dormire sonno sogni sogno

SIAMO FATTI DELLA STESSA SOSTANZA DI CUI SONO FATTI I SOGNI? SPERIAMO DI NO! FATTI, CURIOSITÀ, STORIE E DATI SULLA NOTTE, NELLA DECIMA (E ULTIMA) PUNTATA DI “RADIO 2 PUZZLE” – I SOGNI CATTIVI ANTICAMENTE AVEVANO  LA FORMA DI UN DEMONE MASCHILE, CHIAMATO "INCUBUS", CHE SI SEDEVA SUL PETTO SOFFOCANDOCI (COME IL CINGHIALE DELLA PUBBLICITÀ) – I COMPORTAMENTI DA EVITARE PRIMA DI ANDARE A DORMIRE: LA LUCE BLU DEGLI SCHERMI, L’ATTIVITÀ FISICA INTENSA E…LITIGARE!

RADIO 2 - PUZZLE - DECIMA PUNTATA - NOTTE

 

Trascrizione di un estratto dell’ottava puntata di “Radio 2 Puzzle”, dedicata allo svago (INTEGRALE: https://www.raiplaysound.it/programmi/radio2puzzle)

(Le puntate precedenti: CaffèIgieneSpecchio - Casa - Città - Lavoro - Cucina -SvagoAmore)

 

Riccardo Panzetta: Oggi l'ultima tessera del puzzle, quella che chiude la nostra giornata tipo, non poteva che essere la notte.

RADIO 2 PUZZLE

 

Jodie Alivernini: La notte che è la cornice degli amori, del sonno, dei sogni, però come vedremo è anche il momento in cui si abbassano le difese, la mente molto spesso va a spasso, tornano a galla i pensieri, i dubbi, le paure, i problemi, le decisioni rimandate.

 

Riccardo Panzetta: Il buio amplifica tutto e nelle ore in cui dovremmo riposare magari restiamo svegli a rimuginare, ma la notte è anche trasgressione e divertimento.

 

Dormire

Jodie Alivernini: C'è un popolo che comincia a vivere e a lavorare quando gli altri vanno a dormire. Ne so qualcosa che insomma ho trasmesso di notte per un po' di anni. La notte è il regno del buio, dell'ignoto, dei vampiri, dei fantasmi, dei lupi mannari, insomma di tutte le creature che abbiamo inventato per dare anche una forma a queste nostre paure.

 

Riccardo Panzetta: E infine ci sono il sonno e i sogni. Ogni notte abbandoniamo il controllo, chiudiamo gli occhi e lasciamo che il cervello vaghi in un altrove, mescolando ricordi. Molte cose avvengono di notte e prima che il sole sorga, il buio è fitto e intenso. Ma cosa succede davvero quando scendono le tenebre?

 

sogni sessuali

[…]

 

Jodie Alivernini: Radio 2 Puzzle, Riccardo Panzetta, Jodie Alivernini a parlare della notte, quest'ultimo tassello della giornata che arrivare prima o poi, perché la notte ci avvolge, ma avvolge anche tutti i nostri pensieri che si assottigliano, le difese, come abbiamo già anticipato, si abbassano, tutto quello che durante il giorno ci attiva e ci distrae, nella notte sfuma lentamente.

 

Riccardo Panzetta: Beh, il buio fa spazio a quel magma interiore rimasto in sala d'attesa. Il silenzio della notte ci mette finalmente in ascolto, ci riconnette ai nostri tumulti.

 

JOSE SARAMAGO

Jodie Alivernini: Ed è il sussurro dell'anima che fa un po' affiorare le inquietudini, emergono i ricordi, galleggiano i pensieri, le domande sul futuro, i rimorsi, i rimpianti, l'amore si ravviva, il dolore ci avvolge. Ma cosa diceva José Saramago sulla notte?

 

Riccardo Panzetta: Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto e vedere di giorno quel che si è visto di notte.

 

Jodie Alivernini: E di notte è il nostro rapporto con la vita a cambiare.

 

Riccardo Panzetta: Si fa più intimo, più denso, più speciale e stravolge anche il nostro sguardo sugli altri e su noi stessi. Lo dice anche la scienza, cara Jodie. Sai perché?

franz kafka

 

Jodie Alivernini: Per quale motivo?

 

Riccardo Panzetta: Beh, alcuni ricercatori sostengono che il cervello umano funziona in modo diverso dopo la mezzanotte. Nelle ore notturne, se restiamo svegli quando dovremmo dormire, può aumentare l'attenzione verso gli stimoli negativi. Cioè, è una specie di eredità evolutiva di quando il buio esponeva gli esseri umani a predatori e pericoli e richiedeva una vigilanza maggiore, no?

 

Jodie Alivernini: Stare svegli di notte in realtà indebolisce l'autocontrollo, aumenta un po' l'impulsività, no, saltano i freni inibitori. La prudenza che accompagna le nostre giornate si dissolve il buio agevola, guarda, te lo dico, te la servo su un piatto, la trasgressione…

 

Riccardo Panzetta: La notte può trascinare in un vortice di estasi e dissoluzione, gli amanti si incontrano, la libertà si espande e le passioni trovano praterie da esplorare.

 

la luce blu di smartphone e tablet causa disturbi del sonno 4

Riccardo Panzetta: Il buio spalanca le porte dell'immaginazione, no? Molti scrittori riescono, per esempio, a creare le loro storie solo avvolti dalle stelle. Franz Kafka scriveva a notte fonda perché di giorno lavorava in ufficio. Charles Dickens amava camminare per Londra di notte per trarre ispirazione. Honoré de Balzac si svegliava all'una di notte, scriveva per molte ore aiutandosi con tante tazze di caffè.

 

Jodie Alivernini: La notte insomma è il teatro delle possibilità, c'è chi fugge dalla routine per rintanarsi nel vizio, chi si ritrova nell'intimità di una luce soffusa e chi aspetta il buio per un abbraccio magari clandestino, chi invece lavora fino all'alba.

 

Dormire 22

Riccardo Panzetta: E la notte, come tutti i momenti speciali, non è infinita, dura quanto basta o quanto deve, come scriveva Khalil Gibran: “Non si può toccare l'alba se non si sono percorsi i sentieri della notte…”

 

[…] Jodie Alivernini: La notte dovrebbe accompagnarci tra le lenzuola, cullarci tra i cuscini in un sonno profondo e ristoratore, quello deve fare la notte, però il corpo è esigente e quindi dovrebbe scivolare con calma verso il sonno. Invece noi lo stressiamo con attività e abitudini che ci impediscono di dormire bene…

 

SOGNI COVID

Riccardo Panzetta: Noi ci illudiamo, Jodie, di poter passare istantaneamente dalla veglia ai sogni, senza renderci conto dei passaggi necessari per arrivarci. Cioè magari arriviamo a letto dopo aver cenato tardi, dopo aver affaticato gli occhi davanti alla tv o allo smartphone e pretendiamo di addormentarci rapidamente, ma non funziona così.

 

Jodie Alivernini: È chiaro, una prima abitudine da evitare si dice spessissimo, è lo scrolling, cioè il telefono a letto che è una sciagura, la famigerata luce blu che sovrastimola i nostri sensi, il cervello resta attivo, lo confondiamo facendogli credere di dover ancora lavorare, quando invece dovrebbe riposare, ecco.

 

binge watching televisione tv netflix

Riccardo Panzetta: È quello che succede anche con il binge watching, la visione compulsiva di serie tv, complice l'algoritmo che ci bombarda di contenuti senza sosta. Una puntata finisce, parte il conto alla rovescia, quella successiva comincia subito dopo, magari accompagnata da uno snack.

 

Jodie Alivernini: Non si fa… mangiare di notte. Pessima idea. Già una cena pesante, ricca di grassi fritti o cibi piccanti può rendere difficile il riposo notturno, però sgranocchiare nelle ore piccole è proprio letale per il sonno.

 

Riccardo Panzetta: Gli eccessi non funzionano mai, cioè magna troppo è un disastro, ma anche il digiuno serale può disturbare il riposo, perché c'è il rischio di svegliarsi nel cuore della notte affamati e di andare a caccia di schifezze in frigorifero.

 

Dormire 2

Jodie Alivernini: E quindi la notte ci sembra l'unico spazio possibile per dedicarci a noi stessi, così impegnati durante il giorno, però restare svegli volontariamente per recuperare un po' di tempo personale non è proprio saggio. Il tempo che ritagliamo per noi con il buio presenta il conto il giorno successivo sotto forma di stanchezza, irritabilità, sonnolenza e difficoltà di concentrazione.

 

Riccardo Panzetta: Allora, c'è anche un'altra cosa che è pessima per il sonno, lo sport serale o notturno. Un allenamento molto intenso mantiene elevati i battiti, la temperatura corporea e induce una scarica di adrenalina che ci trasforma in grilli arzilli.

 

robert francis prevost papa francesco

Ma la cosa da evitare come la peste prima di dormire è litigare. Ecco, come scriveva San Paolo nella lettera agli Efesini "Non tramonti il sole sopra la vostra ira" e lo ha consigliato anche Papa Francesco….

 

[…] Jodie Alivernini: È bene fare la pace sempre. Lo confermano anche le neuroscienze. Andare a letto pieni di rabbia rende più difficile riposare.

 

Riccardo Panzetta: Durante il sonno, infatti, il cervello non si spegne, ma riorganizza i ricordi, compresi quelli negativi. Questo non significa che ogni lite debba essere risolta a qualunque costo prima di spegnere la luce. La soluzione più sensata è una tregua: interrompere le ostilità e rimandare il confronto, magari a un momento di maggiore lucidità.

 

RADIO 2 PUZZLE

[…] Jodie Alivernini: Il sonno della ragione genera mostri. Però pure il buio non scherza, perché è nelle tenebre che si materializzano le nostre paure, quelle più profonde, animali pericolosi, creature spaventose, spiriti, demoni, oscure presenze e anche vampiri. E non solo quando sei bambino.

 

Riccardo Panzetta: No, vale sempre, perché una fervida immaginazione con la complicità del buio può arrivare ovunque. E infatti le tradizioni popolari, le credenze, i miti, ma anche il cinema e la letteratura hanno generato schiere di strani esseri dotati di poteri soprannaturali con cui popolare la notte.

 

Jodie Alivernini: Poi ci sono i pipistrelli, che sono animali rigorosamente notturni che escono al crepuscolo per cacciare, possono orientarsi emettendo ultrasuoni, ascoltandone il ritorno. Individuano ostacoli, insetti, anche quando la luce è praticamente quasi assente.

 

dracula l'amore perduto 4

Riccardo Panzetta: Ma che ci azzecca il pipistrello? Che c'entra?

 

Jodie Alivernini: Un animale così particolare che dorme anche a testa in giù, non poteva che diventare, insomma, che ha dato vita anche alla leggenda dei vampiri

 

Riccardo Panzetta: Chiaramente parliamo di Dracula. Dal mito di Vlad Terzo l'Impalatore al racconto di Bram Stoker ha preso forma il vampiro della Transilvania che abita la notte per nutrirsi di sangue umano. I vampiri hanno avuto molte declinazioni. Dall'affascinante e decadente aristocratico Dracula siamo passati agli adolescenti bellocci di Twilight.

 

ALESSANDRO BERRETTONI - RICCARDO PANZETTA - JODIE ALIVERNINI - RADIO 2 PUZZLE

Jodie Alivernini: Anche il lupo ha dato origine a racconti e leggende con il suo ululato sinistro, un predatore che nella cultura popolare diventa una creatura felina nella sua accezione di lupo mannaro.

 

Riccardo Panzetta: Il lupo mannaro unisce due paure in una. Two is megli che one: quella per il lupo e quella per l'uomo che perde ogni controllo e si riduce allo stato di bestia. Ecco perché la luna piena stravolge la vita ordinaria in una notte di violenza in cui l'animale brutale che vive dentro di noi ha finalmente la meglio sulle convenzioni e sull'umanità.

 

Jodie Alivernini: E il licantropo che mi dici del licantropo?

 

fantasmi 1

Riccardo Panzetta: Il licantropo so’ dolori per i fregnoni perché è dolore della carne, è un corpo che si trasforma. Ma nella notte, cara, trovano posto anche quelle creature che un corpo non ce l'hanno, come gli spettri, i fantasmi o gli scheletri.

 

Jodie Alivernini: Ecco, e da lì gli spiriti si manifestano sempre dopo il tramonto, guarda caso, perché di notte possono terrorizzare impunemente, occultandosi nel buio. Ecco.

 

Riccardo Panzetta: Ma sai perché in alcuni film il fantasma veniva mostrato con un lenzuolo addosso?

 

Jodie Alivernini: No, perché?

 

gigi marzullo

Riccardo Panzetta: Perché anticamente i defunti venivano avvolti in un sudario bianco e i fantasmi che tornavano dai loro sepolcri non avevano certo il tempo di un cambio d'abito tipo Sanremo. Mi cambio, mi trasformo, mi compongo e mi ricompongo.

 

[…] Jodie Alivernini: E quando parliamo della notte, a un certo punto le forze ci abbandonano, il corpo si rilassa, il sonno ci avvolge. Insomma, entriamo nel mondo dei sogni.

 

[…] Riccardo Panzetta: Jodie, non ti chiederò, come Marzullo, se la vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio, né farò il gradasso citando la battuta che Shakespeare affida a Prospero nella “Tempesta”: “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni?”

 

Jodie Alivernini: Quanto ti piace?

 

casper

Riccardo Panzetta: Però, cara, una certa attenzione ai sogni gli umani ce l'hanno sempre avuta. Che siano scrigni dei nostri desideri più segreti o un meccanismo del cervello per rielaborare la realtà, quello che tutti si sono chiesti almeno una volta è: ma perché sogniamo?

 

Jodie Alivernini: Ecco, in questo la scienza dà risposte ma non certezze. L'unica verità è che mentre dormiamo il cervello non si spegne, ma continua quindi a selezionare e trasformare il materiale raccolto durante la giornata, quasi continuassimo in qualche modo a vivere inconsapevolmente.

 

incubi 4

Riccardo Panzetta: I sogni non sono però la registrazione fedele di ciò che abbiamo vissuto, cioè la mente recupera esperienze recenti, vecchi ricordi, persone conosciute, paura, poi li monta e li smonta liberamente, come il nostro puzzle, cioè fa un remix simbolico e non irrealistico degli eventi?

 

[…] Jodie Alivernini: Riccardo, che significato hanno i sogni se significano qualcosa? Cioè non si possono tradurre, però si possono interpretare. Questo insomma è stato detto tanto, lo fanno gli analisti, lo fanno gli psicologi, soprattutto i giocatori del lotto. A Napoli si consulta la smorfia per decretare i sogni e tradurli in numeri per vincere. No, mi fai paura perché tu stai per dare numeri vero questa sera? Guarda ti prendi le tue responsabilità te lo dico eh.

 

BAMBINI INCUBI 3

Riccardo Panzetta: Allora immagina di aver magnato pesante che so una bella peperonata robusta piena d'aglio no? La notte diventa un corpo a corpo con la digestione e tu non dormi o dormi male ora ipotizziamo che tu faccia un sogno con due coccodrilli che giocano a carte in ciabatte.

 

Jodie Alivernini: Cioè tu sogni queste cose?

 

Riccardo Panzetta: È un esempio… allora due coccodrilli che giocano a carte in ciabatte e un terno secco, 56, 71, 87, da giocare su tutte le ruote.

 

Jodie Alivernini: Io ve lo dico, se qualcuno questa sera prova a giocare questi numeri e poi dovesse succedere… Perché coccodrilli è 56, carte da gioco 71 e le ciabatte 87, giusto?

 

incubi 3

Riccardo Panzetta: A proposito di incubi, sai che i sogni cattivi anticamente avevano una forma, quella di un demone maschile chiamato incubus, che si sedeva sul petto del dormiente provocando un senso di soffocamento, come il cinghiale della celebre pubblicità. Ti si piazza sullo sterno e non ti molla.

 

Ma sai cosa sono gli incubi e cosa sono? E sono un prodotto della nostra testa, attingono alle nostre ferite, ai traumi, alle paure, all'ansia e tirano fuori dei film che neanche Christopher Nolan.

 

C'è chi dice che gli incubi siano un simulatore di emergenza con cui il cervello si allena ad affrontare i pericoli potenziali, cioè li crea per imparare a fronteggiarli, per creare una specie di sistema di sicurezza preventiva.

 

incubi 1

Jodie Alivernini: E l'incubo ci sveglia di soprassalto dentro alcuni sogni, insomma, vorremmo restare a lungo, però in rari casi, mentre dormiamo, siamo consapevoli che quello che vediamo non è reale, si chiama sogno lucido. Interveniamo, prendiamo decisioni perché sappiamo di essere al sicuro. Succede anche questo.

 

Riccardo Panzetta: E ovviamente i sogni hanno stimolato frasi ad effetto, battute, aforismi, massime, apoftegmi e ce ne sono molte, ma te ne voglio di instillare una più significativa.

 

Jodie Alivernini: Vai.

 

Riccardo Panzetta: Del novellista Antonio Aschiarolo che dice: "A chi crede nei sogni basta un gradino per raggiungere le stelle".

 

lestrigoni nell'odissea di christopher nolan 1

Jodie Alivernini: Siamo pronti a salutarci, praticamente il nostro viaggio è terminato Riccardo, siamo arrivati alla fine di questo puzzle che si è completato, abbiamo ricomposto la giornata ideale che è iniziata con il risveglio, il caffè si è conclusa con i sogni e con la notte. Abbiamo però parlato dell'igiene, dello specchio, della casa, delle città, del lavoro, del pranzo, del tempo libero, dell'amore e della notte.

 

Riccardo Panzetta: Un viaggio nei piccoli momenti quotidiani in cui la nostra routine l'abbiamo smontata e riassemblata in curiosità, aneddoti e piccoli spunti di riflessione.

 

Jodie Alivernini: E l'obiettivo di Radio 2 Puzzle era proprio questo, cioè prendere il più ordinario dei gesti, la più semplice delle abitudini e osservarla con una lente di ingrandimento per scoprire quanto anche i momenti più banali poi nascondano delle storie straordinarie.

 

Riccardo Panzetta: Il nostro racconto finisce qui, le luci si abbassano, i pensieri si fanno più lenti e anche il nostro puzzle, finalmente completo, può essere rimesso a posto, almeno fino a quando le tessere non saranno rimescolate e allora avremo una nuova prospettiva da cui osservare le cose con una luce diversa. Insomma, grazie per aver ascoltato Radio 2 Puzzle…

covid incubi

 

BAMBINI INCUBI 2

 

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