covid nuovi contagi

ULTIME NOTIZIE DA COVILANDIA – QUASI 400 NUOVI CONTAGI, GLI SCIENZIATI: "UNA CRESCITA PREOCCUPANTE. C’È IL RISCHIO CHE LA SITUAZIONE POSSA SFUGGIRE DI MANO COME AVVENUTO GIÀ IN ALTRI PAESI” - L'INDICE RT POTREBBE SUPERARE LA SOGLIA DI GUARDIA IN 7 REGIONI - SLITTA LA RIAPERTURA DELLE DISCOTECHE - A TREVISO 133 CONTAGIATI IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA. MA NON C’ENTRANO GLI SBARCHI DI LAMPEDUSA. LA MAGGIOR PARTE DI LORO ARRIVATA IN ITALIA PRIMA DEI DECRETI DI SALVINI...

MAURO EVANGELISTI per il Messaggero

 

covid nuovi contagi

Il Veneto, in un giorno, ha registrato 200 nuovi casi, ma l'incremento è diffuso in buona parte d'Italia, compresa la Lombardia che è a quota 88. Il Cts (comitato tecnico scientifico) fa sapere: siamo preoccupati per l'andamento della curva, «il trend dei contagi è in crescita ed esiste il rischio che la situazione possa sfuggire di mano come avvenuto già in altri paesi europei ed extraeuropei, servono mascherine e divieti di assembramento».

 

SOTTO OSSERVAZIONE Un terzo delle regioni italiane viaggia con l'indice di trasmissione del virus sopra 1. Significa che l'epidemia non si è fermata, nuovi casi ci sono ogni giorno, e la spia dell'allarme resta accesa. Rispetto alle sei regioni che già la settimana scorsa erano oltre al valore critico di 1 (Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria e Lazio) è in bilico la situazione della Campania, che nel periodo esaminato (fino al 26 luglio) ha visto svilupparsi alcuni focolai, sia pure di piccole dimensioni.

 

covid nuovi contagi

Probabile, dunque, che oggi - quando saranno ufficializzate le valutazioni settimanali della Cabina di regia formata da Ministero della Salute e Istituto superiore di Sanità - le regioni con Rt sopra a 1, passino da 6 a 7.

 

Anche la Toscana, non è lontana da 1 (la settimana scorsa era a 0,99). Su base nazionale l'Rt - l'indice di trasmissione che prova a capire se l'epidemia sta accelerando - resta sotto a 1, ma è sempre vicino al livello critico.

 

L'INCREMENTO Lo scenario diviene però molto complicato se si guardano ai dati giornalieri, perché ieri è successo qualcosa di anomalo: sono necessarie alcune precisazioni. Il numero dei decessi - che però è l'epilogo di una situazione vecchia, di fine lockdown - è stato il più basso da febbraio, a quota 3. Ma tornano in modo prepotente i pazienti in terapia intensiva: ieri erano 47, nove in più del giorno precedente; le persone ricoverate per Covid negli altri reparti ieri erano 748, il giorno prima 731.

covid nuovi contagi

 

Questo ci dice - vale la pena ricordarlo sempre - che se è vero che tra i nuovi positivi vi sono molti asintomatici, è altrettanto vero che una parte consistente continua a finire in ospedale, nonostante in questi giorni l'epidemia di Sars-CoV-2 sia sotto controllo e non abbia le caratteristiche drammatiche di marzo. Ma c'è un altro numero che farà riflettere e alimenterà il dibattito per i risvolti importanti che si porta dietro: i nuovi casi positivi giornalieri. Ieri sono stati 386, vale a dire 97 in più del giorno prima e 174 in più di martedì. Questo incremento da allarme rosso è stato causato soprattutto da casi legati all'immigrazione.

covid nuovi contagi

 

Nella tabella con il dettaglio dei nuovi casi, regione per regione, oltre alla solita Lombardia a 88, spiccano il Veneto con il record di 112 e la Sicilia, che normalmente ha numeri molto bassi, a 39. Cosa è successo?

 

LE CAUSE Partiamo dal Veneto, con una precisazione: ieri la Regione ha diffuso il dato complessivo più aggiornato rispetto a quello del Ministero della Salute e ha indicato in 200 il numero dei nuovi positivi, con focolai soprattutto a Venezia e Treviso. In particolare, nel centro di accoglienza all'interno dell'ex caserma Serena, a Treviso, «sono risultati positivi 131 su 330 ospiti».

 

Ma ci sono altre situazioni locali, ad esempio in un centro disabili, sempre a Treviso, con otto contagiati e in un ristorante di Jesolo. Scendendo al Sud, come si spiega l'impennata di casi positivi in Sicilia?

covid party 4

 

Sono 39, vale a dire più del doppio delle due giornate precedenti quando si è rimasti sempre tra 18 e 19. La maggioranza delle persone con il coronavirus è rappresentata da migranti sbarcati nell'isola, 28, che si trovano nella provincia di Agrigento. Ma c'è anche altro: come la storia di un uomo originario di Enna che è tornato dalla Germania e ha partecipato a un banchetto di nozze a Nicosia.

covid party 5

 

Successivamente si è sentito male, è andato in ospedale ed è risultato positivo. I 95 invitati al matrimonio sono finiti in quarantena, c'è una contagiata, per gli altri si attende l'esito dei test. In questa situazione fluida, che comunque conferma un aumento evidente della circolazione del virus, ieri dal Comitato tecnico scientifico sul coronavirus hanno ricordato: «Occorre massima attenzione nel rispetto delle misure di prevenzione, dal distanziamento sociale all'uso della mascherina fino al divieto di assembramento».

 

 

 

A TREVISO 133 CONTAGIATI

 

Claudio Del Frate e Silvia Madiotto per corriere.it

 

 

immigrati covid

Nell’improvviso balzo in avanti di casi di Covid registrato oggi, giovedì, in Italia, il numero maggiore si registra in Veneto. E all’interno del Veneto è Treviso a fare i conti con il risveglio del Covid. Un bollettino diffuso in serata mette a statistica 199 nuovi contagi nelle ultime 24 ore, 133 dei quali hanno toccato migranti ospitati alla caserma «Silvio Serena», di Casier (Treviso) una struttura che da anni funziona da centro di accoglienza.

 

Qui è stato individuato un nuovo focolaio del virus ma il fatto che i malati siano migranti ha immediatamente incendiato il dibattito politico. Matteo Salvini, intervenuto in mattinata al Senato sul caso Open Arms, ha subito accusato il governo di agevolare la diffusione del virus attraverso la politica dei porti aperti, il, sindaco di Treviso Mario Conte ha annunciato che denuncerà il governo per il «danno incalcolabile» arrecato alla città. In realtà le persone della «Serena» infettatesi non hanno nulla a che vedere con i recenti sbarchi a Lampedusa. Alcuni sono a Treviso addirittura da anni. Ecco la ricostruzione di quanto accaduto.

 

covid polmoni

I bollettini della Regione

Alle 8 di questa mattina, giovedì, la Regione Veneto diffonde come di consueto un primo bollettino sull’andamento del coronavirus. Da lì emerge il primo risveglio dei contagio, che a Treviso sono 80. Poche ore dopo il dato viene aggiornato ed emerge che ci sono 133 positivi al tampone tra gli stranieri della caserma «Serena». In serata la conferma ufficiale con il dato complessivo della provincia: 299 nuovi casi, di cui 133 nel centro di accoglienza.

 

Tutti i migranti presenti nella struttura vengono immediatamente posti in quarantena e isolati ma come detto il caso «deflagra» in campo politico con Salvini e la Lega che ricollegato il nuovo focolaio all’ondata di sbarchi a Lampedusa degli ultimi giorni e sul rischio che da lì il contagio si propaghi di nuovo in tutto il Veneto, diffuso da stranieri in fuga.

covid polmoni

 

Prima dei decreti sicurezza

Vista da Treviso, tuttavia, la situazione appare diversa. Gli ospiti della «Serena» sono tutti in quarantena, tutti asintomatici e non possono uscire: le forze dell’ordine sorvegliano il perimetro dell’edificio. Tra una settimana l’azienda sanitaria effettuerà nuovi test. In totale all’interno della caserma vivono 290 persone (compresi 6 operatori), nessuno dei quali è arrivato a Treviso in seguito agli sbarchi degli ultimi giorni. Ci sono in gran parte giovani provenienti da paesi dell’Africa subsahariana, ma anche richiedenti asilo mediorientali.

 

coronavirus

Una consistente parte di loro è approdata in Italia durante i «picchi» migratori degli anni passati. Molti lavorano o hanno avviato un percorso di inserimento precedente all’emanazione dei decreti Salvini che hanno smantellato i meccanismi di accoglienza. «Proprio oggi ero atteso per un colloquio di lavoro per un posto da operaio metalmeccanico» si rammarica Patrice Kouame, richiedente asilo 37enne della Costa d’Avorio.

 

La ex caserma

La caserma «Silvio Serena» è stata convertita in centro di accoglienza per migranti tra il 20125 e il 2016 , attualmente è gestita da un’azienda privatala «Nova Facility» che è la stessa ad avere in carico la struttura di accoglienza di Lampedusa. All’inizio di giugno era già stato riscontrato un caso di positività che però riguardava un operatore della struttura.

coronavirus

 

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