A CHI IL WIFI? A NOI! – AL SENATO LA PASSWORD DEL WIFI PER UNA RIUNIONE CONGIUNTA DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI DIVENTA “UFSSDUXV8SXMN”, CHE CONTIENE LA PAROLA “DUX” - UN OPERATORE CHE SI È ACCORTO DEL RIFERIMENTO MUSSOLINIANO RACCONTA DI ESSERSI RIVOLTO A UN’ADDETTA DI PALAZZO MADAMA, CHE HA RISPOSTO: “OGNI TANTO CI DIVERTIAMO ANCHE A SCRIVERE URSS” – UNA CASUALITÀ O UN ATTACCO DI “NOSTALGIA”? SECONDO L’IA, LA PROBABILITÀ CHE LA PAROLA “DUX” COMPAIA IN UNA SEQUENZA ALFANUMERICA DEL GENERE SONO UNA SU 21MILA, CIOÈ LO 0,0046%...
Estratto dell’articolo di Lorenzo De Cicco per “La Repubblica”
password del wifi con la parola dux al senato
Nel Senato della Repubblica, la password del wifi per un giorno diventa “dux”. […] Il cartello è stato appeso ieri mattina a Palazzo Madama, per una riunione congiunta delle commissioni parlamentari a tema ambiente, con il commissario dell’Unione europea per il clima, l’olandese Wopke Hoekstra.
Logo della Camera alta del Parlamento, data, «31 marzo 2026», credenziali ufficiali della «Rete Wi-Fi Senato Wireless». La password, come accade di norma, è un codice alfanumerico, cioè una sequenza che mischia lettere dell’alfabeto latino e numeri arabi. Solo che stavolta, la combinazione appare più nostalgica che accidentale. La password è così: «UFSsDuxV8SXmn».
Dunque proprio al centro, si legge «Dux» (a voler essere molto sospettosi, forse maliziosi, segnala uno dei presenti all’audizione, si potrebbe scorgere anche la scritta “Ss” e “Xm”, la sigla della Decima mas cara a Vannacci). Dux però c’è, inequivocabile.
Una casualità? Secondo l’intelligenza artificiale, le probabilità che la parola “Dux” compaia in una sequenza alfanumerica del genere sono una su 21mila, cioè lo 0,0046%. Un operatore che si è accorto del riferimento mussoliniano racconta di essersi rivolto a un’addetta del Senato, ricevendo una risposta divertita, come fosse un tranello da ragazzi appena sgamato: «In realtà - la replica - ogni tanto ci divertiamo anche a scrivere Urss».
AULA DI PALAZZO MADAMA - SENATO
Come dire: evocazioni dittatoriali, sì, ma doverosamente bipartisan. Chissà che avrebbe pensato la senatrice Liliana Segre, se si fosse imbattuta nell’insegna.
[…] Nel programma della visita di Hoekstra, tra gli accompagnatori ufficiali nel Senato è segnato unicamente un parlamentare: «Luca De Carli», verosimilmente Luca De Carlo di Fratelli d’Italia, presidente della commissione Agricoltura di Palazzo Madama. Il quale non ha potere di dettare le password. E infatti nel suo intervento sosteneva: «Meno ideologia, più pragmatismo». Dev’essersi scordato di riferirlo agli informatici.