alaska donald trump ursula von der leyen zelensky

TRUMP NON ESCE VINCITORE DALL’INCONTRO CON PUTIN, MA I VERI PERDENTI SONO ZELENSKY E L’EUROPA – IL TYCOON HA SBEFFEGGIATO L’UCRAINA INVITANDOLA A FARE UN ACCORDO RAPIDO PER LA PACE E RICORDANDO CHE LA RUSSIA “È DAVVERO UNA GRANDE POTENZA” (E KIEV, DI CONSEGUENZA NON LO È) – L’UE FA LA SOLITA FIGURA DA SPETTATORE SGRADITO: PUTIN E TRUMP HANNO DETTO CHIARAMENTE DI NON VOLERE ”INTERFERENZE” E DI RISPETTARE LE DECISIONI DI CHI COMANDA DAVVERO – IL VIDEO-PARODIA DELL’INCONTRO CON ZELENSKY E VON DER LEYEN CHE GUARDANO DA LONTANO, CON IL BINOCOLO, I DUE LEADER CHE SE LA SPASSANO

 

<blockquote class="twitter-tweet"><p lang="en" dir="ltr">This is too good ??<br> <a href="https://t.co/JaLVJB0CjF">pic.twitter.com/JaLVJB0CjF</a></p>&mdash; Politi_Rican ?? X ?? (@TheRicanMemes) <a href="https://twitter.com/TheRicanMemes/status/1956191505934069769?ref_src=twsrc%5Etfw">August 15, 2025</a></blockquote> <script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>

 

 

Estratto dell’articolo di Mara Morini per www.editorialedomani.it

 

volodymyr zelensky e ursula von der leyen video parodia sul summit di anchorage in alaska

Come spesso accade alla vigilia di grandi eventi politici, i fiumi di parole di analisti e opinionisti […] sono spesso facilmente smentiti o superati dalla realtà […], ma questa volta era abbastanza prevedibile “un nulla di fatto” sulla questione del cessate il fuoco nella guerra contro l’Ucraina.

 

Politicamente, economicamente e militarmente a Putin non conviene concedere nulla all’Ucraina e ai suoi alleati europei in questa fase del conflitto, ma da politico pragmatico ed esperto il presidente russo non poteva perdere l’occasione di sfruttare la grande visibilità e legittimità internazionale che l’invito in Alaska di Donald Trump ha rappresentato.

 

[…] Al di là delle posture dei due presidenti all’arrivo nella base militare e nella sede della conferenza stampa che lasciamo interpretare agli esperti di etologia, non vi è dubbio che il clima cordiale, i sorrisi e le strette di mano ci hanno offerto un’immagine potentissima che segnerà la politica di questo secolo: il leader di un regime autoritario che sfila accanto al presidente del regime democratico più ammirato e ambito nel mondo (quanto meno prima dell’arrivo di Trump in politica!)

 

donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 3

[…] Ciò a cui abbiamo assistito ieri è la sintonia politica dei due leader, che va oltre la dicotomia regime democratico vs autoritario, ma è, invece, basata sul realismo politico e il linguaggio del “business”.

 

Ma, se passiamo dalle immagini alle parole espresse durante la conferenza stampa, la percezione è diametralmente opposta: le parole di Putin hanno legittimato e rafforzato il ruolo di Trump quale mediatore di conflitti […], ribadito il refrain trumpiano che «se Trump fosse stato presidente nel 2022 al posto di Joe Biden non ci sarebbe stata la guerra in Ucraina».

 

Inoltre, il capo del Cremlino ha espresso soddisfazione per la ripresa delle relazioni bilaterali con gli Usa e ha invitato il presidente americano ad un prossimo incontro a Mosca.

 

Con queste parole e con la sua presenza nel suolo americano, Putin è riuscito ad evitare le sanzioni secondarie, ribadire ancora una volta alla propria opinione pubblica che grazie alla sua politica la Russia è tornata “alla pari degli Usa” nello scenario internazionale dopo gli anni Novanta, contraddistinti della umiliazione della “sconfitta” dell’Urss, e dopo l’isolamento occidentale con l’aggressione contro l’Ucraina.

DONA AL TRUMP - MEME SU VOLODYMYR ZELENSKY BY EMILIANO CARLI

 

In sostanza, il Cremlino può ritenersi molto soddisfatto perché ha mantenuto le proprie posizioni sulla necessità di risolvere le “ragioni di fondo” del conflitto, non ha ceduto su alcun punto, ma ha guadagnato altro tempo per capitalizzare il successo militare delle truppe russe che si stanno ormai avvicinando al Dnipro.

 

[…]

 

Al contrario, sul piano politico-diplomatico e considerando le dichiarazioni sul “cessate il fuoco”, antecedenti il summit, chi aveva più probabilità di uscirne sconfitto era Trump.

 

Tuttavia, l’umorale presidente americano ha “glissato” la questione, affermando che il “meeting è andato molto bene” e rilanciando la palla nel campo del presidente ucraino.

 

le faccette di putin davanti alle domande dei giornalisti americani anchorage, alaska 1

Trump ha, infatti, ricordato a Volodymyr Zelensky che «la Russia è davvero una grande potenza», mentre Kyiv non lo è e, di conseguenza, ha sollecitato il governo ucraino a «fare un accordo» per arrivare alla tregua, svincolandosi da un coinvolgimento più diretto in un eventuale meeting a tre teste presidenziali, ma ponendosi come garante che l’incontro tra Putin e Zelensky abbia effettivamente luogo.

 

Anche Trump può permettersi di temporeggiare sulla mancata risoluzione del conflitto, perché le prossime elezioni di mid term del Congresso nel 2026 sono ancora relativamente lontane, proseguendo nella sua strategia di dialogo con l’avversario storico nella speranza che questa situazione possa anche avere ricadute (decisamente illusorie) sul rapporto Putin e Xi Jinping.

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse

Ha, quindi, ragione l’ex ambasciatore americano all’Onu, John Bolton, quando afferma che Putin ha vinto, ma Trump non ha perso seppur «ne è uscito con niente in mano tranne nuovi incontri».

 

Il summit in Alaska è l’ulteriore conferma che chi sta effettivamente perdendo sul piano politico e militare è non solo il presidente Zelensky, ma l’Unione Europea verso la quale esplicitamente Putin e implicitamente Trump hanno fatto chiaramente capire che non vogliono “interferenze” in questo processo e devono sottostare alle decisioni delle superpotenze.

vladimir putin e donald trump - anchorage alaska donald trump vladimir putin anchorage, alaska. foto lapresse la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse vladimir putin anchorage, alaska foto lapresse donald trump sull air force one diretto in alaska foto lapresse la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse SERGEI LAVROV IN ALASKA INDOSSA LA FELPA CON LA SCRITTA CCCPvladimir putin urla ai giornalisti anchorage, alaska foto lapresse vladimir putin donald trump anchorage, alaska foto lapresse donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 4volodymyr zelensky e ursula von der leyen video parodia sul summit di anchorage in alaska. volodymyr zelensky e ursula von der leyen video parodia sul summit di anchorage in alaska vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

 

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...