COSA HA SPINTO LA PROCURA DI PAVIA A CHIEDERE IL RINVIO A GIUDIZIO PER ANDREA SEMPIO? GLI ELEMENTI SU CUI SI BASA L’ACCUSA: DAL DNA SOTTO LE UNGHIE DI CHIARA POGGI, CONSIDERATO PER ANNI INUTILIZZABILE E ORA IDENTIFICATO COME LA FIRMA DEL PRESUNTO ASSASSINO, ALL’IMPRONTA 33 LASCIATA ACCANTO ALLE SCALE, DOVE LA VITTIMA VENNE COLPITA A MORTE – CI SONO POI “L’ALIBI FALSO”, COSTRUITO A TAVOLINO GRAZIE ALLO SCONTRINO DI UN PARCHEGGIO DI VIGEVANO MESSO A DISPOSIZIONE DALLA MADRE, E LE TRE TELEFONATE A CASA POGGI – SENZA CONTARE GLI “ERRORI” NELLE INDAGINI CHE PORTARONO ALLA CONDANNA DI STASI E CHE HANNO SPINTO LA PROCURA AD APRIRE ALTRI DUE FILONI D’INCHIESTA...
1. QUESTO IL PROCESSO PER SEMPIO LUI: «SONO INNOCENTE, LO PROVERÒ»
Estratto dell’articolo di Pierpaolo Lio per il “Corriere della Sera”
CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI
Avrebbe ucciso Chiara Poggi, per l’accusa. E l’avrebbe fatto «con crudeltà verso la vittima», massacrata da una raffica di colpi, «almeno dodici» quelli inferti solo alla testa e al volto. Quel 13 agosto di ormai 19 anni fa, l’avrebbe fatto [...] «per motivi abietti»: un’aggressione «efferata», scatenata dall’«odio» per la 26enne di Garlasco «a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». La Procura di Pavia ha chiesto ieri il processo per Andrea Sempio. Il capo d’imputazione resta identico alla «prima» chiusura delle indagini del maggio scorso: omicidio aggravato.
«Sono pronto, e sono convinto che sarà dimostrata la mia innocenza», sono le prime parole pronunciate dal 38enne commesso, all’epoca neodiplomato 19enne, amico del fratello di Chiara, alla diffusione della notizia ormai attesa, a quasi due anni (l’avviso di garanzia risale all’11 marzo del 2025) dall’apertura delle nuove indagini sul caso [...]
Nella comunicazione che ribadisce l’accusa, identico resta il capo d’imputazione: «Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra».
È la prima fase dell’omicidio, per cui nel 2015 è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi, l’allora fidanzato della ragazza. «A seguito di ciò — prosegue la nota della Procura — la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi».
Confermati anche quegli ultimi colpi fatali, che l’accusato avrebbe assestato a Chiara, spinta lungo le scale che portano alla cantina della villetta di via Pascoli: «Nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso».
Ora sarà il giudice per l’udienza preliminare a dover valutare indizi, testimonianze, intercettazioni, interrogatori, raccolti in questi mesi dagli inquirenti, e stabilire se questi siano sufficienti, come prevede la legge dopo la riforma Cartabia, per portare Sempio a una «ragionevole previsione di condanna».
Restano ancora aperti gli altri due filoni dell’inchiesta.
E cioè, quello sui carabinieri della cosiddetta «squadretta» che nel 2017, al tempo della prima indagine lampo che vedeva indagato (e subito archiviato) Sempio, lavorava a Pavia con l’allora procuratore Mario Venditti, per il quale è caduta l’accusa di corruzione in atti giudiziari. E poi c’è quella sul lavoro svolto allora dal Ris di Parma, e in particolare sugli esiti di alcuni esami sulla bicicletta appartenuta a Stasi (il «doppio negativo» sui pedali, come l’esito dell’Obti test) mai comunicati alle parti.
Intanto, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, legali di Stasi, già nelle prossime settimane, «a metà novembre», potrebbero presentare richiesta di revisione della condanna del 43enne. [...]
2. L’IMPRONTA, IL DNA, L’ALIBI E QUEGLI «ERRORI» INIZIALI LE CARTE IN MANO AI PM
Estratto dell'articolo di Cesare Giuzzi per il “Corriere della Sera”
Il Dna sulle unghie della vittima considerato per anni inutilizzabile e oggi identificato in un «aplotipo Y» come la firma del presunto assassino.
IMPRONTA 33 ATTRIBUITA AD ANDREA SEMPIO - DELITTO DI GARLASCO
L’impronta del palmo di una mano destra lasciata sul muro delle scale dove Chiara ormai agonizzante venne colpita a morte. Una traccia fresca, «bagnata», a cui le vecchie indagini non avevano mai dato un nome ma che oggi, per 15 minuzie, «di cui alcune rare», apparterrebbe ad Andrea Sempio.
Un alibi «falso», costruito a tavolino grazie allo scontrino di un parcheggio di Vigevano messo a disposizione dalla madre. Tre telefonate a casa della vittima in quei giorni caldissimi dell’agosto 2007 mai chiarite del tutto e che oggi nella rilettura della Procura di Pavia testimoniano l’interesse, l’ossessione, del nuovo indagato per Chiara.
LO SCONTRINO DEL PARCHEGGIO DI ANDREA SEMPIO
E poi una serie incredibile di «errori», «negligenze», «sottovalutazioni» nelle prime indagini che portarono alla condanna del fidanzato Alberto Stasi, tanto da aver spinto la Procura di Pavia ad aprire due nuovi filoni d’inchiesta: sui carabinieri del Ris di Parma che fecero gli accertamenti scientifici nel 2007 e su quelli di Pavia accusati di concussione per aver «addomesticato» la prima indagine su Sempio del 2017.
In mezzo una ricostruzione del delitto di Garlasco in totale contrasto con le sentenze definitive. Dall’orario della morte, posticipato nel corso della mattinata del 13 agosto, fino alla lotta di Chiara Poggi con il suo assassino.
Quasi due anni di indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e dai magistrati di Pavia diretti da Fabio Napoleone e dall’aggiunto Stefano Civardi, che ricostruirebbero la storia del delitto. E che soprattutto toglierebbero dalla scena il solo condannato, l’ex fidanzato Stasi dopo 11 anni trascorsi in carcere.
Il caso Garlasco arriverà tra pochi mesi, probabilmente all’inizio del nuovo anno, al primo epilogo, quello davanti a un giudice che dovrà decidere se rinviare a giudizio o meno Andrea Sempio.
[...] un’inchiesta diventata in questi mesi qualcosa di più: il tentativo — se mai verrà confermato il quadro dei magistrati di Pavia — della giustizia di rimediare ai propri errori. E che potrebbe concludersi presto con un processo di revisione per Stasi (magari su richiesta della stessa Procura generale di Milano) dopo cinque gradi di giudizio e una condanna a 16 anni. [...]
Nelle prime indagini Sempio era stato sentito due volte, nel 2007 e nel 2008. I carabinieri gli avevano chiesto conto di quelle telefonate a casa Poggi nei giorni precedenti.
Lui aveva raccontato di essere stato a Vigevano quella mattina e, nell’ultimo interrogatorio, aveva consegnato il famoso scontrino. Poi si è scoperto che non furono verbalizzate correttamente le sue dichiarazioni e soprattutto non venne lasciata traccia del malore che lo colpì per 40 minuti, tanto da portare all’accusa di false dichiarazioni al pm per l’allora capitano Gennaro Cassese della compagnia di Vigevano.
LA SCENA DEL CRIMINE - CASA POGGI - GARLASCO
Infine le brevissime indagini del 2017 su cui pesa il nuovo fascicolo per concussione. E il sospetto di costanti depistaggi anche nella nuova inchiesta. I pm pavesi sono convinti di aver trovato la soluzione di un intrigo durato 19 anni.
Sempio però ha sempre negato. Ora sarà il tribunale a dare il suo primo verdetto.
STASI - MEME BY EMILIANO CARLI
andrea sempio chiara poggi alberto stasi
meme su alberto stasi by 50 sfumature di cattiveria





