follemente di paolo genovese

IL CINEMA DEI GIUSTI – “FOLLEMENTE” DI PAOLO GENOVESE È UN FILM MOLTO PIÙ RICCO E INTERESSANTE DI QUEL CHE PENSAVAMO –  RECUPERA IL NOME E L’OPERA DI CARLA LONZI, NON DIMENTICA AUTRICE DI OPERE COME “LA DONNA VAGINALE E LA DONNA CLITORIDEA”: LA CITAZIONE DELLA LONZI ARRIVA IN UN PUNTO BEN PRECISO DEL FILM, CIOÈ DOPO LA LECCATA DI FIGA (È COSÌ…) CHE IL PERSONAGGIO DI EDOARDO LEO, PIERO, FA AL PERSONAGGIO DI PILAR FOGLIATI, LARA. QUELLO CHE FINO ALLORA SEMBRAVA UNA VERSIONE ADULTA E UN FILO NOIOSA DI “INSIDE OUT” ASSUME UN ASPETTO DIVERSO E PIÙ VITALE… – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

FOLLEMENTE DI PAOLO GENOVESE

Vorrei sapere quale dei cinque sceneggiatori che firmano il copione dell’ultimo film di Paolo Genovese, “FolleMente”, uscito oggi in ben 795 sale, ha avuto l’idea di recuperare il nome e l’opera di Carla Lonzi, non dimentica autrice di opere come “La donna vaginale e la donna clitoridea”, “Sputiamo su Hegel”, o del Manifesto della Rivolta Femminile” (scritto con Elvira Banotti e Carla Accardi). Sarà stato uno dei due maschi del gruppo, cioè Paolo Costella e lo stesso Paolo Genovese o una delle tre ragazze, Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Flaminia Gressi.

 

FOLLEMENTE DI PAOLO GENOVESE

La citazione di Carla Lonzi, che arriva in un punto ben preciso del film, cioè dopo la leccata di figa (è così…) che il personaggio di Edoardo Leo, Piero, fa al personaggio di Pilar Fogliati, Lara, per farla venire, e viene detta dalla più dotta delle quattro ragazze, Claudia Pandolfi-Vittoria Puccini-Emanuela Fanelli-Maria Chiara Giannetta,  che abitano nel cervello di Lara e muovono i suoi fili immaginari, ci apre a un film molto più ricco e interessante di quel che pensavamo di vedere e che nella prima parte ci aveva un po’ delusi.

 

FOLLEMENTE DI PAOLO GENOVESE

E quando le quattro “fatine” che muovono i fili immaginari di Lara, aprono la porta di casa ai quattro signori che muovono i fili di Piero, e che sono Marco Giallini-Rocco Papaleo-Claudio Santamaria-Maurizio Lastrico, e quello che fino allora sembrava una versione adulta e un filo noiosa di “Inside Out” (non a caso la Disney coproduce assieme ai Leone) assume un aspetto diverso e più vitale di confronto tra il maschile e il femminile, mi sono domandato se, da spettatore maschio, avessi capito male tutto il progetto.

 

E che il confronto tra gli otto personaggi, quattro maschi e quattro femmine, fosse in realtà la chiave di un altro racconto. Che è in fondo quello che mi diceva per tutto il tempo il mio amico Ciro, col quale ero andato a vedere il film e che non aveva mai visto “Inside Out”. Sono sceneggiatori. No, sono sentimenti, gli rispondevo. In realtà, ha un bel po’ di ragione Ciro.

 

FOLLEMENTE DI PAOLO GENOVESE

Gli otto personaggi sono sì i sentimenti, gli istinti dei due protagonisti che si incontrano a casa di lei e finiranno a letto per poi affrontare chissà quale futuro, ma sono anche i loro e i nostri sceneggiatori. Perché nel film, e qui sta la differenza tra “FolleMente” e “inside Out”, si comportano, scontrandosi, più da sceneggiatori alle prese con una storia da portare avanti tra un uomo e una donna, che da attori.

 

Dopo “Perfetti sconosciuti”, uscito nel 2016, che ha avuto qualcosa come sedici remake in ogni parte del mondo, un successo impensabile per un film italiano, Paolo Genovese ha cercato a lungo di ripetere un colpo difficilmente riproponibile. In questo caso, però, proprio con un film che, almeno nella prima parte, non funziona del tutto, ci si avvicina parecchio. Ricostruendo una commedia corale a tanti personaggi, più o meno amati dal pubblico italiano e aprendo le quinte teatrale agli stessi sceneggiatori all’opera.

 

FOLLEMENTE DI PAOLO GENOVESE

Anche se non c’è nessun vero elemento innovativo, come era quello dei messaggini sui cellulari in “Perfetti sconosciuti”, c’è però un tentativo, in gran parte riuscito, di meccanismo narrativo dove chi scrive si domanda qualcosa su ciò che sta scrivendo e sul come funzionerà nella mente del suo attore.

 

In “M” di Joe Wright si sfonda continuamente la quarta parete, qui si sfonda la parete degli sceneggiatori per arrivare a una qualche realtà. Sì. Si sentono molte banalità. Ma alla fine la freschezza degli attori, il loro funzionamento, soprattutto delle ragazze, Pandolfi-Fanelli-Puccini-Chianetta, e qualche battuta buona e inaspettata ci sorprendono positivamente. In sala.

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