TRUMP, IL GUARDASPALLE DI PUTIN – WASHINGTON HA AVVERTITO MOSCA SU UN POSSIBILE “ATTACCO TERRORISTICO CON UN ELEVATO NUMERO DI VITTIME AL MUSEO TSARITSYNO DI MOSCA”, LA RESIDENZA ESTIVA DELLA ZARINA CATERINA II – A DARE L’ALLARME È STATA L’FBI ATTRAVERSO “I CONSUETI CANALI DI COOPERAZIONE” – AD ATLANTA SI SONO CONCLUSI I COLLOQUI DEI MINISTRI DEGLI ESTERI DEL G20, SENZA PASSI AVANTI: LA RUSSIA, TORNATA AL TAVOLO SU INVITO DI TRUMP, È IRREMOVIBILE SULLE CONCESSIONI TERRITORIALE PER FERMARE LA GUERRA IN UCRAINA – POSSIBILE INCONTRO TRA XI, “THE DONALD” E “MAD VLAD” A SHENZHEN A METÀ NOVEMBRE...
Estratto dell’articolo di Anna Lombardi per “la Repubblica”
murale vladimir putin donald trump
La soffiata di Washington a Mosca: «Possibile attacco terroristico al Tsaritsyno» — la residenza estiva della zarina Caterina II, trasformata in museo imperiale — «con un elevato numero di vittime». A dare l’allarme è stata l’Fbi attraverso «i consueti canali di cooperazione», come conferma l’ambasciata Usa a Mosca: «Ci stiamo coordinando».
Il possibile attentato, la cui natura non è stata chiarita, sarebbe dovuto avvenire il 31 ottobre. Proprio mentre ad Atlanta si concludevano i colloqui dei ministri degli Esteri del G20, senza però raggiungere alcun consenso su diverse questioni: soprattutto perché Mosca, tornata al tavolo su invito di Donald Trump, è irremovibile su Ucraina e possibile adesione della Polonia.
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La speranza è che le divergenze saranno superate al G20 di Miami a dicembre. Meeting cui, contrariamente a quanto annunciato, non parteciperà Vladimir Putin: lo ha detto Rubio, sottolineando di aver parlato con l’omologo Serghei Lavrov sulla possibilità di un incontro fra il presidente russo e l’americano all’Apec – Forum di Cooperazione Economica Asia-Pacifico – di metà novembre a Shenzhen, in Cina.
Mentre gli americani collaborano sempre più con i russi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attira l’attenzione sui forti ritardi nella consegna dei 500 sistemi antimissile Patriot approvati sì dal Dipartimento di Stato americano, ma recapitabili solo fra qualche anno: «Servono ora, in vista dell’arrivo dell’inverno».
vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse
Annuncia pure il rientro dei compatrioti provenienti da Oleshky, augurandosi che «l'accesso rimanga aperto». Ma Mosca ribatte accusando gli ucraini di aver violato la tregua a un giorno dalla scadenza, oggi, colpendo un'auto civile con un drone. Kiev nega: «Vogliono screditarci».

