapposte fazioni nel conflitto civile in Angola, signori della guerra come i talebani.

 

viktor bout

Nato nel 1967 a Dushanbe, allora Urss, oggi Tajikistan, studi all'Istituto Militare di Lingue Straniere di Mosca, But prestava servizio come traduttore nell'aeronautica quando nel 2001 si è sgretolata l'Urss. È l'inizio della sua sanguinosa carriera.

 

Come ha scritto il giornalista statunitense Douglas Farah, coautore nel 2008 del libro-inchiesta Mercante di Morte, But coglie «l'opportunità offerta da tre fattori nati dal crollo dell'Unione Sovietica: gli aerei abbandonati sulle piste tra Mosca e Kiev, enormi scorte di armi custodite da soldati che nessuno pagava e l'esplosione della domanda di armi». But allestisce una flotta di aerei cargo e vende armi in tutto il mondo, aggirando gli embarghi tanto da guadagnarsi il secondo soprannome di "uomo delle sanzioni".

 

nicolas cage lord of war ispirato da viktor bout

Non ci mette molto a finire nella lista dei ricercati. «Dopo l'11 settembre, mi sono svegliato e ho scoperto di essere secondo soltanto ad Osama Bin Laden», racconterà compiaciuto in un'intervista concessa nel 2003 al New York Times. Due anni dopo la pellicola hollywoodiana Lord of War con Nicolas Cage lo consegna al mito. Un mito esagerato dagli Stati Uniti - è questa l'accusa di Mosca contenuta nella controinchiesta del giornalista russo Aleksandr Gassjuk pubblicata un anno fa - per demonizzare la Russia e santificare i "bravi ragazzi americani" che nel 2008 mettono fine alla latitanza del "russo cattivo".

il matrimonio di viktor bout

È in Thailandia che si conclude la scalata di But: cade in una trappola.

 

Agenti segreti statunitensi si spacciano per guerriglieri delle Farc fingendo di voler acquistare missili terra-aria per abbattere gli elicotteri statunitensi che aiutano l'esercito colombiano. Lo arrestano. Estradato negli Stati Uniti, nel 2012 a New York But viene condannato a 25 anni di carcere con l'accusa di terrorismo.

 

La Russia proclama la sua innocenza, denunciando quella che chiama ingiustizia "politica". But, sostiene Mosca, è un uomo d'affari che parla sei lingue, mangia vegetariano, ascolta musica classica e dipinge. I suoi quadri realizzati nel carcere di Marion, in Illinois, i cui soggetti vanno dal ritratto di Josif Stalin a un gattino, sono stati esposti al Consiglio della Federazione, la Camera alta del Parlamento russo, proprio mentre nei mesi scorsi si speculava su uno scambio di prigionieri.

 

brittney griner paul whelan viktor bout

Un interesse tale da far sospettare che But fosse legato al famigerato servizio segreto militare Gru e che agisse quantomeno con il consenso tacito delle autorità russe. Perciò il suo rilascio è una vittoria per Mosca.

 

2 - IL CASO DELL'EX MARINE E LA VITTORIA A METÀ DI BIDEN CHE ACCETTA IL DIKTAT RUSSO

Giuseppe Sarcina per il “Corriere della Sera”

 

viktor bout

Il governo americano ha presentato la liberazione di Brittney Griner come un successo diplomatico, raggiunto in una fase di «relazioni molto difficili» con la Russia. Ed è più che comprensibile il sollievo dell'opinione pubblica americana. L'operazione, però, ha un retrogusto molto amaro.

 

Alla fine Biden ha dovuto accettare le condizioni dettate da Putin: se vuoi riportare a casa la star del basket, devi scarcerare Viktor Bout, ex colonnello dell'Armata Rossa, trafficante d'armi talmente spregiudicato da essersi ampiamente meritato il soprannome di «mercante della morte». Bout stava scontando 25 anni di carcere negli Usa. Gli americani hanno iniziato a negoziare subito dopo l'arresto di Griner, il 17 febbraio scorso, all'aeroporto di Mosca.

 

paul whelan 3

L'accusa: contrabbando di droga. In altri tempi, probabilmente, la questione sarebbe stata gestita dal Dipartimento di Giustizia. Ma, dopo l'attacco all'Ucraina (24 febbraio), la vicenda di Griner è rimasta impigliata nello scontro tra Russia e Stati Uniti. Il Cremlino prima ha respinto ogni trattativa, poi ha iniziato ad alzare il prezzo.

 

viktor bout 4

I colloqui si sono sviluppati al massimo livello e su tre canali diversi: il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan sentiva la sua controparte Nikolai Patrushev; il direttore della Cia, William Burns era in contatto con il numero uno dei servizi segreti di Mosca, Sergei Naryshkin e infine il segretario di Stato Antony Blinken dialogava con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Gli americani hanno cercato fino all'ultimo di inserire nello scambio anche Paul Whelan, ex marine condannato nel 2020 a 16 anni di reclusione da un tribunale russo con l'accusa di «spionaggio».

 

brittney griner in aula a khimki

Ma ieri un funzionario del Consiglio di Sicurezza nazionale ha spiegato in una conference call che i russi «considerano il caso di Whelan diverso». Biden ha quindi preso una decisione definita «molto difficile», dando il via libera allo scambio tra un sicuro criminale e una cittadina americana che ha peccato, al massimo, di ingenuità. Il presidente ha promesso alla famiglia di Whelan che «Paul non sarà abbandonato».

 

brittney griner in aula a khimki

Nello stesso tempo ha spiegato che non c'era altra scelta anche se lo strappo politico è carico di insidie: ora il mondo sa che l'America è potenzialmente ricattabile. Dalla Casa Bianca fanno sapere che la trattativa con i russi si è concentrata solo sui «prigionieri», senza allargare il confronto alla guerra in Ucraina. Tuttavia Blinken e Sullivan hanno costantemente informato Zelenksy, proprio per evitare malintesi: il sostegno americano restava fuori discussione. E in effetti le cronache dell'intero anno dimostrano come gli Usa abbiano continuato a fornire armi sempre più sofisticate a Kiev, anche mentre i diplomatici e la Cia lavoravano per riportare Brittney a casa.

viktor bout 3viktor bout 2

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...