hacker dossier dossieraggio

SIAMO TUTTI DOSSIERATI. O ALMENO, È QUEL CHE CREDIAMO – UN ITALIANO SU QUATTRO È CONVINTO DI ESSERE SPIATO – IL SONDAGGIO DI ALESSANDRA GHISLERI SUI TIMORI ALLA LUCE DELL’ULTIMO SCANDALO DOSSIERAGGIO: “QUASI IL 70% È CONVINTO CHE LA RICERCA DI DATI RISERVATI SIA MOLTO DIFFUSA” – TRA GLI ELETTORI DI CENTRODESTRA, CIRCA IL 50% TEME PER LA PROPRIA SICUREZZA…

Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

alessandra ghisleri foto di bacco (2)

Di questi tempi non passa giorno senza che un nome conosciuto venga citato in una intercettazione dell'ultima vicenda di dossieraggio che ha portato alla luce un network di presunti spioni facenti funzioni dell'azienda Equalize.

 

[…]  Quasi il 70.0% degli italiani (67.1%) è convinto che la ricerca di dati riservati –che appare spasmodica– su istituzioni, personaggi politici, imprenditori, personaggi pubblici, sia molto diffusa nel nostro Paese. Certo gli ultimi sviluppi non hanno rassicurato l'opinione pubblica nel merito e, al di là della violazione della privacy di ciascuno, mettere a rischio la democrazia nazionale è il vero crimine riconosciuto dal 63.4% degli intervistati nel sondaggio di Euromedia Research per Porta a Porta.

 

GLI ITALIANI E IL DOSSIERAGGIO - SONDAGGIO ALESSANDRA GHISLERI

Queste attività di attenzione speciale su informazioni personali protette, raccolte senza consenso dell'interessato, portano molte preoccupazioni riguardo all'uso improprio di dati riservati mettendo in crisi la sicurezza personale (44.0%), ma soprattutto la nostra sicurezza nazionale (65.9%).

 

Su questo risultano meno convinti gli elettorati del Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Movimento 5 Stelle. È evidente che questa immagine di sorveglianza e controllo […]  intimorisce perché risulta essere un chiaro strumento di intimidazione e ricatto per oppositori o dissenzienti. Di fatto essere a conoscenza di fatti e dati riservati può facilmente tradursi in potere sotto varie soluzioni. […]

 

[…] conoscere i segreti e le conversazioni private di qualcuno può facilitarne l'utilizzo per intimidire la persona fino ad arrivare a particolari forme di ricatto. Proprio su questo scopo si concentra l'attenzione di 1 elettore su 3 (28. 4%), mentre 1 cittadino su 4 (25. 7%) è convinto che lo scopo principale sia legato a quello di indebolire la forza di governi, aziende, politici….

 

GIORGIA MELONI E I DOSSIERAGGI

Insomma, l'accesso a informazioni riservate conferisce un certo grado di vantaggio nel merito di controllo e influenza che può essere sfruttato in differenti contesti della società perché, chi raccoglie dossier attraverso queste violazioni ha il potere di influenzare le percezioni e le decisioni altrui, il che può generare ansia e sfiducia da parte dell'opinione pubblica nei confronti delle istituzioni impegnate nel tutelare i nostri dati –segreti– più intimi.

 

Questi fattori combinati rendono il dossieraggio un'attività inquietante per molti al punto che 1 cittadino su 4 (25. 6%) è convinto di essere spiato in prima persona. Nella discussione pubblica comunque in molti, soprattutto tra le file del centrosinistra, sostengono anche gli aspetti positivi e utili di queste operazioni di dossieraggio in diversi contesti, ad esempio la stessa inchiesta su Equalize è emersa da intercettazioni telefoniche riservate.

SONDAGGIO EUROMEDIA RESEARCH - 28 OTTOBRE 2024

 

[…]  Quando si è violati nella propria privacy si può avvertire una perdita di potere su chi si è e su come crediamo di essere percepiti, facendoci sentire vulnerabili ed esposti aumentando il timore di ulteriori abusi e attacchi. In sintesi, la violazione della privacy non riguarda solo la perdita e la violazione di dati, ma colpisce anche profondamente il senso di identità, sicurezza e benessere emotivo di ciascuno.

spionaggio - banche datiNUNZIO SAMUELE CALAMUCCI CON CARMINE GALLO E I 'RAGAZZI' AL LAVORO AL QUARTIER GENERALE DI EQUALIZEENZO DE MARZIO - SAMUELE CALAMUCCI - UOMINI DELL INTELLIGENCE ISRAELIANASAMUELE CALAMUCCI E CARMINE GALLOSAMUELE CALAMUCCI DAVANTI AL PC CONTA UNA MAZZETTA DI SOLDI SAMUELE CALAMUCCI CONTA I SOLDI CHE DICE DI AVER RICEVUTO DA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO nunzio samuele calamucci marco malerba giuliano schiano giulio cornelli samuele calamucci massimiliano camponovo carmine gallosede della Equalize a milano

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…