vladimir putin italia mar mediterraneo

WAR MEDITERRANEO – TRE SETTIMANE FA LE NAVI RUSSE NELL’ADRIATICO HANNO SBARRATO LA STRADA ALLA PORTAEREI AMERICANA “TRUMAN”: IL CACCIA “AMMIRAGLIO TRIBUTS” HA SUPERATO IL CANALE DI OTRANTO E HA SORVOLATO LE COSTE ABRUZZESI PIENE DI TURISTI IN VACANZA. NON SOLO: A SEGUIRLO C’ERA ANCHE L’INCROCIATORE “VARYAG” E IL BATTELLO SPIA “VASILY TATISHCHEV”. NON È “RISIKO”, MA LA NUOVA FRONTIERA DELLA GUERRA TRA USA E RUSSIA…

 

 

Gianluca Di Feo per www.repubblica.it

 

vladimir putin giornata della marina russa 2

È una sfida segreta, a tratti temeraria. Con la flotta russa e quella della Nato che si confrontano nel Mediterraneo, spesso arrivando a distanze molto ravvicinate. E che tre settimane fa ha visto le navi di Mosca compiere un’operazione molto ardita: si sono posizionate in modo da sbarrare l’Adriatico e ostacolare la portaerei americana “Truman”. Una mossa strategica: si tratta del mare più vicino ai campi di battaglia dell’Ucraina, quello da cui missili e aerei possono in teoria intervenire più rapidamente sulla linea dei combattimenti.

 

Lo scorso 22 luglio il caccia “Ammiraglio Tributs” ha superato il canale di Otranto ed è risalito più a nord: è andato oltre il Gargano e si è piazzato a largo delle coste abruzzesi, affollate per le vacanze estive. Non era solo. L’incrociatore “Varyag” lo ha seguito, con le sue batterie di missili a lungo raggio: è rimasto davanti al Salento, tenendo sotto tiro con i suoi radar il passaggio chiave per l’Adriatico. Insieme a lui una terza unità, la “Vasily Tatishchev”: un battello spia, con strumentazioni per intercettare comunicazioni radio e impulsi dei sensori. Il suo compito era quello di studiare le “reazioni elettroniche” della Nato all’incursione.

NAVE CACCIA ammiraglio Tributs

 

Per la prima volta nell'Adriatico

Dall’inizio della guerra la flotta russa non era mai penetrata nell’Adriatico. Più volte le navi di Mosca si sono mosse per controllare da vicino – “ombreggiare” come si dice in gergo tecnico – le esercitazioni dell’Alleanza Atlantica, arrivando fino alle acque della Calabria. Ma non avevano mai osato una “manovra di blocco”, concepita per limitare i movimenti della portaerei americana “Truman”, l’ammiraglia dello schieramento Nato nel Mediterraneo che negli ultimi mesi si sposta spesso lungo una rotta dalla Sicilia all’Adriatico.

 

incrociatore Varyag

L’iniziativa della Marina russa ha aperto un lungo duello, con i comandi Nato impegnati a dimostrare che non avrebbero rinunciato al controllo del varco tra Ionio e Adriatico. Così negli ultimi giorni di luglio l’incrociatore “Varyag” si è trovato a meno di cento chilometri dall’omologo americano “Forrest Sherman”: erano praticamente ai due lati del capo di Santa Maria di Leuca. I russi sul versante adriatico, gli statunitensi su quello ionico. Poco più a sud la portaerei “Truman”, con quasi sessanta cacciabombardieri F18 Hornet e una scorta dell’Us Navy. In mezzo una squadra della Nato – lo Standing Maritime Group Two – con caccia e fregate americane, italiane, spagnole, turche e greche che il 25 luglio si sono riunite nello Ionio per fare quadrato intorno alla “Truman”.

 

L'operazione russa tra Puglia e Sicilia

portaerei americana truman nel golfo di napoli 7

L’operazione russa è stata rivelata dal sito “The Ship Yard Naval Consultancy”, che analizza informazioni dei satelliti commerciali, e confermata a Repubblica da fonti ufficiali. Ma le missioni di alcuni ricognitori – evidenziate dal sito Itamilradar – avevano indicato che qualcosa stava accadendo tra Sicilia e Puglia. In particolare il 31 luglio uno dei grandi droni spia americani GlobalHawk, che quotidianamente decollano da Sigonella per dirigersi nel Mar Nero e sorvegliare il conflitto ucraino, ha pattugliato per ore e ore un tratto dello Ionio continuando a sorvolare un’area precisa: la stessa dove nei tre giorni precedenti si erano concentrate le ricerche degli aerei P72 italiani.

 

L'incrociatore Varyag

VLADIMIR PUTIN

Non si conosce quale sia la posizione attuale delle navi russe e se la loro attività sia stata accompagnata anche da un sottomarino. Ieri però i velivoli da ricognizione italiani sono tornati a presidiare le acque tra la Calabria e la Grecia, insistendo su alcune posizioni: c’è il sospetto che almeno una delle unità sia ancora in zona. L’incrociatore “Varyag” è il gemello del “Moskva” affondato dagli ucraini il 14 aprile: è una delle navi più potenti della flotta di Putin, con sedici missili a lungo raggio P-1000 Vulcan progettati per distruggere le portaerei americane, agendo insieme – secondo la propaganda russa - “come un branco di lupi che si avventa sulla preda”. Possono colpire a 500 chilometri di distanza, viaggiando a tre volte la velocità del suono. Rispetto alla “Moskva”, il “Varyag” disporrebbe di difese contraeree e radar più avanzati.

 

L'ammiraglio Tributs

portaerei americana truman nel golfo di napoli 3

Invece “L’ammiraglio Tributs” è un grande caccia per la lotta ai sottomarini, dotato anche di missili concepiti per abbattere i cruise statunitensi. Le due navi, varate al tramonto dell’Urss e più volte sottoposte ad ammodernamenti, fanno coppia fissa nella flotta del Pacifico, di cui il “Varyag” è l’ammiraglia: sono salpate nello scorso dicembre da Vladivostok, il porto di fronte al Giappone, e hanno attraversato gli oceani per rafforzare lo schieramento nel Mediterraneo in vista dell’invasione dell’Ucraina. Da allora formano la “punta d’attacco” russa che si muove dalla Siria verso Occidente per incalzare l’Alleanza Atlantica, alternandosi all’altra squadra formata dall’incrociatore “Slava”, un caccia, due fregate e una corvetta.

 

portaerei americana truman nel golfo di napoli 6

Infine almeno due sottomarini classe “Kilo” – molto silenziosi e armati di missili Kalibr – mettono a segno spedizioni solitarie in prossimità del Bosforo. Duelli che si limitano a manovre, più o meno aggressive, e a scambi di impulsi radar, per indicare la capacità di colpire gli avversari: wargame che nel corso dei mesi stanno diventando più frequenti e serrati. Pochi giorni fa un documento strategico del Cremlino ha ribadito l’importanza delle rotte del Mediterraneo orientale per “l’interesse nazionale” della Russia: l’obiettivo che spinge gli ammiragli di Putin a scatenare una nuova Guerra Fredda ad alta tensione, che si inoltra sempre più spesso nei mari italiani.

VLADIMIR PUTIN navi russe fuori odessa navi russe fuori odessa

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?