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A DESTRA IL CASO BIENNALE È L’OCCASIONE PER REGOLARE I CONTI – LO STORICO FRANCO CARDINI AZZANNA ALESSANDRO GIULI E DIFENDE L’AMICO BUTTAFUOCO, CHE HA RIAPERTO LA BIENNALE AGLI ARTISTI RUSSI: “QUI È IN BALLO LA LIBERTÀ E LA LEGITTIMITÀ DI ESPRIMERE CULTURA. NON VEDO I PRESUPPOSTI GIURIDICI O PROCEDURALI PER UN INTERVENTO DEL MINISTRO. SI TRASFORMERÀ IN UNA SCONFITTA PER IL GOVERNO IN QUALUNQUE MODO ANDRÀ A FINIRE” – LE PAROLE SPIETATE SUL MINISTRO DEL PENSIERO SOLARE: “NON SO SE GIULI ABBIA CREATO QUESTO SCONTRO PER MOSTRARE I MUSCOLI. CREDO CHE SI SENTA MOLTO INSICURO PERCHÉ SENTE TUTTE LE CRITICHE CHE GLI VENGONO MOSSE PER LA SUA INADEGUATEZZA. LO È ANCHE PIÙ DI SANGIULIANO CHE AVEVA UN PEDIGREE PERSONALE INTERESSANTE. GIULI, INVECE, È UN PERSONAGGIO DELLA CULTURA MILITANTE CHE NON È CONVINCENTE NÉ DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO NÉ DA ALTRI PUNTI DI VISTA…”

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile per “La Stampa”

 

franco cardini

Franco Cardini, storico ma anche intellettuale attento alle vicende contemporanee: sulla partecipazione della Russia alla Biennale lei sta con Giuli o con Buttafuoco?

«Devo fare una premessa: sono amico di Buttafuoco, e lo stimo, da molto tempo. Questo non ci ha impedito di avere opinioni diverse e anche di scontrarci. In questo caso della sua posizione non ignoro l'elemento polemico né il coraggio con cui ha fatto un passo sapendo che gli sarebbero saltati addosso in tanti a partire da esponenti del governo».

 

Un passo che lei condivide oppure no?

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

«Esistono alcuni dati di fatto innegabili: gli stand della Biennale sono di proprietà della nazione che li ha pagati [...]»

 

Anche se non è un Paese democratico?

«Non attacchiamo il solito tormentone. Se un Paese ha una struttura di sua proprietà ha il diritto di presentarsi come il suo governo vuole. E credo anche che sia opportuno che la Russia sia presente alla Biennale».

 

[…]

 

Anche se, come sembra del tutto evidente, la partecipazione diventerà un modo per la Russia di diffondere la sua propaganda?

pietrangelo buttafuoco alessandro giuli

«Ma questo è fatale! In ogni espressione pubblica di un potere c'è un dato di propaganda. Penso, per esempio, alla cinematografia americana in cui gli Stati Uniti continuano a essere i numeri uno. In quello che hanno prodotto negli ultimi 80 anni si trova largamente presente la propaganda».

 

Insomma la Russia ha il diritto di essere presente nel suo padiglione alla Biennale e Giuli dovrebbe saperlo. Invece ha deciso di scontrarsi con Buttafuoco. Perché?

«Buttafuoco e Giuli non sono due persone fatte per capirsi né dal punto di vista culturale né caratteriale. Non so se Giuli abbia creato questo scontro per mostrare i muscoli, per esempio. Io credo che si senta molto insicuro perché sente tutte le critiche che gli vengono mosse per la sua inadeguatezza.

 

Lo è anche più di Sangiuliano che aveva un pedigree personale interessante. Giuli, invece, è un personaggio della cultura militante che non è convincente né dal punto di vista scientifico né da altri punti di vista».

 

alessandro giuli vitalia 10

In una telefonata con la ministra della Cultura e vicepremier ucraina Tetyana Berezhna, Giuli ha detto di voler verificare se le modalità di allestimento e la gestione del Padiglione Russo siano compatibili con il regime sanzionatorio in vigore nei confronti di Mosca.

«È plausibile che in un luogo con una dignità, un valore e un peso come la Biennale si possa far tacere una voce come quella della Russia e che per far tacere quella voce si inserisca questo silenziamento all'interno del pacchetto delle misure sanzionatorie? Le sanzioni servono a colpire politica, economia, a dare un segnale al governo di un Paese. Che c'entrano la cultura, lo sport?

 

Io credo, anzi, che tutto questo dovrebbe essere escluso dalle misure sanzionatorie perché sottendono uno stato di tensione. E quando c'è tensione si deve lasciare un apice polmonare libero dalla polemica in maniera che possa entrare un respiro di pace. Anche quando siamo in rapporti polemici con un Paese i segnali di apertura vanno sempre dati».

 

Quindi il ministro Giuli non ha il diritto di intervenire sulla presenza della Russia alla Biennale?

GIULI L'APOSTATA - MEME BY DAGOSPIA

«Non vedo quali siano i presupposti giuridici o procedurali sulla base dei quali il ministro potrebbe intervenire. Se il presidente del Consiglio lo autorizza, potrebbe esprimere il disappunto o i dubbi emersi in sede governativa poi ognuno si prende le proprie responsabilità».

 

Non è quello che sta accadendo.

«E questo si trasformerà in una sconfitta per il governo in qualunque modo andrà a finire. Lo sarà se la Russia parteciperà ma lo sarà anche se non dovesse partecipare».

 

Perché?

«Un governo che ostenta la sua occidentalità non si può poi nascondere dietro il dito delle misure sanzionatorie.. Qui è in ballo la libertà e la legittimità di esprimere cultura, proibendo una voce il governo compie un atto di debolezza.

 

alessandro giuli

E sarebbe una sconfitta per il governo anche se la Russia decidesse motu proprio di non partecipare perché avrebbe la responsabilità di aver indotto a una nuova chiusura un Paese che stava comunque mostrando dei segnali di collaborazione. Da qualsiasi punto si osservi questa vicenda, il ministro Giuli ha compiuto un passo inopportuno e inadeguato».

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIAmeme sul pensiero solare di alessandro giuli alessandro giuli pietrangelo buttafuocofranco cardini

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