gergely karacsony al pride di budapest viktor orban

MAI DIRE GAY – IL SINDACO DI BUDAPEST, GERGELY KARACSONY, È STATO DENUNCIATO PER AVER ORGANIZZATO IL PRIDE DELLO SCORSO GIUGNO – LA MANIFESTAZIONE ERA STATA BANDITA DAL PRESIDENTE ORBAN, MA IL PRIMO CITTADINO DELLA CAPITALE UNGHERESE, UNO DEI VOLTI PIÙ FAMOSI DELL’OPPOSIZIONE AL “VIKTATOR”, HA DECISO DI ORGANIZZARLA LO STESSO – LA DECISIONE DI SANZIONARE KARACSONY CON SETTE MESI DI RITARDO È UNA MOSSA ELETTORALE: SI VOTA IL 12 APRILE E I SONDAGGI PER ORBAN, PER LA PRIMA VOLTA, NON SONO BUONI - IL PARTITO GUIDATO DA PETER MAGYAR È IN VANTAGGIO…

 

 

Estratto dell’articolo di T.Mas. per “la Repubblica”

 

gergely karacsony al pride di budapest 4

Il sindaco di Budapest, Gergely Karacsony, rischia di essere multato per aver organizzato il Pride dello scorso giugno. La procura ungherese ha deciso ieri, con sette mesi di ritardo, di denunciare uno dei volti più famosi dell'opposizione a Viktor Orbán.

 

E lui ha scritto subito su X e Facebook di essere «passato da fiero sospetto a fiero accusato. Apparentemente è il prezzo da pagare per difendere la propria libertà e quella altrui». Il sindaco ha poi aggiunto: «Mi rifiuto di farmi intimidire e continuerò a lottare». I magistrati magiari lo accusano di violazione della "libertà di associazione". Quella che di fatto Orban ha abolito da un pezzo.

 

viktor orban foto lapresse.

L'anno scorso la tradizionale parata in difesa della comunità lgbtqi+ era stata preceduta da un vero e proprio bando anti-Pride deciso in primavera del governo Orbán. Un divieto in pieno contrasto con le leggi europee sulla libertà di manifestare, che era stato condannato - molto timidamente - dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Karacsony aveva aggirato il bando qualificando il Pride come «una manifestazione cittadina».

 

PETER MAGYAR

[…] La decisione di sanzionare Karacsony ha tutto il sapore una mossa elettorale: Orbán è in difficoltà, per la prima volta la corona rischia di rotolargli dalla testa. Alle elezioni di aprile le probabilità che il suo principale rivale ed ex compagno di partito, Peter Magyar, vinca la sfida contro di lui è altissima. Una vittoria che metterebbe fine a sedici anni di autocrazia, di repressione del dissenso e di controllo ferreo di quasi tutta l'informazione, del parlamento e di una parte consistente della magistratura.

 

«Il bullismo contro Karacsony è voluto», conferma a Repubblica Marton Gergely, direttore di un raro settimanale ungherese ancora indipendente, Hvg. «Il giochino è semplice: Orban vuole provare a stanare il suo rivale Magyar, costringendolo a prendere posizione su Karacsony e sul Pride per spaccare la sua base. Ma Magyar continuerà a tenersi fuori. Il giochino non funzionerà».  […]

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