berlusconi veronica lario

VERONICA LARIO VINCE UNA BATTAGLIA CONTRO IL CAV MA RISCHIA DI PERDERE LA GUERRA - LA SENTENZA CON CUI LA CORTE DI CASSAZIONE HA CONFERMATO L'ASSEGNO DI MANTENIMENTO DI DUE MILIONI DI EURO AL MESE POTREBBE NON ESSERE SCOLPITA NEL MARMO - ECCO COSA PUO' SUCCEDERE

1 - «BERLUSCONI, A LARIO 2 MILIONI AL MESE» SEPARAZIONE E DIVORZIO, REGOLE DIVERSE

Giuseppe Guastella per il “Corriere della Sera”

 

veronica lario berlusconiveronica lario berlusconi

Veronica Lario vince una battaglia, ma l'esito dello scontro finale con l'ex marito Silvio Berlusconi è tutt'altro che certo e potrebbe riservare ancora sorprese clamorose. La prima sezione civile della Cassazione ieri ha confermato la sentenza con la quale la Corte d' appello di Milano aveva ridotto da tre a due milioni di euro l'assegno di mantenimento che il Cavaliere doveva versare alla signora Lario, al secolo Miriam Bartolini, per la durata della loro separazione, cioè dal settembre 2010 al divorzio del febbraio 2014.

 

silvio berlusconi con veronica lario la ex moglie di putin e i figlisilvio berlusconi con veronica lario la ex moglie di putin e i figli

Quest' assegno, come dice la legge, ha lo scopo di garantire al coniuge meno ricco di godere nella separazione, quando il «vincolo coniugale» c'è ancora, dello stesso tenore di vita che aveva nel corso del matrimonio, che per i Berlusconi è stato di livello altissimo. A descrivere di cosa si trattasse erano stati i legali della stessa Bartolini. Chiedevano 3,6 milioni di euro spiegando che fino ad allora la signora aveva vissuto nella splendida Villa Belvedere di Macherio, stimata 78 milioni, con una dozzina di persone di servizio, segretaria e maggiordomo compresi, più un imponente apparato di sicurezza.

VERONICA LARIO E SILVIO BERLUSCONIVERONICA LARIO E SILVIO BERLUSCONI

 

In quasi 24 anni di matrimonio aveva anche potuto contare su abiti esclusivi dei più noti stilisti, una piscina, una palestra con personal trainer, parrucchieri ed estetisti a domicilio. Ogni anno trascorreva cinque settimane nella hollywoodiana villa Certosa di Porto Rotondo (Olbia) e altre 4-5 settimane in crociera ai Caraibi sugli yacht del marito che le metteva a disposizione anche i velivoli delle sue aziende per spostarsi in tutto il mondo garantendole 50 mila euro al mese per le «piccole spese» e facendole regali di ogni tipo tra cui gioielli di valore inestimabile.

 

La difesa di Berlusconi aveva contestato le richieste sostenendo che Veronica non aveva bisogno di sostegni dato che era economicamente indipendente visto che negli anni il marito le aveva costituito un patrimonio da circa 85 milioni fatto in massima parte di prestigiosi immobili tra Milano, Londra, New York e in Svizzera che le garantivano un reddito milionario.

 

berlu sconi ac e b fb f b c berlu sconi ac e b fb f b c

Contestazione ripetuta in appello (che ha ridotto l'assegno anche perché nel frattempo Miriam Bartolini aveva lasciato la villa di Macherio), ma rigettata dai giudici secondo i quali «la disparità» economica tra i coniugi restava comunque troppa perché la signora potesse colmarla. Berlusconi «è uno degli uomini più ricchi del mondo» ed è «rilevante» la differenza, ribadisce ora anche la Cassazione.

 

Chiusa la questione separazione, resta aperta quella dell'assegno da 1,4 milioni che Berlusconi è tenuto a pagare dopo il divorzio, ma che per tre mesi non ha versato tanto che la ex moglie, che vanta anche altri crediti, gli ha pignorato i conti per 26 milioni.

 

la villa in svizzera di veronica lario berlusconi durante i lavori la villa in svizzera di veronica lario berlusconi durante i lavori

Su questa vicenda però potrà pesare la sentenza della stessa sezione della Cassazione che il 10 maggio ha ribaltato l'orientamento che era stato seguito fino ad allora dicendo che se il coniuge meno abbiente è comunque autosufficiente dal punto di vista economico l'assegno «divorzile», che fino ad allora era stato anch' esso parametrato al tenore di vita del matrimonio, rischia di diventare un arricchimento alle spalle dell' altro. La quinta sezione civile d'appello di Milano sta riesaminando l'assegno. Teoricamente potrebbe ridurlo, ma anche cancellarlo del tutto viste le condizioni patrimoniali di Miriam Bartolini, se prima non sarà arrivato un accordo tra gli ex coniugi.

 

2 - PER L' ALTRO ASSEGNO IL LEADER DI FI SPERA NEL BIS DEL «CASO GRILLI» L' IPOTESI DI UN' INTESA

Paola Di Caro per il “Corriere della Sera”

 

SILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO SILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO

Chissà se finirà come hanno auspicato sempre i suoi avvocati, come continua a sperare il fedelissimo Niccolò Ghedini: con un bell' accordo, definitivo, accolto da tutti e due per «il bene e la serenità della famiglia», senza più liti, ricorsi, rabbia, sconfitta dell'uno e vittoria dell' altra, o di entrambi quando a decidere è un tribunale.

 

Dopo 37 anni di amore, gelosie, tradimenti e alla fine guerra drammatica, quella che portò Veronica, la moglie silenziosa, a sfogarsi in una durissima lettera in cui lo accusava di «frequentare le minorenni», in cui evocava «figure di vergini che si offrono al drago» annunciando - era il 2009 - la fine del suo matrimonio, forse è arrivato il momento di chiudere le ostilità e arrivare a un compromesso.

 

VERONICA LARIO CON MARINELLA LA SEGRETARIA DI BERLUSCONI IN VACANZA DA REPUBBLICA VERONICA LARIO CON MARINELLA LA SEGRETARIA DI BERLUSCONI IN VACANZA DA REPUBBLICA

Raccontano che Silvio Berlusconi abbia accolto non certo con gioia ma nemmeno come un dramma la sentenza della Cassazione che rigetta il suo ricorso contro l'assegno di separazione da due milioni al mese, che continua a considerare comunque «una cifra fuori dal mondo, spropositata, assurda per chi è ben in grado di mantenere se stessa».

 

E non si è disperato perché, come gli hanno spiegato, da adesso da parte «debole» del conflitto lui potrebbe trasformarsi in quella forte. Grazie alla sentenza della Cassazione su Grilli-Lowenstein infatti, richiamata dall'Alta corte anche nel suo caso, a questo punto «è molto probabile - pensano ad Arcore - che l'assegno mensile divorzile da 1,4 milioni venga o eliminato o tagliato drasticamente».

 

BERLUSCONI-VERONICABERLUSCONI-VERONICA

Insomma, Veronica potrebbe dover rinunciare a tutto il suo appannaggio, per sempre, e Berlusconi prendersi la sua rivincita. Ma finirà così? Perché comunque giocarsela è un rischio. Nessuno sa cosa decideranno davvero i giudici della Corte d'appello di Milano. Che certamente non disdegnerebbero, in una causa di tale portata mediatica, di chiudere tutto benedicendo un accordo tra ex coniugi più volte tentato ma altrettante fallito. Troppo lontane erano le richieste dell'una e l'offerta dell'altro per chiudere un contenzioso - e un lunghissimo pezzo di vita in comune - che si trascina ormai da sette anni.

 

Silvio BErlusconi e Veronica LArio Divorzio Vignetta Benny da Libero Silvio BErlusconi e Veronica LArio Divorzio Vignetta Benny da Libero

Ma magari oggi è il momento giusto. Un po' perché, in posizione di (presunta) debolezza Veronica potrebbe decidere di accettare una proposta che le assicurerebbe in una sola tranche un ammontare cospicuo di ricchezza, un po' perché sulla cifra su cui eventualmente si raggiungesse un accordo, a differenza dell' assegno mensile, il ricevente non paga l' Irpef.

 

E perché magari lo stesso Berlusconi potrebbe essere sollevato nel chiudere l'ennesima storia che lo vede protagonista - stavolta solo in sede civile - nelle aule di giustizia. D' altronde, raccontano, i rapporti tra i due nel tempo si sono fatti meno tesi, tanto da culminare in un incontro riservato, perfino affettuoso, in occasione degli 80 anni del leader azzurro. E se si riavvicinano loro, dopo tanta ostile lontananza, perché non dovrebbero farlo i rispettivi avvocati?

 

3 - LE MIE AZIENDE SONO IN ROSSO

Veronica Lario BerlusconiVeronica Lario Berlusconi

Brunella Giovara per “la Repubblica”

 

Colpito in pieno portafoglio, Silvio Berlusconi ha reagito da par suo alla tegola appena cadutagli sulla testa: «Ancora una volta le leggi e le sentenze in Italia si applicano ad personam, trattandosi di me contra personam», e sempre più imbufalito ha detto, a chi ha osato avvicinarlo nella sua furia, che «come è avvenuto con la Severino, applicata in Italia solo contro il sottoscritto, anche la sentenza della Cassazione appena emessa sullo stile di vita, è stata disattesa dalla stessa Corte contro di me.

 

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Non vale guarda caso contro di me, costretto a mantenerla ancora in base allo stile di vita. E poi: parlano di stile di vita, ma quello era lo stile di vita che forse avevo dieci anni fa». Quindi, la lamentatio: «Io adesso sono in perdita con le mie aziende, non ne tengono conto: a nessun imprenditore - anche in floride condizioni - chiederebbero quelle cifre lì».

 

Berlusconi ha ancora una speranza, piccola piccola. Magari la sentenza potrebbe essere riequilibrata, come gli ha spiegato ad Arcore l'avvocato Niccolò Ghedini, proprio alla luce del principio recente adottato dalla Corte. Ma sullo sconto Berlusconi resta scettico: «Ci credo ormai poco, per come vanno le cose quando si tratta di me, non mi aspetto più nulla di buono». E Veronica? Per lei una vittoria squillante, che forse ripaga, oltre alle sue casse, certamente l'orgoglio.

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Lunghi anni di battaglia legale. Dieci. Ma molto prima che gli italiani imparassero cosa voleva dire "olgettina", ci fu una serata in cui forse tutto era già chiaro, nella testa di Veronica Lario. Riapertura della Scala, 7 dicembre 2004, l'allora premier e Cavaliere aveva assistito all' opera con la moglie nel palco reale, e lì, nell' intervallo, si conversava con gli ospiti: autorità, il presidente della Confederazione Elvetica, i primi ministri di Albania e di Croazia. C'era anche l' ambasciatore americano, e Berlusconi si sforzò di imbastire una conversazione.

 

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Non gli uscì che un «It' s a wonderful night», ripetuto a pappagallo tra molti sguardi imbarazzati, e il più imbarazzato era quello di Veronica, in nero e parure di rubini. Già allora sembrava, pure bellissima e nel trionfo di una serata come quella, una donna infelice. Ma allora si sapeva poco o niente, di come andassero le cose tra i due.

 

E quello sguardo restò lì, appeso al niente. Tutto fu chiaro, e pubblico, tre anni dopo, quando Repubblica pubblicò - il 31 gennaio del 2007 - una sua lettera dolente, «scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: "... se non fossi già sposato la sposerei subito", "con te andrei ovunque" » .

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Si sentiva offesa, e a ragione. L'offesa volgare era in televisione, in diretta, davanti a molti ospiti. Un ceffone. Perciò Berlusconi cercò disperatamente una soluzione. Pubbliche scuse, e pochi mesi dopo i due ricomparvero mano nella mano nella villa in Costa Smeralda, e a Portofino. Uniti come non mai, e molti sperarono che, come si dice in famiglia, lui avesse messo la testa a posto. Invece no. Semplicemente, lei annunciò a Repubblica di aver chiesto il divorzio. «Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale», e aveva anche spiegato il perché: «Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni».

Silvio Berlusconi e Veronica LarioSilvio Berlusconi e Veronica Lario

 

Era stata la prima palata di terra nella fossa, quella frase. La seconda era per le ragazze che ballavano intorno a suo marito, in senso figurato e non. «Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica». Una si chiamava Noemi Letizia. Definì Berlusconi "papi", disse «lui lavora molto e non sempre può venire a Napoli». Poi arrivò il resto, le «serate eleganti », molte ragazze, e le famose "olgettine", e quella corte attorno «all' imperatore», così lo definì Veronica Lario. Non più Berlusconi, solo Lario.

 

4 - MA PER IL DIVORZIO LA PARTITA E’ APERTA

Daniela Missaglia per “il Giornale”

veronica lario b berlusconi Genteveronica lario b berlusconi Gente

 

È caos giurisprudenziale? Non esattamente. La sentenza con cui la Corte di Cassazione conferma l' importo abnorme sotto ogni profilo di due milioni di euro al mese, dovuto da Silvio Berlusconi a Veronica Lario, potrebbe creare un senso di disorientamento.

 

È inevitabile domandarsi come questa sentenza della Suprema Corte possa raccordarsi con la sua precedente pronuncia del 10 maggio che è stata propagandata come una vera e propria rivoluzione nel diritto di famiglia, terrorizzando stuoli di ex mogli e rinvigorendo le speranze di mariti stanchi di pagare loro un assegno di mantenimento mensile.

 

VERONICA LARIOVERONICA LARIO

Già nel mio articolo a commento dell'11 maggio avevo invitato i lettori ad usare cautela nell' impattare la portata innovativa di quella sentenza, specificando come i precedenti giurisprudenziali, in Italia, non siano vincolanti e come essa riguardasse esclusivamente l'ambito divorzile. Da quanto riportano i media, la sentenza di ieri riguarderebbe il procedimento di separazione giudiziale fra Silvio Berlusconi e Veronica Lario. Rimane, dunque, aperto il fronte del divorzio, tuttora in corso.

 

veronica larioveronica lario

Se così fosse, non ci resta che aspettare di vedere se in quella sede i Giudici si adegueranno alle linee guida della sentenza n. 11504 del 10 maggio 2017 ed affronteranno il problema dell'assegno di Veronica Lario secondo il nuovo orientamento. Teniamo quindi distinti i due piani della separazione e del divorzio e cerchiamo di assimilare un non facile concetto: nella separazione l'assegno di mantenimento continua ad assolvere ad una funzione di solidarietà coniugale con riferimento al criterio del tenore di vita matrimoniale.

 

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Secondo gli Ermellini, il Cavaliere rimane obbligato a versare il corposo assegno perché è «uno degli uomini più ricchi del mondo». Ma la partita tra i coniugi più famosi d'Italia non è ancora finita. Lancia in resta, la battaglia proseguirà in sede divorzile e lì non escludo sorprese, se è vero come è vero che oggi l'indipendenza economica di Veronica Lario potrebbe essere rivista sotto una nuova luce.

 

Infatti il nuovo concetto di auto-responsabilità economica dei coniugi diventa, nel divorzio, il nuovo faro che orienterà le future decisioni. Pericolo scampato, dunque, per quegli uomini che hanno temuto il repentino dietro-front della Cassazione. Per le ex mogli, invece, permane lo stato d' allerta e l' incertezza su un futuro di cui solo i Tribunali potranno svelarci il finale.

 

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