LA STRAGE DI PASQUA! NAUFRAGIO AL LARGO DELLA LIBIA: 71 DISPERSI, IN 32 SONO STATI TRATTI IN SALVO: “ERAVAMO PARTITI IN 105” - L'AVVISTAMENTO PARTITO DALL'AEREO SEABIRD 2 DELLA ONG SEA-WATCH, DUE MERCANTILI HANNO RECUPERATO I MIGRANTI E POI L'INTERVENTO DELLA GUARDIA COSTIERA CHE HA PORTATO I SOPRAVVISSUTI A LAMPEDUSA - NEL GRUPPO CI SONO OTTO DONNE, DI CUI UNA INCINTA, E TRE BAMBINI - SEA-WATCH ACCUSA: “ERANO DAVVERO ABBANDONATI A SÉ STESSI, NESSUNO STATO EUROPEO È ANDATO A SOCCORRERLI, NONOSTANTE…” - VIDEO
Trentadue migranti sono stati salvati, in area Sar Libica dalla Guardia costiera italiana. I militari hanno recuperato anche due cadaveri. I pakistani, bengalesi ed egiziani a bordo sono stati trovati in mare aperto. Il barcone di 12-15 metri con il quale erano salpati da Tripoli, in Libia, si è rovesciato.
naufragio al largo della libia
Le foto aeree, scattate nel momento in cui è stato dato l'allarme, hanno ripreso il naufragio. Nella giornata di ieri l'aereo Seabird 2 della Ong Sea-Watch, impegnato in controlli nel Mediterraneo Centrale, ha ricevuto notizia che un aereo della Marina Militare francese stava sorvolando un'imbarcazione in pericolo con persone in mare. Quando Seabird2 è arrivato nello stesso luogo, ha scorto un'imbarcazione di legno ribaltata con 15 persone circa aggrappate allo scafo, diverse persone in mare e alcuni corpi. I mercantili Saavedra Tide e Ievoli Grey, che si trovavano nelle vicinanze, sono intervenuti, lanciando zattere di salvataggio e recuperando i naufraghi sopravvissuti.
Questa mattina, Ievoli Grey ha trasbordato 32 persone e due salme sulla motovedetta CP327 che li ha poi accompagnati a terra a Lampedusa. I sopravvissuti hanno raccontato di essere partiti in 105 dalla costa libica: 71 persone sarebbero quindi disperse in mare.
naufragio al largo della libia
Sempre a Lampedusa venerdì era arrivata la nave Aurora di Sea Watch che aveva recuperato 44 migranti che si erano rifugiati sulla piattaforma abbandonata Didon per sfuggire alla tempesta. All'unità veloce, che era partita da Lampedusa per effettuare il salvataggio, era stato assegnato l'approdo di Porto Empedocle, ma il team aveva segnalato di non avere il carburante a sufficienza per raggiungere la località indicata, chiedendo di potere fare rotta sull'isola delle Pelagie. Nel gruppo ci sono otto donne, di cui una incinta, e tre bambini.
«Si sono rifugiati su quella piattaforma per sopravvivere alla tempesta — spiegano i volontari della Ong — ma si sono ritrovati in condizioni drammatiche, senza cibo e acqua». Sea-Watch accusa: «Erano davvero abbandonati a sé stessi, nessuno Stato europeo è andato a soccorrerli, nonostante ci fosse stata un’allerta specifica di Alarm Phone».