alessandro giuli - vittorio sgarbi - morga al maxxi

BENVENUTI AL MUSEO DEL TRASH! - “IL CAZZO È UN ORGANO DI CONOSCENZA, CIOÈ DI PENETRAZIONE, SERVE A CAPIRE” – SERATA STRACULT AL MAXXI, GUIDATO DAL NEO PRESIDENTE ALESSANDRO GIULI, DOVE SGARBI E MORGAN ESONDANO: “VITTORIO, AMICO MIO, DEL VAFFANCULO IL DIO”, “IO NON SAPEVO CHE CAZZO FOSSE ‘STA PROSTATA, A 67 ANNI APPARE E TU DEVI FARE I CONTI CON QUESTA TROIA PUTTANA DI MERDA” – IL CRITICO D’URTO E LA TELEFONATA IN DIRETTA DA UNO SCONOSCIUTO: “PRONTO? CHI CAZZO SEI? CORNUTO!” – E POI LA CONTA DELLE SCOPATE, BERLUSCONI “CHE HA AVUTO MENO DI 100 DONNE” E IL VIDEO SU YOUTUBE TAGLIATO PER L’ECCESSO DI VOLGARITÀ - LA PROTESTA DEI DIPENDENTI DEL MAXXI A GIULI CHE HA AVUTO LA SUBLIME IDEA DI INVITARLI - SE È QUESTA L’EGEMONIA CULTURALE CHE LA DESTRA VUOLE IMPORRE AL PAESE, NON C’È BISOGNO DEL RITORNO DEL BAGAGLINO - VIDEO!

 

 

Estratto dell’articolo di Giovanna Vitale per www.repubblica.it

 

Inaugurazione dell’Estate al Maxxi, il museo del XXI Secolo guidato da Alessandro Giuli, intellettuale di destra cui nel novembre scorso il ministro Gennaro Sangiuliano ha affidato una delle più importanti istituzioni culturali d’Italia.

 

ALESSANDRO GIULI - VITTORIO SGARBI - MORGA AL MAXXI

È la sua prima kermesse estiva e il novello presidente ci tiene a far bella figura. Perciò venerdì 21 giugno, serata d’apertura, Giuli invita sul palco Morgan – il cantautore che non ha mai nascosto le sue simpatie sovraniste – a conversare con Vittorio Sgarbi.

 

E lì accade quel che era facile immaginare: parolacce e volgarità a gogo, in un crescendo che sul finale culmina in battutacce e aneddoti pesanti sulle donne, raccontate come pezzi da collezionare, meri strumenti di piacere in mano a maschi voraci – attori, scrittori e capi di Stato –, contate a migliaia per vantare le loro conquiste.

 

MORGAN VITTORIO SGARBI

Talmente imbarazzante che a un certo punto la videoregistrazione dello show viene amputata, come si evince dal taglio netto alla clip pubblicata su Youtube: al minuto 49 e 38 secondi, zac, la parola si spegne e si cambia scena. Forse perché si era andati troppo oltre?

 

La protesta dei dipendenti

Uno shock per il personale del Maxxi, in prevalenza femminile. Prima ne discutono fra loro, quindi decidono di fare qualcosa mai accaduta prima. In 43 su 49 registrati in pianta organica, una quarantina dei quali donne, prendono carta e penna e sottoscrivono una lettera di protesta al presidente della Fondazione. La formula prescelta è quella della “riservata personale”, a dimostrazione di un intento non finalizzato a menare scandalo, bensì a interrompere una deriva degradante per il Museo dedicato alla creatività contemporanea fra i più importanti d’Europa.

alessandro giuli

 

La lettera

“Gentile presidente, con riferimento alla serata inaugurale dell’Estate al Maxxi, con rammarico sentiamo di rappresentarle il nostro dispiacere per i contenuti degli interventi del sottosegretario prof. Vittorio Sgarbi che in nessun modo collimano con i valori che da sempre hanno contraddistinto il nostro lavoro all’interno di questa istituzione, luogo di cultura libera, inclusiva e critica nei confronti di pregiudizi e luoghi comuni”, scrivono i dipendenti all’indomani dello show. “Siamo certi che la governance saprà individuare le modalità più idonee per esprimere il proprio dissenso e per il futuro evitare di esporre l’istituzione tutta a simili gravi intemperanze”.

MORGAN VITTORIO SGARBI

 

 

La reazione di Giuli

Giuli evidentemente si preoccupa. E incarica la segretaria di spedire una mail di risposta a ciascuno dei firmatari per comunicare che “se vorrai, il presidente è disponibile a riceverti per un colloquio personale”, indicando data e ora della convocazione ad personam: il 27 giugno nella fascia oraria 16,30-17. Non è chiaro in quanti si siano presentati al cospetto del presidente. Quasi tutti, stando a quanto trapela da fonti interne. Ai quali Giuli chiede in pratica di ritrattare. Di ritirare la lettera, o almeno la singola adesione. Il tutto in un clima divenuto all’improvviso pesante, tanto da far temere possibili ritorsioni.

 

L’elogio del pene

D’altronde il capo della Fondazione, da giornalista esperto qual è, si era ben accorto dell’esondazione triviale dei suoi due ospiti, coi quali ha condiviso il palco. Iniziata con un’ode di Morgan a Sgarbi, definito in rima “Vittorio, amico mio, del vaffanculo il Dio”, e condita da una serie di provocazioni tutt’altro che culturali.

alessandro giuli

 

Tra uno “sfrattiamo Amadeus da Sanremo” e una telefonata ricevuta da un numero sconosciuto – “Pronto? Chi cazzo sei? Cornuto” – la serata finisce con un elogio dell’organo genitale maschile, la conta delle conquiste sgarbiane e varie amenità di contorno.

 

“Hai letto più libri o fatto l’amore con più donne? Qual è il tuo record?” è la domanda miccia che, dopo tre quarti d’ora di chiacchiere, scatena il sottosegretario. “Houellebecq dice che c’è un momento della vita in cui noi conosciamo un solo organo: il cazzo”, esordisce Sgarbi. “Il cazzo è un organo di conoscenza, cioè di penetrazione, serve a capire”, insiste mentre Giuli interviene, nel tentativo di arginarlo: “Sta citando Moravia, non è una cosa volgare”.

 

morgan sgarbi

Ma il critico prosegue: “Poi, dopo i 60 anni, scopri che ci sono anche altri organi, c’è per esempio il colon, il pancreas, la prostata. Io non sapevo che cazzo fosse ‘sta prostata, mai incontrata, a un certo punto sui 67 appare la prostata e tu devi fare i conti con questa troia puttana di merda che non hai mai incontrato in vita tua. Il cazzo se ne va e arriva la prostata”.

 

Donne da collezionare

Non è che l’inizio della valanga. “Quante donne hai avuto?” insiste Morgan. E Sgarbi, a valanga: “Ti posso rispondere con Califano. Il Corriere fa un’inchiesta perché si scopre che quello che nel mondo ha avuto un patrimonio più ampio di conoscenze femminili si chiama Warren Beatty: 12.500”. E Morgan:  “Ma cosa sono rispetto a te? Nulla, un’inezia”.

 

Sgarbi continua a contare: “Il secondo è Simenon 10mila, ma a lui non importava se fossero libere o puttane. Poi va avanti e arrivi a Julio Iglesias 7mila; Jack Nicholson 6mila; Juan Carlos 2mila; Mitterand 1.500; Kennedy mille. Poi si arriva all’Italia, e dice, voi in Italia cosa fate? Beh, io non ho un contatore all’uccello – dico - quindi non lo so, però posso risponderle con il mio amico Califano: ma tre al mese me li vuoi dare? Sono proprio una media piccola piccola”.

vittorio sgarbi

 

Non pago, si vanta: “Gli osservatori dell’Osce, nel momento in cui ero attivo, valutava anche 9 al mese. Quindi venne fuori 1.500, che era una quota minima di servizio”. Non si ferma più, il sottosegretario alla Cultura, racconta pure una storiella su Berlusconi, che gli rivelò di aver avuto meno di 100 donne, “una tragedia”.

 

Quindi, il colpo di teatro, virato in chiave politica: “Io però ho fatto una ricerca, e sembra che il campione del mondo sia un altro statista insigne che non ha avuto inchieste, Fidel Castro: 35mila. Viva il comunismo!” urla.

 

Il pubblico ride, Sgarbi si bea e ammette di aver “ormai smesso”. Altri applausi e poi zac, al minuto 49 e 38 secondi, la registrazione si interrompe. Una censura che tuttavia non basta a chi lavora al Maxxi. Se è questa l’egemonia culturale che la destra vuole imporre al Paese, c’è poco da stare allegri.

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....