IL TRIANGOLO SI! – GLI USA TENTATI DI RIAPRIRE IL NOGOZIATO PER LA PACE IN UCRAINA E INVIANO WITKOFF E KUSHNER A MOSCA E A KIEV. TRUMP VUOLE ARRIVARE ALLE ELEZIONI MIDTERM CON UN SUCCESSO DI POLITICA ESTERA DA RIVENDICARE. L’AMBASCIATORE SEQUI: “TRUMP VUOLE UNA PACE CHE POSSA CHIAMARE VITTORIA; PUTIN VUOLE UNA VITTORIA CHE POSSA CHIAMARE PACE; ZELENSKY VUOLE UNA PACE CHE NON ASSOMIGLI A UNA SCONFITTA. I TRE ATTORI SI MUOVONO SU OROLOGI DISALLINEATI: PUTIN HA BISOGNO DI TEMPO PER CONQUISTARE ANCORA TERRENO, MA OGNI MESE LA GUERRA GLI COSTA DI PIÙ. ZELENSKY HA BISOGNO DI TEMPO PER RESISTERE, MA TEME CHE SIA PROPRIO IL TEMPO A INDEBOLIRLO. TRUMP HA UNA IMMINENTE SCADENZA ELETTORALE...”
Estratto dell’articolo di Ettore Sequi per “La Stampa”
Witkoff e Kushner si preparano a recarsi a Mosca e a Kiev. È il tentativo americano di riaprire il negoziato. Washington vuole capire cosa Putin è disposto a trattare e cosa Zelensky può accettare. [...]
La guerra è entrata in uno stallo dinamico: Russia e Ucraina si stanno consumando entrambe, ma per entrambe il costo politico di accettare una pace è ancora superiore al costo di continuare a combattere.
Putin non ha conquistato tutto il Donbass; Kiev resiste, ma con costi umani e materiali crescenti. Anche la Russia paga: perdite, deficit e pressione sull'economia. La guerra continua però ad alzare il livello dello scontro. Ieri un drone russo ha colpito il quartier generale dei servizi ucraini nel centro di Kiev.
Da qui tre diversi calcoli. Primo: Putin vuole migliorare la propria posizione sul campo, ma l'usura della guerra rende utile anche la trattativa: se non può prendere tutto combattendo, deve capire quanto può ottenere al tavolo negoziale. L'obiettivo resta tutto il Donbass.
volodymyr zelensky e donald trump alla casa bianca
Secondo: Trump ha fretta. Vuole arrivare alle Midterm con un successo di politica estera e, insieme, evitare una nuova escalation in Ucraina. Questa urgenza è una leva per Putin, che può usarla per alzare il prezzo.
Terzo: Zelensky deve impedire che l'usura militare diventi una resa diplomatica. Ha bisogno degli Usa al tavolo perché non può accettare che Mosca e Washington decidano il futuro dell'Ucraina senza di lui.
In breve, Trump vuole una pace che possa chiamare vittoria; Putin vuole una vittoria che possa chiamare pace; Zelensky vuole una pace che non assomigli a una sconfitta. I tre attori si muovono su orologi disallineati: Putin ha bisogno di tempo per conquistare ancora terreno, ma ogni mese la guerra gli costa di più. Zelensky ha bisogno di tempo per resistere, ma teme che sia proprio il tempo a indebolirlo. Trump ha una imminente scadenza elettorale.
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murale vladimir putin donald trump
Trump deve quindi risolvere il problema più difficile: offrire a Putin abbastanza per fermarlo senza consentirgli di trasformare l'accordo nel riconoscimento delle conquiste che i russi non hanno ancora realizzato; e dare a Zelensky garanzie sufficienti per accettare un'intesa senza farla apparire come una resa. Ma i segnali sono contraddittori: mentre Washington riapre il canale politico, Mosca alza quello militare e irrigidisce Kiev.
[...] Ucraina, Iran e Cina sono tre crisi che chiedono contemporaneamente l'attenzione strategica americana. Trump può gestirle tutte, ma non può lasciare che una sola assorba a lungo le risorse politiche e militari necessarie alle altre. Chiudere il dossier ucraino consentirebbe di ridurre la dispersione strategica dell'impegno americano.
vladimir putin riceve al cremlino STEVE WITKOFF E JARED KUSHNER
L'Europa, intanto, continua a sostenere Kiev e a prepararsi al negoziato, malgrado gli attacchi ibridi russi. Qualsiasi accordo lascerà infatti aperta la questione decisiva: impedire che una Russia ancora militarmente forte usi la tregua per preparare la guerra successiva. Per questo servono garanzie di sicurezza credibili per l'Ucraina.
Non dobbiamo avere attese messianiche per la missione di Witkoff e Kushner, ma essa è importante perché il campo di battaglia non ha ancora deciso la guerra. È per questo che torna a muoversi la diplomazia.
vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse
volodymyr zelensky donald trump vertice nato ankara foto lapresse2

