dario ballantini

“SONO UN ARTISTA NON MANCATO. TRA QUADRI E IMITAZIONI NON DORMO LA NOTTE. IL PROBLEMA È CHE MI MANCA IL DIVERTIMENTO” - DARIO BALLANTINI SECRETS! GLI INIZI NEI NIGHT CON LE SPOGLIARELLISTE (“NON MI FILAVANO TANTO. MA COME POTEVANO? AVEVO TUTTE IMITAZIONI SOFISTICATE, DARIO FO, PAOLO CONTE O RAY CHARLES MENTRE QUELLI ARMEGGIAVANO”), GLI SCHERZI DI RICCI, VALENTINO L’IMITAZIONE PIÙ LONGEVA (“LUI NON NE POTEVA PIÙ. DISSE: “EVITAVO DI ACCENDERE LA TV PERCHÉ MI RITROVAVO OVUNQUE”), SALVINI (“NON MI PIACE”) E VALENTINO ROSSI (“NON AMO IMITARLO”) – QUELLA VOLTA CHE VESTITO DA PAPA FRANCESCO FU INSEGUITO DA UN’ORDA DI FEDELI PERUVIANI...

 

 

Alessandro Ferrucci per “Il Fatto quotidiano” - Estratti

favino con dario ballantini in versione nanni moretti

 

Congiunture astrali. “Sono nato lo stesso giorno, mese e anno di Marco Travaglio. Abbiamo fatto ueh, ueh nello tesso momento”.

 

Punti in comune con Travaglio?

Credo la mania di perfezionismo.

 

Lei, nel suo mondo, è celebre per il perfezionismo.

Sui trucchi lo sono.

 

È nato a Livorno.

Città che mi ha regalato un approccio alla vita centrato: non mi sento superiore agli altri, ma non penso neanche che gli altri lo siano rispetto a me.

 

In difficoltà mai.

Capita. Ma l’indole è sentirmi alla pari; detesto l’imbarazzo dei ruoli.

 

Come imitatore è considerato un numero uno.

dario ballantini vittorio emanuele

Al massimo “portiere”. (Dario Ballantini pennella parole, trucchi, smorfie, analisi psicologiche – “sono fondamentali” – tempi comici. E opere d’arte. Imitatore e artista, questo è. Imitatore da quaranta e passa anni, una lunga gavetta nel curriculum, i riflettori di “Striscia la notizia” a consacrarlo. Per sette anni è stato Valentino Garavani – “povero!” – poi Valentino Rossi, Ignazio La Russa, Matteo Salvini – “non mi piace” – e ancora un lungo elenco di presunte vittime. Ora è in tour teatrale con “Lo Spettacolo di Ballantini – conseguenze di 40 anni nei panni degli altri”).

 

Livorno città di tradizione comunista.

E di discussione politiche.

 

Tante?

dario ballantini vannacci

Continue, con mio padre che lavorava per gli Editori Riuniti (allora casa editrice del Partito Comunista) ed era un cultore di Gramsci, Togliatti e di tanti altri; nella mia vita non ho letto tanto, ho appreso per osmosi.

 

Ha 60 anni...

Sono ancora giovane.

 

Sì, ma a 60 anni tutta quella “osmosi” cosa le ha insegnato?

Di come l’uomo è bravo a complicarsi la vita.

 

I suoi primi palchi?

Tante Feste dell’Unità e per quasi tutta la Toscana; (ci pensa) oltre al palco stavo spesso con mio padre dietro la bancarella dei libri; (cambia tono) aggiungo i nightclub.

 

Par condicio.

(Ride) Sono un essere ambiguo.

 

dario ballantini valentino rossi

I night con le spogliarelliste?

Certo, e pure all’estero. Come in Svizzera.

 

Li ricorda bene.

Sì, per l’attività frenetica che c’era sotto al tavolo.

 

E con lei?

Non mi filavano tanto.

 

Dolore.

Ma come potevano? Avevo un repertorio composto da Dario Fo, Paolo Conte o Ray Charles: tutte imitazioni sofisticate, mentre quelli armeggiavano.

 

Niente applausi.

Ogni tanto, magari perché tra una cosa e l’altra si accorgevano di qualcuno sul palco.

 

Le spogliarelliste non distraevano pure lei?

(Sospira) Mica tanto, ho sempre avuto un approccio da perfezionista. Anche oggi vivo nel perenne stress di avere fatto tutto bene; (ci ripensa) oh, comunque non sono stato un santo.

 

Però è stressato.

dario ballantini striscia

Tra quadri e imitazioni non dormo la notte: rimugino.

 

Ossessivo.

I miei quadri sono ossessivi.

 

Il successo non attenua l’ossessione.

Ne ho parlato pure con gli psicologi. Il problema è che mi manca il divertimento.

 

Come mai?

È talmente alta l’osservazione da fuori, per risultare critico con me stesso, da non lasciarmi andare.

 

Mai?

Ho degli sprazzi.

 

dario ballantini nanni moretti

Quando?

Negli anni di Valentino (Garavani) perché era un personaggio bizzarro e libero di improvvisare: era una specie di maschera di commedia dell’arte che si adattava a tutto; quella di Valentino è stata l’imitazione più longeva e assurda. Valentino non ne poteva più. Ha dichiarato: “Evitavo di accendere la tv perché mi ritrovavo ovunque”.

 

Poverino, l’ho massacrato.

Non si è troppo offeso.

 

E che doveva fare? Era stato raddoppiato.

È il tema del suo spettacolo.

 

Due Paoli, due Morandi, due Vasco... Oltre a Valentino?

Proprio Gino Paoli, perché riuscivo a far ridere con uno così mollo.

 

dario ballantini mario draghi

Qualche personaggio le è venuto a noia?

Forse Matteo Salvini.

 

Come mai?

Forse sono io che non riesco a renderlo così buffo, diventa sempre pesantone com’è lui.

O è lei che non vuole regalargli un lato umano.

 

Ecco, questo è il punto: a tutti i miei personaggi ho regalato un lato di tenerezza, mentre dovrei essere più graffiante.

Come accoglie la risata mancata?

(Immediato) Male.

Il pubblico ha sempre ragione?

Il pubblico non ha sempre ragione, ma non ha colpa.

Quale personaggio si è “portato a casa”?

Di solito nessuno, mi sfogo mentre li impersonifico; (ci pensa) forse il primo anno di Valentino: sono stato truccato 300 giorni su 365 e mentre dormivo lo sognavo.

Avrà la pelle massacrata.

Solo un’allergia in 40 anni. Però ho lavorato sempre, anche con la febbre o il morbillo.

Come, il morbillo?

Avevo 38 anni e mi truccarono con il lattice sopra le pustole.

Pure infettivo.

La dottoressa mi disse: è un’intossicazione alimentare.

Il politico indisponente.

Quando diventano premier cambino totalmente.

Chi?

dario ballantini in versione vannacci

Matteo Renzi prima era raggiungibile, accettava gli sketch.

Da presidente del Consiglio è stata la fine.

L’hanno mai confusa per il personaggio reale 

Sempre. Anche vestito da Papa Francesco: una volta siamo scappati in macchina dalla zona del Vaticano inseguiti da un’orda di fedeli peruviani; (pausa) però ricordo lo sguardo d’amore di uno di loro.

E lei come Ballantini l’hanno mai confusa per altri.

Mi basta tagliare i capelli e sono anonimo: ho un’identità sfuggente. E questo mi è servito.

Le dispiace?

Un pochino perché devo arrivare davanti alle persone, a pochi centimetri, e lì sento sempre la stessa frase: “Oh, non ti avevo visto”.

Anche ai tempi della scuola era trasparente?

Insomma. Cercavo di far divertire gli insegnanti e i compagni.

Serviva?

Con quella di matematica, tanto; (cambia tono) quando gli altri compagni andavano in biblioteca per studiare, io li raggiungevo ma prendevo i libri su Totò o su Petrolini.

Petrolini e Totò non sono neanche toscani...

dario ballantini 33

Sono il primo attore non romano ad aver ricevuto il premio Petrolini; (pausa) ho un grosso rimpianto: Proietti mi aveva proposto una cosa insieme, ma avevo la tv.

Proietti dedicava lezioni intere su come si ringrazia il pubblico alla fine dello spettacolo.

A me non riesce e me lo dicono tutti.

(…)

 

Antonio Ricci.

Tostissimo. Ma con i tostissimi vado d’accordo; (silenzio) se non fosse così tosto, non avrebbe avuto questa carriera.

 

Avete mai litigato?

Con lui c’è rispetto reciproco; e poi ci conosciamo dal 1989: siamo quasi parenti.

Ricci è celebre per gli scherzi a chi lavora con lui.

 

A Livorno i carabinieri fecero esplodere la mia valigia con dentro le parrucche: erano convinti che dentro ci fosse una bomba. Allora lui e Fantoni realizzarono una finta denuncia dei carabinieri con su scritto che non potevo uscire dall’Italia per procurato allarme; i carabinieri gli hanno rivolto i complimenti perché il documento era perfetto.

Ma la valigia?

DARIO BALLANTINI VITTORIO EMANUELE

Ero partito per Milano e l’avevo dimenticata sotto casa. Allora chiamai la mia ex moglie per chiederle il favore di recuperarla. Ci andò. E lì vide l’area transennata: “Attenzione, forse c’è una bomba”. Non fece in tempo a urlare “fermi!” che saltò in aria. Tutte le parrucche bruciate.

Povere parrucche.

Questo episodio lo racconto nello spettacolo e il pubblico ride, come fosse una battuta.

Peccato che è vero.

Altro episodio dello spettacolo...

Il figlio di Gino Paoli, giornalista, va a Sanremo. Mi vede. E pensa: “Guarda quello stronzo di mio padre: è arrivato il giorno prima e neanche mi ha chiamato”.

Qualcuno dei suoi imitati l’ha ringraziata?

Tony Renis, Adriano Pappalardo...

Pappalardo eccezionale.

dario ballantini valentino italian party by giambalvo e napolitano

Ha un’immagine differente da quello che è realmente: è una persona con delle grandi dolcezze.

(…)

Valentino Rossi.

Non è un’imitazione che amo.

Perché?

Non lo so; comunque di lui ho colto che adora apparire come uno che non se la tira, invece se la tira.

La differenza tra il suo Valentino Rossi e quello di Teocoli.

Quello di Teo faceva veramente ridere. Lui è un mito.

È mai stato invidioso?

Di Corrado Guzzanti quando ha avuto tutto quello spazio che è diventato mitologico.

Lei in quanto a spazio...

dario ballantini4

Una cosa è un minuto, mentre lui stava in un contesto diverso; l’altro giorno sono andato a pranzo con Max Giusti: il suo De Laurentiis è magnifico.

Un collega generoso con lei.

Mai stato amante del genere alla Gigi Sabani, tipo caricatura-volante. Una volta camminavo per Milano2, si ferma una macchina, e scende proprio Gigi Sabani: “Anche io ho fatto Gianni Morandi. Però la mia è un’imitazione. Tu sei Gianni Morandi”.

Un rimpianto.

Oltre a Gigi Proietti ho detto di no a Gabriele Lavia.

Lavia altro contesto.

Era rimasto colpito dalla mia pittura, come Lucio Dalla o Vasco Rossi. La pittura mi ha aperto altre porte.

Lucio Dalla.

Ero un fan-stalker: so tutto di lui.

E com’era?

Schietto, generoso, meraviglioso. Solo.

Vasco è solo?

dario ballantini valentino 1

È più un eterno ragazzo.

Lei è solo?

(Ci pensa, abbassa la voce) lo siamo un po’ tutti.

Secondo Lillo i momenti di depressione sono i migliori per la creatività.

Con sedici anni di gavetta, quanta depressione.

Quante volte ha pensato di mollare?

Parecchie, poi subito sentivo una vocina interiore che diceva: “Per mollare ci devono essere dieci più bravi di te”. Questi dieci non li ho mai trovati.

Lei chi è?

Un artista non mancato.

dario ballantini ignazio la russa dario ballantini mario draghi 2dario ballantini valentino 2dario ballantinidario ballantini giuseppe conte 2renzi ballantini Dario Ballantini Dario Ballantini e Elena Russo ballantini renzi dario ballantini in versione trump (1)dario ballantini in versione trump (3)renzi ballantini e agnese striscia dario ballantini mario draghi 3dario ballantini mario draghi 1dario ballantini ignazio la russa dario ballantini1dario ballantini3

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…