“UCCIDIAMO GLI EBREI”; “DIFENDIAMO CIÒ CHE CI APPARTIENE” – I MESSAGGI CHE SI SCAMBIAVANO IN CHAT I TRE VENTENNI INDAGATI PER PROPAGANDA E ISTIGAZIONE A DELINQUERE PER MOTIVI DI DISCRIMINAZIONE RAZZIALE, ETNICA E RELIGIOSA – I TRE (UN PROGRAMMATORE DI SAVONA DI 26 ANNI, UN 20ENNE ROMANO DISOCCUPATO E UNO STUDENTE 19ENNE DI CASERTA) FACEVANO PARTE DI UN UN GRUPPO RICONDUCIBILE AL MOVIMENTO "RINASCITA POPOLARE ITALIANA", CHE PROMUOVE IDEE ULTRANAZIONALISTE, ANTIGLOBALISTE E FAVOREVOLI ALLA "REMIGRAZIONE" – IN CASA LORO SONO STATI TROVATI CIMELI DEL TERZO REICH E ARMI…
Estratto dell’articolo di Ilaria Carra per “la Repubblica”
Si definivano “figli della nazione”. Si erano conosciuti sul web e via chat inneggiavano al suprematismo e fomentavano l’antisemitismo con messaggi d’odio contro gli ebrei. […] Per chi indaga puntavano a sovvertire l’ordine democratico «manifestando propositi violenti anche con l’uso delle armi».
Lo scopo? Un ritorno al regime di cui erano nostalgici e difendere la patria. Sono indagati per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa commessi attraverso la Rete tre giovani con simpatie di estrema destra, perquisiti nei giorni scorsi dalla polizia dopo lunghe verifiche della postale.
«Uccidiamo gli ebrei» era il tenore frequente delle conversazioni intercettate via Telegram e WhatsApp dagli investigatori delle polizia postale. […] Gli indagati sono tre giovani di estrema destra.
A tenere le fila del gruppo era un programmatore informatico della provincia di Savona di 26 anni, che condivideva i proclami d’odio razziale con un disoccupato di 20 anni, romano del quartiere di Tor de’ Schiavi, e uno studente di 19 anni, fresco di maturità, residente a Caserta. Nelle loro case la Digos delle tre province coinvolte ha trovato cimeli del Terzo Reich tra manifesti e documenti ma anche armi a salve tra revolver e semiautomatiche, coltelli, elmetti e manganelli. […]
L’indagine è condotta dal Centro operativo per la Sicurezza cibernetica lombarda e diretta dalla procura milanese con il pm Leonardo Lesti, con il coordinamento della direzione della postale romana. “Militia”, così si chiama l’operazione, è nata dagli sviluppi investigativi di un’altra attività analoga che già nel 2024 aveva portato a 12 perquisizioni. […]
«Difendiamo ciò che ci appartiene» è il motto ispiratore del movimento di cui i tre indagati facevano parte, ex Militia nationalis oggi tramutato in Rinascita popolare italiana con tanto di sito tuttora aperto, blog e statuto da sottoscrivere con un giuramento.
[…] Favorevoli alla remigrazione, contrari a globalizzazione e consumismo, con una attenzione programmatica al coinvolgimento degli studenti per contrastare «l’indottrinamento» in scuole e università. […]


