VECCHIE MANIERE E HI-TECH: I FALSARI SI EVOLVONO! – A NAPOLI I CARABINIERI HANNO SCOPERTO UNA BANDA CHE, ATTRAVERSO TELEGRAM, VENDEVA IN ITALIA E ALL’ESTERO BANCONOTE FASULLE IN CAMBIO DI PAGAMENTI IN CRIPTOVALUTE – PER GARANTIRE L'ANONIMATO NELLE SPEDIZIONI, IL GRUPPO CRIMINALE SFRUTTAVA LA TECNOLOGIA BLOCKCHAIN, ACCETTANDO PAGAMENTI IN BITCOIN PER LA CESSIONE DI VALUTA FALSA (TAGLI DA 20, 50 E 100 EURO) – DODICI IN TUTTO GLI INDAGATI: TRE PERSONE SONO FINITE IN CARCERE E CINQUE AI DOMICILIARI. LE ACCUSE SONO DI ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE E AUTORICICLAGGIO – A TRADIRE I FALSARI, CHE AVEVANO LA “BASE OPERATIVA” NEI QUARTIERI SPAGNOLI, SONO STATE LE FOTO SUI SOCIAL, I TATUAGGI E...
banconote false vendute attraverso telegram con pagamenti in bitcoin
(LaPresse) - Banconote false vendute in Italia e all'estero in cambio di pagamenti in criptovalute. I Carabinieri della Sezione Criptovalute del Comando antifalsificazione monetaria, con il supporto delle articolazioni territoriali dell'Arma, hanno eseguito un'ordinanza emessa dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 12 persone gravemente indiziate di associazione per delinquere finalizzata all'acquisto e alla distribuzione transnazionale di ingenti quantitativi di banconote false.
Il provvedimento dispone la custodia cautelare in carcere per 3 persone, gli arresti domiciliari per 5 indagati, l'obbligo di dimora nel comune di residenza per 2 e l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri 2 indagati.
L'indagine denominata "Domino" e coordinata dalla Procura di Napoli, avviata nel mese di luglio 2022, ha consentito di accertare l'esistenza di un sodalizio dedito non solo all'acquisto e alla successiva vendita di banconote false di vario taglio attraverso il social network Telegram, ma anche al sistematico autoriciclaggio dei proventi illeciti.
Pur mantenendo il proprio baricentro operativo nei Quartieri Spagnoli di Napoli, l'organizzazione sfruttava un canale Telegram criptato denominato "Elreal Shop" per pubblicizzare la vendita delle banconote false in Italia e all'estero.
maxi sequestro di banconote false a napoli
La rete di vendita si basava sulla tecnologia blockchain, accettando pagamenti esclusivamente in Bitcoin per la cessione di valuta falsa (tagli da 20, 50 e 100 euro), avvalendosi della logica del dropshipping per garantire l'anonimato nelle spedizioni nazionali ed estere.
Vanità sui social e tatuaggi, i punti deboli dei falsari web a Napoli
(ANSA) - NAPOLI, 25 MAG - E' stata la vanità - esternata sui social - a incastrare il gruppo di falsari dei Quartieri Spagnoli di Napoli, sgominato dai carabinieri e dalla Procura con dodici misure cautelari.
Gli esperti informatici delle forze dell'ordine sono riusciti a fare breccia nella crittografia adottata sul web dagli indagati che utilizzavano gli account "El Real Shop" e "@Eldiablo0301" su cui si vendeva valuta falsa ma anche droga.
Fondamentale per le indagini si è rivelata anche la passione dei falsari del web per il gaming. La pubblicazione di immagini in casa con le banconote in vista si è rivelata fatale: per incastrare gli indagati è bastato isolare da video e foto tatuaggi che avevanbo sul corpo.
L'inchiesta "Domino" si è avvalsa di tecnici della Banca Centrale Europea (BCE) e ha visto il coinvolgimento dell'Europol e delle autorità francesi, tedesche, spagnole e belghe. Dal luglio 2022 le banconote false riconducibili al gruppo criminale dei Quartieri Spagnoli di Napoli sono state infatti individuate in Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania.
Complessivamente, fino all'aprile scorso, sono state arrestate 12 persone (di cui 10 in flagranza e due all'estero); i denunciati sono invece 61, per associazione a delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio; sequestrati più di 106mila euro contraffatti già impacchettati e pronti per la spedizione agli acquirenti.
Le sofisticate tecniche d'indagine hanno consentito, inoltre, di tracciare oltre 419 wallet Bitcoin e di ricostruire un volume di affari di oltre 500mila euro solo tra luglio 2022 e dicembre 2023. Insieme con le misure cautelari sono stati eseguiti anche sequestri per equivalente emessi dal gip di Napoli riguardanti strumenti informatici, canali telematici, denaro e beni immobili per complessivi 563mila euro.


