SE NON È STALKING MANDARE CENTO MAIL AL GIORNO, SPIEGATECI COSA LO È – UNA 40ENNE TORINESE È STATA CONDANNATA SOLO PER MOLESTIE DOPO AVER INVIATO MESSAGGI A RIPETIZIONE ALL’EX MARITO IN CUI INVEIVA: “VEDRAI CHE MORIRAI”, “TI AMMAZZO SE TI AVVICINI A MIO FIGLIO”, “TANTO NON MI ARRESTANO” – I DUE AVEVANO UN BAMBINO CON PROBLEMI DI AUTISMO E, DOPO CHE LUI L'HA LASCIATA, LEI HA INIZIATO A PERSEGUITARLO – L’UOMO L’HA DENUNCIATA E, PER LA DONNA, A GENNAIO È SCATTATO IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO E DI COMUNICAZIONE CON L’EX. MA NIENTE DI TUTTO QUESTO È BASTATO PER UNA CONDANNA DI STALKING...
Estratto dell’articolo di Francesco Munafò per www.lastampa.it
uomo denuncia la ex per atti persecutori stalking
Si conoscono sui social network, presto mettono al mondo un figlio. E lui, un carabiniere fino a poco tempo fa in servizio nella prima cintura di Torino, decide di separarsi dalla moglie per poi rifarsi una famiglia a Napoli. I due iniziano a litigare, e la donna manda mail a ripetizione all’ex marito: «Vedrai che morirai», «Ti ammazzo se ti avvicini a mio figlio». Lui la denuncia per stalking ma dopo un processo durato più di un anno il giudice decide di condannare la donna solo per molestie.
La protagonista di questa storia è una quarantenne di Torino [...] Contro di lei il carabiniere sporge una prima querela nel 2016. La relazione tra i due è cominciata l’anno prima, e dalla loro unione è nato un figlio con gravi problemi di autismo. Ma, venti giorni dopo la nascita del bambino, lui decide di rifarsi una vita e una famiglia a Napoli.
La prima vicenda giudiziaria finisce con un’archiviazione, ma a distanza di nove anni il militare - che intanto ha ricreato una terza famiglia a Torino - ci riprova. Il processo questa volta parte, e getta un faro su episodi che vanno dal 2023 al 2025. Le mail con gli insulti continuano: decine, spesso trenta al giorno, mandate anche usando la casella di posta della madre della donna. Nei giorni di picco si arriva anche a cento. La donna sa anche di essere sotto indagine, ma scrive all’ex marito: «Tanto non mi arrestano».
E invece a gennaio scatta la misura cautelare: divieto di avvicinamento e di comunicazione con l’ex. Peraltro, secondo l’accusa, la donna «non permetteva all’ex marito di incontrare il figlio». La procura ha anche ricordato l’atteggiamento dell’imputata: «In risposta alla lettura in aula dei messaggi che inviava all’ex, lei ha reagito ridacchiando».
Dalle udienze, che vanno avanti da ormai un anno, sono emersi anche pedinamenti e danneggiamenti all’auto del militare. [...]
Diversa la versione della donna [...] La quale ha letto alcuni messaggi che il militare ha inviato nel corso degli anni all’ex coniuge: «Scroccona», «Vai a lavorare», «Sei una stupida». Così come è emerso che l’uomo, dopo aver ricostruito una famiglia a Napoli, aveva cominciato a vedere con sempre meno frequenza il figlio, nonostante le frequenti crisi di ansia che il bimbo, affetto da gravi problemi di salute, aveva.
Quelle mail dai toni duri, secondo la difesa, «vanno inserite nel quadro di una relazione turbolenta. E di una donna turbata e in difficoltà». [...]
Da qui la richiesta della difesa di riconsiderare lo stalking come molestie. La sentenza è andata in questa direzione. La donna è stata quindi condannata a quattro mesi e quindici giorni di reclusione (con pena sospesa) e dovrà versare all’ex marito ottocento euro più il pagamento di spese processuali.



