cristo piange torino

MIRACOLO A TORINO? – UNA STATUA DI CRISTO È STATA VISTA PIANGERE IN UN PARCO DELLA CITTA' (LE LACRIME SONO PER I GUAI DELLA JUVENTUS?) – NELLO STESSO POSTO, TRA TOSSICI E PROSTITUTE, SI DICE CHE LA MADONNA SIA APPARSA PER SETTE ANNI E IN MOLTI VANNO LI' A CHIEDERE UN MIRACOLO - UN TESTIMONE: “DI NOTTE CON GLI AMICI C'ERA UNA GRANDE LUCE CHE È RIMASTA SOSPESA PER UN PO'. ERA LA MADONNA” (NON E' CHE AVEVA ALZATO TROPPO IL GOMITO?) - ORA LA CURIA HA CHIESTO LA STATUA PER FARE DELLE INDAGINI... - VIDEO! 

 

Lodovico Poletto per “la Stampa”

 

statua cristo vicino torino 3

Ha pianto quattro volte la statua del Cristo. E il signor Enzo fa vedere i filmati.

«L'ultima stamattina, proprio mentre la portavamo via. Mentre andavamo a consegnarla alla Curia, come ci hanno chiesto di fare». Lacrime chiare, non di sangue come altre Madonne in giro per il Paese. «Lacrime vere, che sono un messaggio per tutti noi fedeli», asciugate con il fazzoletto già diventato reliquia.

 

La scena è stata ripresa con i telefonini. La prima volta era l'8 dicembre. Alla periferia di Torino, in un parco proprio alle spalle della casa di caccia dei Savoia, a Stupinigi, un gruppo di fedeli stava recitando il rosario di fronte alla statua della Madonna.

Lo fanno tutte le sere quelli dell'associazione Luce dell'aurora. Si ritrovano qui, in uno spiazzo che è diventato tempio e dove dicono che la Madonna sia apparsa per sette anni. Apparizioni mediate da un uomo che allora era giovane e lavorava alla Fiat. E adesso non si fa più vedere.

 

Lasciava - ricordano - messaggi di pace, di amore, di fratellanza. Nessun segreto sul futuro, nessuna rivelazione. Appariva accanto a una quercia, enorme. Ecco, attorno a quell'albero, nel tempo, quelli dell'associazione hanno sistemato statue e fiori. Hanno posato una decina di panchine per chi vuol restare lì a pregare e meditare. Poi hanno acquistato un pezzo di terreno e costruito una specie di tempio, dove c'era la statua del Cristo. Assi, teloni. Le mattonelle sulla terra.

 

statua cristo vicino torino

E una teca, dove chi viene lascia le invocazioni alla Madonna, le richieste d'aiuto. La foto di una bambina che non può più camminare. Quelle di un giovane che ha perso la vista. I foglietti scritti da gente semplice: «Per favore madonnina aiutami in questo periodo brutto per la morte di Boja». «Una preghiera per mia zia Linda che ha il cancro. Ti prego con tutto il cuore». La cassetta d'acciaio, ancorata con un lucchetto enorme, per raccogliere le offerte.

 

Non è mai diventato Lourdes, non ci sono mai stati miracoli. Ma la voce è corsa e i fedeli sono arrivati in questo posto che è periferia, accanto a una statale ipertrafficata. Comitive e singoli. Come Francesco, 54 anni, che alle tre del pomeriggio si aggira cercando il Cristo che piange. E racconta che lui era lì una notte con degli amici: «A un certo punto ho visto un bagliore enorme: e poi c'era come una grande luce che è rimasta sospesa per un po'. Era la Madonna. Non so cosa volesse dirmi, ma da allora sono affezionato a questo posto».

 

statua cristo che piange a torino

Come Pasquale, che la fede, racconta, l'ha trovata tardi: «Ero in un supermercato. Ho visto una ragazza con occhi bellissimi e mi sono messo a guardarla. Lei si è avvicinata e mi ha detto che Dio mi stava cercando. Poi è scomparsa». In tanti sono arrivati qui, in questo luogo che non ha nulla di aulico, e il tempio è una baracca tirata su con un po' di assi e riempita con qualche sedia e un tavolo che fa da altare. Fuori c'è un giardino con un'altalena. Tricicli per bambini. Un telo verde che copre la terra, i messaggi con le parole della Vergine affissi sulla bacheca.

 

«La Madonna va dove c'è gente che ha bisogno, dove c'è disagio. Porta la fede, ci chiede di migliorare», dice Giovanni, che a questo posto, e con grande umiltà, ha dedicato ogni giorno della sua vita negli ultimi 10 anni. Scusi, ma perché tutto questo è accaduto proprio qui? «Questo è un posto dove la notte accade di tutto, dove la gente viene a drogarsi, dove nei posteggi c'è mercimonio di sesso. La Vergine porta speranza».

 

«E le lacrime del Cristo sono un altro segnale». Ma poi ascolti le parole di chi va e chi viene. E c'è chi dice che forse tutto ciò che è accaduto è opera del diavolo. E Francesco annuisce: «Io qui ho anche visto il diavolo» e si fa il segno della croce: «Padre, figlio e Spirito Santo». Poi sono racconti di viaggi extracorporei. Disquisizioni sul male e sul bene: «Dio non ama i ricchi e i potenti. Raffaella Carrà, glielo dico io, quando è morta ha visto l'Inferno».

statua cristo vicino torino 1

 

Ma il Cristo che piange? La Curia su questo non parla. Ma si faranno esami tecnici sul liquido sgorgato, radiografie per scoprire se ci sono stati trucchi. Poi la commissione d'inchiesta diocesana si esprimerà sull'autenticità del fenomeno. L'ultima parola sarà comunque della Santa Sede (in particolare la Congregazione per la dottrina della fede). Forse ci saranno altri esami, oppure si attesterà il miracolo di Torino.

 

Di questo posto che non è Lourdes, ma dove - dicono - la Madonna sia apparsa tante volte. Di questo posto dove dall'altra parte della strada, l'agée Eleonora, per 20 euro, si concede per 10 minuti. E sforna battute blasfeme. L'apparizione della Madonna e le lacrime del Cristo non sono contemplate.

Tutto il resto sì.

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…