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IL MIRACOLO DEL GOVERNO MELONI: NON È RIUSCITO A CREARE L'EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA MA HA RISVEGLIATO LA CONTROEGEMONIA DI DESTRA – MARCELLO VENEZIANI, GIÀ “MANGANELLATO” DA GIULI PER AVERE OSATO CRITICARE L’ARMATA BRANCA-MELONI, SI SCHIERA CON BUTTAFUOCO E CONTRO IL MINISTRO NEL CASO DELL’APERTURA AGLI ARTISTI RUSSI IN BIENNALE: “AVANZIAMO COMPATTI NELLA PRATICA SUICIDA. LA PROTESTA DEI 22 MINISTRI EUROPEI CONTRO BUTTAFUOCO È UNA CLAMOROSA, ULTERIORE MARTELLATA SUI TESTICOLI, UNA CENSURA” – LE FRECCIATE A GIORGIA MELONI: “ALLE PROSSIME ELEZIONI LA FACCENDA SI FA PIÙ DURA DEL PREVISTO. PATISCE IL RAPPORTO CON TRUMP. VOLEVA ESSERE PONTE TRA L’EUROPA E AMERICA. ORA NON È PIÙ COSÌ. DRAGHI FIRMÒ UNA IMPORTANTE APERTURA DI CREDITO POLITICO IN EUROPA. DA LÌ IN POI È STATA MENO FASCISTELLA, POI PURTROPPO È ARRIVATO TRUMP…”

Articolo di Antonello Caporale per “il Fatto Quotidiano” - Estratti

 

marcello veneziani (5)

L’Europa è ferma a una guerra fa.

Abbiamo il cannone puntato sulla Russia quando il mondo alle nostre spalle e ai nostri fianchi sta per implodere.

 

Marcello Veneziani è incredulo.

Perché avanziamo compatti nella pratica suicida. Adesso l’Europa attacca persino la Biennale di Venezia, l’isola felice dell’arte che finora non aveva ubbidito alla ragione di nessuno Stato, di nessuna religione, di nessun padrone, di nessuna cultura, per via della presenza di Mosca alla Mostra. Ma si può?

 

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco

Lei ha scritto sdegnato della protesta dei 22 ministri europei contro Pietrangelo Buttafuoco, colpevole di aver invitato i russi. E diretta è stata la censura del ministro italiano della Cultura.

Ventidue censori più Zelensky, ministro ombra d’Europa. Più che un eccesso di zelo, una clamorosa, ulteriore martellata sui testicoli. Bruciare anche il ponte dell’arte, avvertendo che – in caso contrario – si chiuderanno i rubinetti dei finanziamenti, la sanzione più inaccettabile e ritorsiva, significa non avere nessuna idea del ruolo e del destino dell’Unione.

 

Scrive: siamo fermi a parlare dell’Ucraina.

PADIGLIONE DELLA RUSSIA ALLA BIENNALE DI VENEZIA

Siamo inchiodati all’idea, davvero fuori da ogni ragionevole condizione logica, che dopo l’Ucraina tocchi all’Europa essere invasa dai russi. A non vedere invece che i russi non hanno nessuna intenzione (e non avrebbero del resto né la forza militare né l’interesse economico). Il ruolo dell’Europa è quello di divenire la Ztl del globo, il centro storico del dialogo nel mondo.

 

[…]

 

Trump era il paladino della destra, anche suo se non ricordo male...

Confesso che mi sono felicitato quando è tornato alla Casa Bianca, perché immaginavo che restituisse equilibrio all’identità americana massacrata dagli eccessi della cultura woke, spezzasse quel declino che sembrava incontrastabile verso l’Asia e la Cina, e facesse rientrare finalmente i soldati a casa.

Invece guerre su guerre.

 

Giuli Buttafuoco

Ha iniziato con i dazi.

Lì mi sono accorto di aver sbagliato previsione.

 

Trump è divenuto un’infezione per tutta la destra europea?

Perché mai i sovranisti dovrebbero esultare per queste modalità di condurre il mondo davanti al fatto compiuto, per il tocco cafonal dei suoi atteggiamenti?

 

Anche Giorgia Meloni sta patendo.

Patisce un po’, sì.

 

Non è un granché vedere la premier che si sottrae al giudizio, alla presa di posizione.

Il peso dell’Italia è quello che è. Dice che non condivide e mi sembra che sia difficile andare oltre.

 

DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Trump l’ha messa fuori gioco, è chiaro.

Be’, aveva individuato una bella posizione: essere ponte tra l’Europa e l’America trumpiana. Ora non è più così, purtroppo per lei.

 

Il clima politico interno ne risente.

Sono anch’io convinto che le gesta trumpiane rovinino un po’, tolgano serenità alla coalizione e fiducia agli elettori.

 

È un bel problema anche per il referendum?

Tutti i referendum si risolvono con il giudizio universale per il governo. È inevitabile.

 

Veneziani vota Sì o No?

Tiepido Sì.

 

[…]

 

E le prossime elezioni?

giorgia meloni mario draghi

Lì la faccenda si fa più dura del previsto. Giorgia Meloni finora è stata la leader forte e indiscussa. Anche grazie al fatto di apparire una persona leale con la sua storia politica, di essere empatica, fa simpatia: lei donna e gli altri uomini, lei bassa e gli altri alti. Una vera outsider. Ricorda quella carezza di Biden sul suo capo?

 

Biden?

Lo stesso Draghi firmò una importante apertura di credito politico, facendole guadagnare la prima fila in Europa.

 

Da lì in poi meno Garbatella.

Meno fascistella.

 

Poi, purtroppo, è arrivato Trump.

giorgia meloni donald trumpmarcello veneziani (3)marcello veneziani foto di bacco (1)

Eh già.

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