articolo di naiz.eus su dagospia

"DAGOSPIA, IL SITO PIU' TEMUTO" – IL QUOTIDIANO DEI PAESI BASCHI “NAIZ.EUS” INCORONA QUESTO DISGRAZIATO SITO: “C’È CHI LEGGE DAGOSPIA E CHI MENTE. LO FANNO TUTTI: GENTE COMUNE E FAMOSI, POLITICI E LAVORATORI, INTELLETTUALI E SPORTIVI. PERCHÉ DAGOSPIA È PER MOLTI IL MIGLIOR MEZZO DI INFORMAZIONE CHE ESISTA OGGI IN ITALIA” – “HA SAPUTO ANTICIPARE NOTIZIE IMPORTANTISSIME ED ESSERE UNO SPECCHIO NEL QUALE I POTENTI DI OGNI TIPO HANNO DOVUTO GUARDARSI. FU DAGOSPIA A COGLIERE PAPA FRANCESCO MENTRE PARLAVA DI “FROCIAGGINE” E AD ANTICIPARE LO SCANDALO DEL MINISTRO DELLA CULTURA GENNARO SANGIULIANO CON LA SUA AMANTE MARIA ROSARIA BOCCIA, ASSICURANDOLE UN POSTO NEL SUO STESSO MINISTERO. LA PAGINA WEB ERA NATA COME UN GIOCO, ORA E' CAPACE DI CONDIZIONARE I GOVERNI. LA SUE RAGIONE RESTA IN FONDO LA STESSA: INFORMARE DEMISTIFICANDO L’INFORMAZIONE, E TRASFORMARCI TUTTI IN SPETTATORI PARTECIPI..."

Traduzione dell’articolo di Alessandro Ruta per https://www.naiz.eus/es/info/noticia/20250609/dagospia-los-25-anos-del-medio-italiano-mas-temido - 9 Giugno 2025

 

ARTICOLO DI NAIZ.EUS SU DAGOSPIA

Compie un quarto di secolo una pagina web nata quasi come un gioco e che ora è capace di condizionare governi. Politicamente scorretta, molto sfacciata, è frutto della mente del suo fondatore, un personaggio diventato una sorta di guru del pettegolezzo: Roberto D'Agostino.

 

C’è chi legge Dagospia e chi mente. Lo fanno tutti: gente comune e famosi, politici e lavoratori, intellettuali e sportivi. Perché Dagospia è per molti il miglior mezzo di informazione che esista oggi in Italia, e lo scorso 22 maggio ha compiuto 25 anni, celebrandoli sotto tono, come si addice a una pagina web che ha fatto del pettegolezzo e del gossip la sua ragion d’essere. Vale a dire, in modo discreto, pur essendo diventata un punto di riferimento quando si tratta di dare le notizie prima dei media tradizionali e istituzionali. […]

 

D’Agostino sfruttò la grande bolla dell’epoca, Internet, creando da zero una pagina web che all’inizio non sembrava altro che un blog. Come nome unì il titolo della sua rubrica e il suo soprannome: Dago + Spia. Lì, senza alcun tipo di controllo, e mantenendo le sue precedenti fonti, iniziò la sua avventura che continua ancora oggi.

ROBERTO DAGOSTINO AGLI ESORDI

 

I pettegolezzi arrivavano, D’Agostino prendeva nota e li trasformava in notizie. […] E le informazioni arrivavano da fonti sicure e potentissime: una delle più clamorose fu Francesco Cossiga, della Democrazia Cristiana, ex presidente della Repubblica, che invece di mordersi la lingua, quando era ormai fuori dal Parlamento (ma non dal Potere) telefonava a D’Agostino. Che naturalmente non scriveva chi gli avesse passato le informazioni, limitandosi a volte a lasciare cadere il jolly del «Sarà così? Chissà».[…]

 

Redazione di Dagospia - Messa di ringraziamento

Il vero segreto del successo di questo sito fu tuttavia cambiare il linguaggio giornalistico e comunicativo. […] Utilizzando giochi di parole o persino espressioni di strada per dare la stessa notizia con un linguaggio più comprensibile, a volte crudo, a volte utile a funzionare in modalità pettegolezzo.

 

IL ‘CAFONAL’

Nessuno poteva sfuggire a questa trasformazione, a questo tentativo di sgonfiare il lato serio del Potere. I politici o i grandi imprenditori non avevano più il loro nome ma un soprannome: così, per esempio, Berlusconi era ‘Il Banana’, Mario Monti ‘Rigor Montis’ e Sergio Mattarella ‘La mummia sicula’. Un giornale tradizionale non avrebbe potuto ovviamente inserire in un titolo di prima pagina simili espressioni per due primi ministri o un capo di Stato, ma Dagospia sì.

 

DAGO - ARTWORK SU UNA FOTO DI CLAUDIO PORCARELLI

Poteva anche inventare parole come ‘Cafonal’, il primo punto di svolta che trasformò questa pagina web in un luogo imprescindibile: una versione moderna dei paparazzi, reportage assurdi con foto d’impatto delle feste o dei grandi eventi in cui famosi o aspiranti tali si ritrovano soprattutto per farsi vedere.

 

‘Cafone’ in italiano significa ‘rozzo’, e vedere questi eredi del film ‘Mutande pazze’ contendersi pezzi di pizza o politici assaltare il buffet di un ristorante dopo la presentazione di un libro è davvero un ritratto perfetto della società italiana, dove peraltro queste sono anche occasioni di incontro per affari privati. […]

 

A volte il ‘Cafonal’ può essere anche istituzionale, prendendo in giro incontri ufficiali internazionali commentati, ovviamente, «alla Dago», con un cinismo evidente e molto diretto, si potrebbe dire «molto romano». Perché un aspetto molto importante per capire tutto è l’idiosincrasia di Roma, questa città in cui si incrociano diversi mondi e opportunità, dove è importante avere i contatti giusti per sopravvivere, e che è capace di espellerti se non ne accetti le abitudini.

 

DAGOSPIA BASTIONE DELL’OPPOSIZIONE?

DAGO NEL 1985

Con gli anni questo «disgraziato sito», secondo la definizione del suo fondatore, che definisce anche il suo prodotto «né più né meno che un servizio di portineria», è diventata qualcosa di temuto. Dagospia ha saputo anticipare notizie importantissime ed essere uno specchio nel quale i potenti di ogni tipo hanno dovuto guardarsi.

 

Così, fu Dagospia a cogliere Papa Francesco mentre parlava di «frociaggine in Vaticano», e fu Dagospia ad anticipare lo scandalo del ministro della Cultura del governo di Giorgia Meloni, Gennaro Sangiuliano, colto in flagrante con la sua amante Maria Rosaria Boccia, assicurandole un posto nel suo stesso ministero.

 

«Non permetterò che Dagospia abbia influenza nel mio governo», dichiarò pubblicamente la stessa Giorgia Meloni in una conferenza stampa, dando in qualche modo legittimità a questa pagina web. […]

le storie instagram di maria rosaria boccia contro dagospia 2

 

Giorgia Meloni in Dagospia è allo stesso tempo ‘La Ducetta’, ‘la statista della Garbatella’ o ‘Sora Giorgia’. E il suo governo, il ‘Governo Ducioni’, sottolineando la tendenza all’estrema destra. Matteo Salvini, invece di ‘Capitano’, è ‘Capitone’.

 

Roberto D’Agostino porta ora una lunga barba bianca da guru, si veste in modo piuttosto strano, ha tatuaggi da cima a fondo e, pur essendo considerato una sorta di «capo dell’opposizione» al governo, è sempre stato duro anche con il campo della sinistra, accusando a volte il Partito Democratico di scarsa combattività.

 

[…] Milioni di clic, un po’ di clickbait a volte con foto di nudi, ma la ragione di questa pagina web resta in fondo la stessa: informare demistificando l’informazione, e trasformarci tutti in spettatori partecipi.

ROBERTO DAGOSTINO - GIANNI STATERAanna beatrice federici roberto dagostinoroberto dagostinoDago - Messa di ringraziamentoDAGO - ARTWORK SU UNA FOTO DI CLAUDIO PORCARELLIdago e anna alla messa di intronizzazione di papa leone xiv DAGO CON LA REDAZIONE DI DAGOSPIA (LUCA DAMMANDO, ASCANIO MOCCIA, FRANCESCO PERSILI, ALESSANDRO BERRETTONI, RICCARDO PANZETTA, GREGORIO MANNI, FEDERICA MACAGNONE) dago su chi. ROBERTO DAGOSTINO CON LA MOGLIE ANNA FEDERICI E IL FIGLIO ROCCO intervista a dago per i 25 anni di dagospia - valerio cappelli per il corriere della seradago

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…