UNA VITA PER LA PATRIA – DA MISS ITALIA ALLA DIVISA: ECCO CHI ERA LA SERGENTE LAURA PROCACCI, VOLONTARIA DELLA CROCE ROSSA ITALIANA, MORTA NELL’INCIDENTE DELL’ELICOTTERO PRECIPITATO IN BOSNIA-ERZEGOVINA DURANTE LA MISSIONE EUFOR ALTHEA INSIEME AD ALTRI TRE MILITARI – NEL 2012, A 18 ANNI, AVEVA PARTECIPATO A MISS ITALIA ARRIVANDO IN FINALE. SI È POI LAUREATA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE, POI LA SCELTA DI STUDIARE MEDICINA ALLA SAPIENZA – DURANTE LA PANDEMIA AVEVA INIZIATO A FARE LA VOLONTARIA NELLA CROCE ROSSA. UN EX COLLEGA: “CON NOI HA CONDIVISO GLI ANNI PIÙ DURI, SEMPRE ATTENTA AI PAZIENTI SIA SOTTO IL PROFILO SANITARIO SIA UMANO…”
Estratto dell’articolo di Giuseppe Di Bisceglie per il “Corriere della Sera”
«Il suo desiderio era solo uno: servire la patria». Don Peppino Ruotolo, parroco di Montegrosso, in provincia di Andria, conosceva Laura Procacci da quando era bambina. Ne aveva seguito la crescita e conserva ancora l’ultimo messaggio ricevuto il 19 ottobre, giorno di santa Laura.
[…] Laura, 32 anni, sergente del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana, è una delle vittime nell’incidente dell’elicottero militare precipitato in Bosnia-Erzegovina durante la missione Eufor Althea, insieme ad altri tre militari.
Prima di tre figli, era cresciuta a Montegrosso, piccolo borgo alle porte di Andria, dove la famiglia aveva vissuto prima di trasferirsi a Canosa. «Questa notizia mi ha distrutto e lasciato tanto dolore», dice don Peppino. «Voglio che venga ricordata per la sua generosità, per il suo sorriso», dice il sacerdote.
[…] Nel 2012, a 18 anni, Laura aveva partecipato a Miss Italia arrivando in finale. Era all’ultimo anno del liceo classico e sognava di diventare magistrato. La sua vita ha poi preso un’altra strada: prima la laurea in Scienze infermieristiche, poi la scelta di studiare Medicina alla Sapienza di Roma. Si sarebbe laureata a breve.
Durante la pandemia aveva iniziato a fare la volontaria nella Misericordia di Canosa, rimanendovi per tre anni. «Con noi ha condiviso gli anni più duri, quelli del Covid, sempre attenta ai pazienti sia sotto il profilo sanitario sia umano» ricorda Lorenzo, volontario come lei.
A Canosa il suo impegno non era passato inosservato, tanto da ricevere il premio Dea Ebe per il legame con la famiglia, la bandiera, l’amicizia e la fedeltà. [...]





