il piccolo gabriel donatella di bona nicola feroleto

LA TERRIBILE VERITA’ SULLA MORTE DEL PICCOLO GABRIEL - “IL BIMBO E’ STATO STRANGOLATO PERCHÉ AVEVA INTERROTTO UN RAPPORTO SESSUALE TRA I GENITORI” - LA MADRE CONFESSA: “LUI GLI HA DATO DUE SCHIAFFI, MA SONO STATA IO A UCCIDERLO” - IL PADRE, IN CARCERE CON LA DONNA PER CONCORSO IN OMICIDIO AGGRAVATO, HA MUTATO QUATTRO VOLTE LA SUA VERSIONE DEI FATTI - MENTRE LEI LO STROZZAVA, LUI FACEVA FINTA DI NULLA...

 

https://www.tgcom24.mediaset.it/2019/video/morte-gabriel-la-disperazione-della-nonna_3107748.shtml

 

Rinaldo Frignani per corriere.it

 

Donatella Di Bona

«Il bambino piangeva, e lui gli ha dato due schiaffi». Donatella Di Bona lo racconta nella sua confessione davanti al pm e ai carabinieri. Accusa l’amante Nicola Feroleto di aver assistito senza fare nulla mentre lei strangolava il piccolo Gabriel nel pomeriggio del 17 aprile scorso. Un omicidio agghiacciante con un movente assurdo: il bimbo disturbava la coppia che si era appartata in auto per fare sesso. Ma prima il padre, in carcere con la donna per concorso in omicidio aggravato, avrebbe picchiato il piccolo colpevole soltanto di piangere.

 

L’alibi del padre

nicola feroleto padre di gabriel ucciso a piedimonte san germano

Giorno dopo giorno emergono particolari sconvolgenti sulla tragica fine riservata al bambino nelle campagne di Piedimonte San Germano, in provincia di Frosinone. Per fare chiarezza su alcuni aspetti e individuare le effettive responsabilità di Feroleto, lunedì prossimo scenderà in campo anche il Ris dei carabinieri per accertamenti tecnici irripetibili sul telefonino del 48enne che ha cercato di costruirsi un alibi, poi smontato dagli investigatori dell’Arma, chiedendo alla compagna, Anna Vacca (con la quale convive con un altro figlio quindicenne a Villa Santa Lucia, vicino Piedimonte), di riferire a chi indaga che lui era rimasto con lei dalle 14 alle 16.30 di quel pomeriggio. Una bugia che ha resistito 48 ore. Poi Feroleto è finito in carcere.

il piccolo gabriel

 

 

La presenza sulla scena

Per il gip Salvatore Scalera avrebbe solo assistito all’omicidio senza fare nulla per salvare il bimbo, pur sussurrando all’amante e al bambino: «Vi levo dal mondo». Mentre la madre uccideva il piccolo dopo essere scesa dall’auto, lui, secondo la versione di Donatella, «un po’ guardava, un po’ si voltava. Guardava in alto, di lato, verso la macchina. No, lui non ha fatto niente, non gli importava. Non gli ha messo una mano addosso per non essere incolpato». Eppure qualche minuto prima lo avrebbe fatto lo stesso.

la nonna del bimbo foto ciociaria oggi

 

Le presunte minacce

Scene che mettono i brividi solo a pensarci. Per la madre di Donatella, Rocca Di Branco, la nonna del piccolo, distrutta dal dolore, invece il coinvolgimento di Nicola Feroleto sarebbe stato diretto. «Mia figlia non sarebbe mai stata capace di fare una cosa del genere, quell’uomo è un assassino, ha minacciato di bruciarci tutti se avessimo parlato», ha detto la donna, ora assistita dai servizi sociali del Comune.

 

Quattro versioni

il piccolo gabriel

Davanti al gip Feroleto è apparso notevolmente confuso. Ha fornito quattro diverse versioni, ha ripetuto di non essere stato presente al fatto. Ma una testimone lo colloca in borgata Volla dove abitava la famiglia del piccolo Gabriel, un’ora e mezzo prima della morte del bambino. Ci era arrivato in auto, una Punto, con la quale si sarebbe poi allontanato proprio insieme con Donatella e il figlioletto. Che alle 16 circa lei ha riportato indietro, a piedi e da sola, ormai esanime.

 

 

2. GABRIEL STRANGOLATO DAI GENITORI
 
BRUNELLA BOLLOLI per Libero Quotidiano 
 

Nicola Feroleto

Prima il goffo tentativo di depistaggio, la menzogna escogitata dalla mamma assassina che ha tentato di farla franca vaneggiando di un presunto pirata della strada di cui non c' era la minima traccia. Ora l' agghiacciante retroscena che emerge dagli atti d' indagine sull' omicidio del piccolo Gabriel Antonio Feroleto, ucciso il 17 aprile a Piedimonte San Germano, piccolo centro del Frusinate. Gabriel è stato strangolato perché disturbava. Con il suo pianto dava fastidio ai genitori che si erano appartati in campagna e volevano fare sesso senza scocciatori.
 
Il bimbo voleva tornare a casa, forse aveva freddo, magari semplicemente aveva fame o male al pancino, strillava come solo a quell' età i cuccioli sanno fare quando non si sentono bene e vogliono attirare l' attenzione della mamma o del papà. Gabriel, che qui accanto vediamo con gli occhi che ridono di gioia e il sorriso aperto che stringe il cuore, sembrava un angioletto, a detta di tutti i parenti, ma può capitare che anche il più pacifico dei bambini, a un certo punto, scoppi in lacrime, faccia un po' i capricci, e pretenda una carezza dalla mamma.

la madre del bimbo strangolato a piedimonte san germano donatella di bona foto ciociaria oggi

 
Donatella Di Bona, però, madre 28enne di questo pargolo, concepito con Nicola Feroleto, vent' anni più grande di lei e già padre di un figlio adolescente avuto dalla compagna ufficiale, Anna Vacca, quel pomeriggio non pensava proprio ad essere una mamma affettuosa per la sua creatura.
 
LA FINE SUL PRATO
Donatella, ora in carcere a Rebibbia, voleva lasciarsi andare al piacere con il suo amante, non pensare alle proprie responsabilità di genitrice, probabilmente era anche seccata per il fatto di doversi portare appresso il minore che avrebbe volentieri mollato alla nonna o a qualche conoscente. Gabriel era diventato per lei come un pacco postale, un ingombrante esserino gradito solo se dormiva e invece quel giorno, che disdetta, il biondino rompiscatole non smetteva di lagnarsi e rischiava di mandare all' aria i piani d' amore dei due focosi genitori. Il piccolo è stato strangolato dalla madre sul prato mentre il padre guardava senza fare nulla.

la baracca in cui vivevano foto ciociaria oggi

 
Per questo Feroleto è accusato di concorso in omicidio. Per questo il suo coinvolgimento nel delitto è stato chiaro solo in un secondo momento, perché Donatella ha pure provato a coprirlo e parlando con sua madre, con la quale abitava in una casa fatiscente del paesino ciociaro, ha confessato: «Abbiamo fatto un guaio. Io e Nicola abbiamo ammazzato Gabriel, lo abbiamo soffocato. Non dire che ci stava pure Nicola. Non dire che lo ha ucciso pure lui. Perché è capace di ucciderci o di appaiarci». E sono proprio gli atti dell' indagine, condotta dai carabinieri di Cassino e di Frosinone su mandato della procura, oltre ad alcune intercettazioni ambientali, a spiegare l' assurdo movente di questo infanticidio che lascia senza parole, disarmati di fronte alla crudeltà e al poco cervello di una giovane madre e di un padre non più ragazzino. Donatella e Nicola si sono visti poco dopo le 14 in una stradina isolata del paese e hanno consumato il primo rapporto sessuale a bordo della Panda di lui.
 

i rilievi della scientifica foto ciociaria oggi

Più tardi avrebbero voluto fare il bis, ma Gabriel piangeva e a causa del disturbo molesto provocato dal figlio, sangue del loro sangue, sono stati costretti a interrompere. Nicola, indispettito, ha perfino dato due schiaffi al bimbo. Stavano tornando a casa, quando Donatella ha afferrato suo figlio per il collo e ha stretto più che poteva. Con una mano premeva sul collo, con l' altra gli tappava la bocca. Il bimbo, 2 anni e 4 mesi, si è difeso, ha provato con le braccine e le gambette a fermare la furia della madre-omicida, ma più l' angioletto biondo si opponeva, più la donna s' incattiviva fino a diventare carnefice.

nicola feroleto padre di gabriel ucciso a piedimonte san germano

 
«VIOLENTO» Gabriel non ha avuto scampo e se solo suo padre si fosse voltato e avesse fermato la mano assassina dell' amante, a quest' ora il piccolo sarebbe ancora vivo. Ma Nicola Feroleto non si è comportato da papà. Anzi, l' uomo pretendeva che la compagna Anna gli fornisse un alibi per quel pomeriggio ma lei si è opposta. Su Leggo Emilio Orlando ha riportato alcune testimonianze dei vicini di casa. Parlano di una realtà sociale ed umana fortemente degradada, fatta di rapporti promiscui quasi bestiali. «Gli piaceva andare dietro alle donne. Nicola è stato sempre un tipo violento e cattivo», raccontano alcuni parenti di Anna Vacca. «Non esitava a menare le donne con cui si accompagnava quando queste non gli si concedevano». Stavolta, oltre alle donne, ha contribuito ad ammazzare suo figlio.

i rilievi dei carabinieri foto ciociaria oggi

 

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