vaccini

VACCINI, ABBIAMO UN PROBLEMA! LE REGIONI LANCIANO L’ALLARME: "SERVONO PIU’ DOSI, SI RISCHIA LO STOP" - IL GOVERNATORE CAMPANO DE LUCA LAMENTA DI AVERE RICEVUTO 235 MILA DOSI MENO DEL LAZIO (A PARITÀ DI POPOLAZIONE) - MA A COMPLICARE LA CAMPAGNA ANCHE DISGUIDI E SFIDUCIA: IN SICILIA SONO 11 MILA LE DISDETTE DI CHI AVEVA UNA PRENOTAZIONE ASTRAZENECA...

Emanuele Lauria per la Repubblica

 

coronavirus vaccino anziani

«Servono più dosi». L'allarme percorre lo Stivale, dal Piemonte alla Campania. È lanciato dai governatori che si trovano con poche scorte in magazzino e temono di restare senza vaccini nei giorni a venire.

 

«È il momento di accelerare», ripete a tutti il commissario anti-Covid Francesco Paolo Figliuolo. Ma il problema, in questo primo scorcio di aprile, sono gli approvvigionamenti che mettono a rischio gli obiettivi che, nel suo tour sul territorio, lo stesso generale ha posto a chi amministra le Regioni.

 

Anche se, in una situazione a macchia di leopardo, va detto che a rallentare la corsa verso l'immunizzazione ci sono pure ostacoli organizzativi che chiamano in causa direttamente i capi delle giunte o, in qualche non commendevole situazione, anche una scarsa partecipazione alla campagna vaccinale da parte di chi ne avrebbe diritto.

 

coronavirus vaccino anziani 2

È il caso della Sicilia, dove sono arrivate 11 mila disdette da parte di chi doveva vaccinarsi con AstraZeneca. Ben venga il pubblicizzato sprint delle feste, con hub aperti e somministrazioni anche a Pasqua e Pasquetta. Ma i rifornimenti, nel breve termine, restano un'incognita. Nel Lazio è arrivato un carico da 120 mila dosi di AstraZeneca con le quali coprire le prenotazioni per oggi e domani. Poi i quantitativi scenderanno a 30 mila dosi settimanali, che a poco serviranno visto che il ritmo è di 30 mila inoculazioni giornaliere. Sebbene siano aumentate le dosi di Pfizer (130 mila a settimana), le fiale di Moderna sono sempre poche e l'avvio della distribuzione nelle farmacie è legata all'arrivo di 100 mila dosi a settimana di Johnson&Johnson. Senza certezza sui numeri, dicono in Regione, il numero previsto di 50-60 mila vaccinazioni al giorno non si raggiungerà prima di giugno. Si vive sul filo dell'ansia: in Piemonte se ne è andato via il 98 per cento di dosi dell'ultimo carico di Pfizer e il prossimo è previsto non prima di giovedì.

Vaccini Covid

 

Rischia lo stop la vaccinazione delle persone fragili e degli over 80. Malgrado la disponibilità di fiale delle altre aziende, impossibile l'accelerazione auspicata dal governatore Cirio che intende arrivare a 30 mila dosi al giorno. E recrimina per il taglio previsto ad aprile di 35 mila dosi sempre di Pfizer, che penalizza una Regione che ha un maggior numero di anziani rispetto ad altre più popolose. In Toscana le fiale di AstraZeneca bastano per gli appuntamenti fino al 7 aprile, quelle di Pfizer non permettono alla Regione di centrare l'obiettivo di dare la prima dose a tutti gli over 80 prima del 25 aprile.

 

VINCENZO DE LUCA

I governatori alzano la voce, promettono collaborazione a Draghi, ma i borbottii uniscono Pd e Lega: se Vincenzo De Luca, in Campania, lamenta nell'ultima diretta Facebook di avere ricevuto 235 mila dosi meno del Lazio (a parità di popolazione), Christian Solinas commenta i dati che vedono la Sardegna al penultimo posto per somministrazioni sferzando il governo: «Vinceremo la sfida di immunizzare tutta la popolazione quando per l'isola verranno rispettate le consegne di dosi di vaccino nelle quantità e nei tempi programmati».

 

Ci sono altri nodi da sciogliere: in Liguria i medici di famiglia protestano contro la decisione del presidente Giovanni Toti di centralizzare la loro attività negli hub, dove non ci sarebbero spazi sufficienti. In Sicilia mancano i vaccini per over 80 e pazienti fragili: le prenotazioni per queste categorie riprenderanno a pieno regime solo dopo l'8 aprile, mentre quelle per docenti e per la fascia 70-79 anni sono appena riprese dopo una sospensione.

 

Con le dosi annunciate per aprile, secondo la Regione, non si potrà superare la soglia di 25-30 mila vaccinazioni al giorno, lontana da quella d 50 mila indicata da Figliuolo nel corso della sua ultima visita. Ma a Palermo preoccupano soprattutto le rinunce: dopo le sei morti di siciliani vaccinati con AstraZeneca, ma senza alcuna prova di un nesso di causalità, ogni giorno si presenta per l'iniezione la metà delle persone prenotate. Un ulteriore inciampo sulla tabella di marcia del generale.

Vaccini covid

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…