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SUPERBONUS, SUPERTRUFFE – “LO STATO ITALIANO È PAZZESCO, PRATICAMENTE VOGLIONO ESSERE INCULATI" – GLI INCENTIVI PER LA CASA RAZZIATI DA MAFIOSI E TRUFFATORI: “NON HAI IDEA DI QUANTI CAZZO DI SOLDI HANNO FATTO, NON SANNO PIU’ DOVE METTERLI”  - S'ALLARGA L'INDAGINE: 12 ARRESTI, 500 MLN DI AIUTI FINITI IN MODO ILLECITO NELLE MANI DI PROFESSIONISTI CHE NON NE AVEVANO DIRITTO, 110 LE SOCIETÀ COINVOLTE, ALCUNE GESTITE DA PERCETTORI DEL REDDITO DI CITTADINANZA, ALTRE CON LEGAMI CON LE ‘NDRINE. MAI AVVIATO UN CANTIERE. GLI INCASSI VENIVANO NASCOSTI ALL'ESTERO...

Marco Bardesono per Libero Quotidiano

 

Sembra che il detto «fatta la legge, trovato l'inganno», per il bonus 110%, sia stato rovesciato in: «Trovato l'inganno, facciamo la legge». Perché i raggiri per ottenere i contributi, sono tali e tanti e così ben orchestrati, da far nascere sospetti e incredulità.

SUPERBONUS FRODI

 

La Guardia di Finanza ha individuato una serie di truffe che non ha precedenti. I primi controlli sono stati effettuati attraverso un'indagine coordinata dalla procura di Rimini che ha portato all'arresto di 12 persone e che via via si è moltiplicata in altre 11 regioni. Al centro dell'inchiesta soldi, molti soldi, almeno 500 milioni di aiuti finiti in modo illecito nelle mani di professionisti, imprenditori e commercialisti che non ne avevano diritto.

 

SUPERBONUS RECORD DI TRUFFE

Complessivamente sono 78 le persone indagate e 35 le misure cautelari. Oltre 100 le società coinvolte, alcune create ad hoc per ottenere bonus locazioni, bonus per ristrutturazioni con miglioramenti sismici ed energetici, i cosiddetti bonus facciate e tutti quei benefici compresi nel decreto Rilancio del 2020. Otto sono le persone finite in carcere e altre 4 ai domiciliari, mentre nei confronti di 20 imprenditori è stata disposta l'interdizione all'esercizio di impresa e per 3 commercialisti l'interdizione all'esercizio della professione.

 

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PERQUISIZIONI A TAPPETO L'esecuzione delle misure è scattata in Emilia Romagna e, successivamente, in Piemonte, Abruzzo, Basilicata, Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana e Trentino. I finanzieri hanno eseguito anche un'ottantina di perquisizioni e sequestrato i falsi crediti d'imposta, beni e società, per il reato di indebita percezione di erogazione ai danni dello Stato. Tra gli indagati, 9 avevano presentato domanda di reddito di cittadinanza e lo avevano anche ottenuto, mentre altri tre avevano precedenti per associazione di stampo mafioso e legami con le 'ndrine calabresi.

 

Tra le persone finite in manette, il commercialista romagnolo con interessi in mezza Italia, Stefano Francioni, mentre il ruolo di coordinatore del sodalizio, era ricoperto da Nicola Bonfrate. Nel corso dell'operazione, le Fiamme Gialle hanno sequestrato alcuni trolley zeppi di banconote.

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Ed è proprio di soldi che gli indagati, quasi sempre, parlano al telefono, ignorando d'essere intercettati. «Non hai idea - dice uno di loro - di quanti ca*o di soldi hanno fatto... Non sanno più dove andare ad aprire i conti correnti in giro per il mondo per mettere il denaro, ma noi ci stiamo dietro... Ci stiamo dietro, però dobbiamo stare attenti...».

 

Chi non è particolarmente attento alle parole, invece, è Nicola Bonfrate, che in una conversazione con il commercialista Matteo Banin (anche lui raggiunto da una misura cautelare), dice: «Lo Stato italiano è pazzesco, è una cosa... Praticamente vogliono essere inc*lati».

 

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Entusiasta del "sistema" e certo di non essere scoperto, è Francioni che con un interlocutore commenta: «Io sto andando forte come un leone. Ho dato una serie di smacchi incredibili a tutti, perché coi soldi alla mano ho fatto delle operazioni importanti. Ho comprato un'altra casa, ho comprato e venduto dei crediti fiscali e quindi coi soldi, dopo mi sono messo a posto... Mi sono rialzato completamente. Ho circa 400mila euro sui conti correnti di cui non so che farmene».

 

LUDOPATIA DA REATO Ciò che colpisce, è l'eccitazione dei componenti della consorteria per quanto stavano facendo e che il Gip definisce: «Una ludopatia da reato». Ma ciò che ha lasciato interdetti gli investigatori è che di tutte le ristrutturazioni (bonus 110%, facciate, ecobonus, sismabonus), il gruppo criminale diffuso su tutto il territorio nazionale non abbia avviato un solo lavoro.

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Si tratta di progetti corredati di asseverazioni, permessi e documenti su interventi mai effettuati e su immobili a volte inesistenti. Poi c'è un altro tipo di truffa («più veniale, perché almeno i cantieri si aprono per davvero») che riguarda la richiesta del 110%, ad esempio per l'intervento trainante del "cappotto" dell'edificio, mascherato, invece, con la semplice ritinteggiatura della facciata. Qualcuno ha avuto anche l'ardire di chiedere (e a volte di ottenere) entrambi i bonus per un totale del 200% (110% più il 90% del bonus facciate, oggisceso al 60%).

 

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