giorgia meloni matteo salvini elly schlein luca zaia

DAGOREPORT - C’È UN ENORME NON DETTO INTORNO ALLE REGIONALI IN VENETO E CAMPANIA, E RIGUARDA LE AMBIZIONI DI ZAIA E DE LUCA DI...RIPRENDERSI LA GUIDA DELLE RISPETTIVE REGIONI! - NULLA VIETA AL “DOGE” E ALLO SCERIFFO DI SALERNO DI RICANDIDARSI, DOPO AVER “SALTATO” UN GIRO (GLI ERA VIETATO IL TERZO MANDATO CONSECUTIVO) – IN CAMPANIA PER DE LUCA SAREBBE UN GIOCO DA RAGAZZI: GLI BASTEREBBERO 5-6 CONSIGLIERI FEDELISSIMI PER TENERE PER LE PALLE FICO E POI FARLO CADERE PER RICANDIDARSI. IDEM PER IL "DOGE", CHE PERO' NON AVRA' DALLA SUA UNA LISTA DI "SUOI" CANDIDATI - A CONTARE SARANNO I VOTI RACCOLTI DAI SINGOLI PARTITI NECESSARI A "PESARSI" IN VISTA DELLE POLITICHE 2027: SE FRATELLI D’ITALIA SUPERASSE LA LEGA IN VENETO, CHE FINE FAREBBE SALVINI? E SE IN CAMPANIA, FORZA ITALIA OTTENESSE UN RISULTATO MIGLIORE DI QUELLO DI LEGA E FRATELLI D'ITALIA, COME CAMBIEREBBERO GLI EQUILIBRI ALL'INTERNO DELLA COALIZIONE DI MAGGIORANZA?

 

 

DAGOREPORT

LUCA ZAIA - ALBERTO STEFANI

In Veneto, la vittoria del leghista Alberto Stefani è certa: viene dato dalle rilevazioni tra il 57 e il 60 per cento.

 

Il 57 sarebbe un pessimo risultato a confronto a quello delle precedenti regionali del 2021, quando la sola lista Zaia, insieme a quella della Lega, superarono abbondantemente il 60%.

 

La civica del “Doge” ottenne quasi un milione di voti, e il 44,57% dei consensi, il Carroccio 347mila e quasi il 17%.

 

In Veneto, come in Campania, il vero problema non sarà la vittoria, ma il “peso” dei singoli partiti della maggioranza per un riequilibrio di poteri: gli ultimi dati rilevano un testa a testa fra FdI e Lega.

 

EDMONDO CIRIELLI - GIORGIA MELONI

In Campania, il distacco di Fico da Cirielli, impegnato a promettere condoni in modalità Achille Lauro, è calato da 10 a 7 punti.

 

Ma, rispetto al Veneto, circola una costante fibrillazione (eufemismo) tra gli esponenti del centrosinistra: i rapporti personali sono pessimi tra Mastella e De Luca, tra Manfredi e De Luca, tra Fico e De Luca (che mira all’assessorato alla Sanità, gallina dalle uova d’oro delle Regioni, visto che si pappa il 90% del bilancio e Napoli ha l’Asl più grande d’Europa).

 

Impazzano inoltre sussurri e grida che aggiungono benzina sul fuoco nel "Campo largo".

 

In Campania la coalizione che vince le elezioni regionali incassa 30 consiglieri, chi perde ne ottiene 20. Per la maggioranza occorrono 26 consiglieri. 

 

elly schlein vincenzo de luca

L’obiettivo di De Luca è far eleggere 5-6 fedelissimi, non solo per essere sempre determinante in Consiglio, ma soprattutto per...mandare a casa Fico (tra massimo un anno), e ricandidarsi!

 

Al momento è un fanta-scenario, visti i baci e gli abbracci del pre-voto. Ma una volta passata 'a nuttata, ognuno farà i suoi calcoli.

 

Eletto governatore Roberto Fico, si aprirà una nuova consiliatura e dunque si azzera il calcolo sul groppone di De Luca: per lui, la regola del terzo mandato consecutivo non varrebbe più.

 

Ad oggi lo Sceriffo di Salerno ha la lista “A Testa Alta” che eleggerà almeno due consiglieri, e poi ha altri due candidati nella lista del PD, fedelissimi suoi, che il figlio segretario regionale dem, ha infilato in lista. 

 

vincenzo de luca e luca zaia

Stesso discorso potrebbe valere per Luca Zaia, che in questio giorni è incazzato come una biscia con il suo segretario, Matteo Salvini, che ha ventilato l'ipotesi di una candidatura del "Doge" alle suppletive per il seggio in Parlamento che lascerà vacante Alberto Stefani.

 

La mossa di Salvini è stata vissuta da Zaia come una delegittimazione vòlta, nell'immediato, a togliergli qualche preferenza e, nel lungo periodo, a depotenziarlo, relegandolo al ruolo di semplice parlamentare. 

 

È vero che il "Doge", che non ha potuto presentare una sua lista, non avrà un suo "esercito" di fedelissimi, ma chi oserà sfidarlo, se mettesse in discussione la leadership di Alberto Stefani, facesse cadere la sua giunta e poi trascinasse il Veneto al voto, ricandidandosi come governatore?

 

roberto fico sull autobus

Al Nazareno, Elly e compagni aspettano il risultato campano come se fosse il giorno del giudizio: in caso di sconfitta, la segretaria col naso ad apriscatole sarà costretta a dimettersi e a tornare a Bologna con la bandiera arcobaleno al collo. 

 

Anche la Statista della Sgarbatella rischia di pagare un prezzo politico importante, se in Campania vincesse il Fico secco di Conte. 

 

E' stata lei a scegliere Edmondo Cirielli, vice ministro alla Farnesina detestato da Tajani. 

 

E' stata lei a imporgli la candidatura, visto che che Cirielli non aveva nessuna voglia di scendere in campo e mettere la faccia su una probabile sconfitta. Lo ha persuaso e calato dall'alto, in barba a Forza Italia che sperava di candidare Fulvio Martusciello. Il "merito" di Cirielli, agli occhi della Meloni, è di essere di Salerno: una provenienza utile a portare via voti a De Luca nel suo fortino e far prevalere Fratelli d’Italia su Forza Italia.

 

E allora Cirielli, fattosi il segno della croce, ha accettato la pugna ma ha preteso che la sora Giorgia, in modalità "tuppe tuppe Marescia'", fosse al suo fianco al comizio di Napoli per dargli una "benedizione". Della serie: se perdiamo, perdiamo insieme. 

 

DE LUCA, SU CONDONO E PENSIONI A DESTRA 'CIUCCI E CIALTRONI'

(ANSA) - SALERNO, 17 NOV - Degli "sciagurati", dei "ciucci" e dei "cialtroni", degli "irresponsabili", che "si inventano il condono a sette giorni" dal voto e che non sanno che "i fondi sociali europei non si possono utilizzare per le politiche di sostegno al reddito". Così il presidente della Campania Vincenzo De Luca, dopo due giorni di silenzio, risponde alle due proposte lanciate in campagna elettorale dal centrodestra.

giorgia meloni saltella al comizio di napoli con maurizio lupi e antonio tajani

 

Due anni fa, ha detto il governatore a proposito della sanatoria, la Campania fece una proposta al Parlamento per gli "80mila alloggi abusivi che non si possono realisticamente demolire". "Quello che non è sanabile - dice De Luca - non deve essere sanabile: chi è già proprietario di un alloggio e fa l'abuso non deve essere sanato. Gli alloggi costruiti dalla camorra non possono essere condonati. Chi ha realizzato immobili abusivi sui greti dei fiumi non può avere nessun condono".

 

Ma per "chi ha fatto un abuso nelle aree interne dove non c'è nessuna violazione di norme di civiltà e di legalità", sono necessari "dei piani di zona come comuni" vanno "regolarizzate le situazioni", va fatta "pagare la sanzione a chi ha fatto l'abuso". Ed era questa la proposta della Regione. "Una proposta realistica - attacca - ma il governo nazionale se n'è infischiato, non ha detto niente".

 

Quanto alle pensioni, "un'altra palla è che le vogliono aumentare con i fondi europei. Sono dei ciucci - sottolinea De Luca - I fondi sociali europei non si possono utilizzare per le politiche di sostegno al reddito, lo devono fare gli Stati. Noi raddoppiammo le pensioni al minimo nel 2020, ma utilizzando i fondi di coesione per due mesi e non parlando delle pensioni, ma parlando del livello di povertà della popolazione più fragile". Dunque, conclude, "parlano a capocchia, ma solo per fare demagogia e cercare di strappare qualche voto".

 

 

DAGOREPORT – VENETO DI PASSIONI PER IL CENTRODESTRA: LA VITTORIA DI ALBERTO STEFANI È SCONTATA, MA A CONTARE DAVVERO SARANNO I NUMERI! SECONDO IL SONDAGGIO DI PAGNONCELLI, IL GIOVANE LEGHISTA CON CIUFFO GIAMBRUNESCO È AL 62,8%, CONTRO UN MISERO 26,9% DEL CANDIDATO DI SINISTRA, GIOVANNI MANILDO. UN OTTIMO RISULTATO, MA SOLO SE NON SI RICORDA COSA AVVENNE CINQUE ANNI FA: ZAIA VINSE CON IL 76,79% DEI VOTI, E BASTÒ LA SUA LISTA, INSIEME A QUELLA DELLA LEGA, PER OTTENERE IL 61,5%. OGGI CI VUOLE TUTTO IL CENTRODESTRA UNITO PER RAGGIUNGERE LA STESSA CIFRA – LO SPETTRO DEL SORPASSO DI FDI SUL CARROCCIO: SE LE TRUPPE MELONIANE OTTENESSERO PIÙ VOTI, CHE FINE FAREBBE LA GIÀ FRAGILE LEADERSHIP DI SALVINI?

il post di gennaro sangiuliano sulla barca di roberto fico - il gozzo di cittadinanza

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-veneto-passioni-per-centrodestra-vittoria-alberto-stefani-e-453018

GIORGIA MELONI SALTELLA AL COMIZIO DI NAPOLI

LUCA ZAIA E ALBERTO STEFANIALBERTO STEFANI E LUCA ZAIA

VINCENZO DE LUCA ROBERTO FICOROBERTO FICO VINCENZO DE LUCA VINCENZO DE LUCA ROBERTO FICOgiorgia meloni saltella al comizio di napoli con antonio tajani giorgia meloni saltella al comizio di napoli con maurizio lupi e antonio tajani giorgia meloni antonio tajani foto lapresse

GIORGIA MELONI - COMIZIO DI NAPOLI

luca zaia alla fiera del folpo di noventa padovana

LUCA ZAIA E ALBERTO STEFANI

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…