SONO STATE ANCHE LE BUGIE DETTE DA MARIO ROGGERO A CONVINCERE I GIUDICI A CONDANNARLO ALLA PENA DI 14 ANNI DI RECLUSIONE PER DUPLICE OMICIDIO - LE TELECAMERE LO HANNO RIPRESO MENTRE ESTRAE IL REVOLVER DA UN CASSETTO, “SI SCONTRA” CON LA MOGLIE USCENDO DALLA GIOIELLERIA DI FAMIGLIA E SPARA ALLE SPALLE DEI RAPINATORI IN FUGA, UCCIDENDOLI. EPPURE SI È DIFESO SOSTENENDO CHE SI ERANO PUNTATI LE PISTOLE A VICENDA CON UNO DEI RAPINATORI ALL’INTERNO DEL NEGOZIO, E CHE L’HA INSEGUITO ALL’ESTERNO PENSANDO CHE AVESSERO RAPITO LA SIGNORA – NON SOLO: ROGGERO NON SI E’ MAI “PENTITO”, HA SEMPRE RIVENDICATO IL SUO GESTO – E QUEI SOLDI MANDATI IN TUNISIA…
LE SUE BUGIE AL PROCESSO E IL PROGETTO PER LA FUGA
Estratto dell’articolo di Leo Amato per “il Fatto quotidiano”
MARIO ROGGERO ALL ARRIVO AL CARCERE DI BOLLATE
Le telecamere lo hanno ripreso mentre estrae il revolver da un cassetto, “si scontra” con la moglie uscendo dalla gioielleria di famiglia e spara alle spalle dei rapinatori in fuga, uccidendoli. Eppure si è difeso sostenendo che si erano puntati le pistole a vicenda con uno dei rapinatori all’interno del negozio, e che l’ha inseguito all’esterno pensando che avessero rapito la signora.
Sono state anche le bugie del gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero a convincere i giudici a condannarlo alla pena di 14 anni di reclusione per duplice omicidio, lesioni e porto d’arma illegale, già ridotta per il riconoscimento della provocazione.
MARIANGELA SANDRONE - MARIO ROGGERO E LA FIGLIA
Questo e la “mancata resipiscenza” documentata da numerose interviste in cui ha ammesso che avrebbe rifatto tutto senza esitazioni. Almeno fino al recentissimo ingresso nel carcere di Bollate, quando ha parlato per la prima volta di pentimento, invocando la grazia presidenziale.
“Non è credibile che egli non si sia reso conto di essersi fisicamente scontrato con la moglie, anche perché, se il suo timore era rivolto alle condizioni della medesima, proprio lo scontro con lei non poteva non essere percepito...
MARIANGELA SANDRONE E MARIO ROGGERO
Va poi aggiunto che il gesto dell’imputato, al suo ritorno nel retro della gioielleria, quando vede la moglie, è ben lontano da poter essere interpretato come il gesto di chi finalmente rivede colei che riteneva essere stata rapita”. Così nelle motivazioni della sentenza, appena confermata, della Corte d’assise d’appello di Torino.
A settembre 2024 la stessa Corte aveva disposto il sequestro conservativo sui beni del 72enne, che dopo la sentenza di primo grado, con annessa condanna a un risarcimento da oltre mezzo milione di euro, aveva donato alla consorte “buona parte del suo patrimonio immobiliare”, e bonificato su un conto in Tunisia 50mila dei 140mila euro ricevuti dal comitato #IOSTOCONMARIOROGGERO, per far fronte alle spese legali.
CARCERE DI BOLLATE - SOSTEGNO A MARIO ROGGERO
Per la procura generale, infatti, Roggero si sarebbe preparato a fuggire all’estero in caso di condanna definitiva. Di qui la decisione del Riesame, a dicembre 2024, di spiccare nei suoi confronti un’ordinanza di divieto di espatrio. In appello i difensori di Roggero avevano invocato persino l’infermità mentale ancorandola al trauma per una precedente rapina subita nel 2015.,
MARIO ROGGERO E MARIANGELA SANDRONE
Ma la Corte ha evidenziato che quella “modalità impulsiva di reazione agli eventi” preesisteva, “come risulta dai fatti accaduti nel 2005”, che peraltro gli erano costati la perdita del porto d’armi. Quando puntò la pistola contro i genitori dell’ex fidanzato della figlia che aveva fatto scendere sotto casa e preso a pugni per punirlo per aver schiaffeggiato e minacciato la ragazza poco prima. A causa della frequentazione con un altro. […]