VERGOGNE ITALIANE – A DIECI ANNI DAL TERREMOTO CHE HA DEVASTATO AMATRICE, I DUE TERZI DEI CANTIERI PER LA RICOSTRUZIONE NON SONO MAI PARTITI – NEL PRIVATO SONO STATE PRESENTATE 1.510 DOMANDE PER I LAVORI, MA LE CASE RICOSTRUITE SONO APPENA 247 – MILLE RESIDENTI, CIOÈ L'80% DEGLI SFOLLATI, VIVONO ANCORA NELLE CASETTE PREFABBRICATE – SOLO ADESSO, I PRIMI CAMION SONO STATI AUTORIZZATI A ENTRARE NEL CENTRO STORICO, LUNGO LA STRADA PRINCIPALE – IL SINDACO GIORGIO CORTELLESI: “L'INIZIO DELLA RICOSTRUZIONE È STATO UN DISASTRO. È MANCATA LA PROGETTAZIONE, LA VISIONE DEL FUTURO”
Estratto dell’articolo di Niccolò Zancan per “la Stampa”
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto
Se togli il corso a un paese, lì dove la gente cammina e si incontra, che cosa resta? «Resta molta solitudine, isolamento. Restano abitanti che resistono strenuamente, ma fanno sempre più fatica. Il 20 per cento della popolazione di Amatrice, 2123 persone, è seguito dai servizi sociali per vari problemi. E il problema più grande di tutti, su questo non ci sono dubbi, è proprio questo isolamento fisico che l'uso dei social ha reso ancora più drammatico».
Il sindaco Giorgio Cortellesi sta per affrontare il decennale dal terremoto che il 24 agosto 2016 portò morte e distruzione in questo comune dell'Italia interna. Prima di allora, Amatrice era famosa solo per certe specialità gastronomiche e per la sua bellezza. Le vittime furono 239.
giorgio cortellesi - sindaco di amatrice
Il centro devastato. Corso Umberto I, quello della torre civica, quello delle botteghe e dei bar, ancora oggi è una striscia di asfalto deserta. […]
«L'inizio della ricostruzione è stato un disastro. È mancata completamente la progettazione, la visione del futuro e un piano che tenesse insieme le esigenze dei residenti e quelle del territorio. Basta vedere l'ospedale, l'auditorium e la scuola. Tre grandi nuove costruzioni che funzionano malissimo.
Per esempio, la scuola: è divisa in tre plessi. Per andare in palestra gli studenti devono camminare 300 metri all'aperto, in un comune montano. Solo il riscaldamento costa 23 mila euro al mese, una cifra insostenibile per una piccola amministrazione come la nostra. A Amatrice ci sono diverse cose che ancora mancano, e ci sono altre cose fatte talmente male che purtroppo non sarà facile aggiustarle».
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto
I dati, aggiornati a pochissimi giorni fa, sono impietosi: lo stato d'avanzamento complessivo dei lavori, fra edilizia pubblica e privata, è al 40%. Nel privato sono state presentate 1510 domande per la ricostruzione, ma le case ricostruite sono 247. I cantieri aperti sono stati in tutto 828, ma quelli con i lavori completati solo 348.
Ancora mille residenti, cioè l'80% degli sfollati, vivono nelle casette prefabbricate chiamate «Sae», soluzioni abitative emergenziali. Mentre i cantieri pubblici che aspettano di progredire, fra fase di progettazione e affidamento dei lavori sono più di venti.
[...] se si allarga lo sguardo all'intera zona devastata dal terremoto che colpì il centro Italia nell'estate del 2016, un vasto territorio che comprende Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, si scopre che due opere pubbliche su tre non hanno ancora il cantiere avviato. È la realtà che emerge dal rapporto di «ActionAid» intitolato «Dieci anni dopo: i dati raccontano».
Altroché, se raccontano: su 3.667 interventi programmati, per un valore complessivo di oltre 4,85 miliardi di euro, il 66,3% è ancora nella fase che precede l'inizio materiale dei lavori, mentre solo il 33,6% è in fase esecutiva o conclusiva. Nel dettaglio si può vedere che non c'è una regione molto più virtuosa delle altre.
Nelle Marche non sono ancora iniziati 1.243 interventi, pari al 66,4% del totale. In Abruzzo sono 446, pari al 61,5%. Nel Lazio 365, pari al 69,7%. In Umbria 378, pari al 69,2%. Il quadro si conferma critico nei 44 comuni più colpiti dal sisma.
Complessivamente, risultano programmati 1.544 interventi, per un valore di circa 2,1 miliardi di euro, pari a circa il 42% delle opere totali. Ma persino lì sette lavori su dieci non sono neanche incominciati.
[...]
Francesco Acquaroli e Guido Castelli
«Ora finalmente i camion potranno fendere il centro storico verso nord e quindi anche lì incomincerà la cantierizzazione, prima potevamo lavorare solo nella zona sud» dice Guido Castelli, il quinto commissario straordinario del governo per la ricostruzione. E anche il fatto che sia il quinto, forse, qualcosa dice.
«A sud ci sono 14 cantieri in corso, ma la zona nord è rimasta una landa desolata per tutto questo tempo. Prima di poter asfaltare la strada, abbiamo dovuto risolvere una serie di temi connessi ai sottoservizi, cioè controversie sui tubi di luce, acqua e gas».
Il quinto commissario per la ricostruzione condivide le idee e anche lo stesso partito, Fratelli d'Italia, con il sindaco di Amatrice: «I primi anni della ricostruzione sono stati particolarmente difficili e complicati, con tante false partenze molto rilevanti. L'anno scorso l'ufficio ricostruzione del Lazio ha dovuto riapprovare tutto il piano, perché c'erano state diverse incertezze.
AMATRICE - GLI SFOLLATI NELLA TENDOPOLI
Io uso la metafora dell'albero storto, albero che abbiamo dovuto raddrizzare. Ci siamo trovati di fronte a molte controversie da risolvere con le aziende che avevano vinto l'appalto. Ma ora la ricostruzione pubblica sta procedendo, ci sono i cantieri per le chiese e per il municipio».
La colpa è di quelli che c'erano prima: ecco la spiegazione al disastro di oggi. Fatto sta che sono passati dieci anni. Le chiese e il municipio devono ancora essere ricostruiti. Solo adesso i primi camion sono stati autorizzati a entrare nel centro storico, lungo la strada principale. E così anche la ricostruzione di Amatrice è già candidata a diventare una di quelle storie italiane che non mettono di buon umore.
giorgio cortellesi - sindaco di amatrice
Guido Castelli
lavori di ricostruzione a amatrice dopo il terremoto

