vacanze di natale

40 ANNI DI VACANZE DI NATALE: TRA BURINI RIFATTI, ARRAMPICATORI CON ACCENTO ROMANESCO, A CORTINA E’ (QUASI) TUTTO FERMO AL 1983. E NELLE FESTE SI BALLA ANCORA SULLA COLONNA SONORA DEL FILM – ENRICO VANZINA: “AURELIO DE LAURENTIIS QUANDO LO VIDE, DISSE. “MA CHE RAZZA DI FILM AVETE FATTO?” A SINISTRA SI CONVINSERO CHE ESALTAVAMO L’ALTA BORGHESIA. NOI, INVECE, NE DESCRIVEVAMO LA TRAGICA MUTAZIONE. OGGI LA FAMIGLIA COVELLI DEI PARIOLI VOTEREBBE PD" – LA BATTUTA DI DE SICA SORPRESO A LETTO COL MAESTRO DI SCI (“ZARTOLIN, TENGA LA MUTANDA”) E IL MERITO DI AVER SDOGANATO LA BISESSUALITÀ, IL GIACCONE DI MONTONE DI CALA' SIMILE A QUELLO DI MESSINA DENARO – VIDEO

 

Estratto dell'articolo di Fabrizio Roncone per il “Corriere della Sera”

 

rossana di lorenzo e mario brega vacanze di natale

Istruzioni. Per chi nel 1983 non era ancora nato e il film Vacanze di Natale non l’ha mai visto: non state per leggere solo la storia del primo «cinepanettone», ma di un piccolo grande capolavoro, puro neorealismo sui dorati, edonisti anni Ottanta, firmato dai fratelli Carlo ed Enrico Vanzina.

 

(...)

 

 

Le scene di sci sono girate sul ghiacciaio, con l’aiuto di alcune controfigure. Il film è prodotto da Luigi De Laurentiis e da suo figlio Aurelio. Ci sono anche loro due, in una sala mix di via Margutta, a Roma, per l’anteprima tecnica, insieme ai fratelli Vanzina e a uno dei protagonisti, Christian De Sica, che è accompagnato da sua moglie, Silvia Verdone. Quando si accendono le luci, un silenzio da tagliare a fette.

bar all aperto dello stadio olimpico del ghiaccio nel film vacanze di natale

 

Poi Aurelio si alza e, con un tono che è un miscuglio di stupore e stizza, chiede: «Ma che razza di film avete fatto?» (De Sica, invece, che era agli inizi della carriera, racconta di aver sussurrato a sua moglie: «Il film è bello: Silvié, finalmente se magna»).

 

La meraviglia di Aurelio De Laurentiis è, però, legittima. I fratelli Vanzina sono infatti reduci dal successo straordinario ottenuto con Sapore di mare (Forte dei Marmi, estate 1964: amori e malinconie, l’Italia del botto economico e di molte ingenuità, tra ombrelloni, risate e baci rubati). Aurelio, entusiasta, li ha convocati nel ristorante romano «Il Moro», dietro Fontana di Trevi, per proporgli un film molto simile, ma ambientato sulla neve. Tutti pensano subito a Cortina. Dove, nel 1959, è già stato girato — la suggestione è forte — Vacanze d’inverno , regia di Camillo Mastrocinque, con Alberto Sordi e Vittorio De Sica. I Vanzina e De Laurentiis firmano il contratto su un tovagliolo. Poi Carlo ed Enrico tornano a casa e cominciano a scrivere il soggetto e la sceneggiatura.

stefania sandrelli jerry cala marilu tolo

 

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«Aurelio De Laurentiis temeva che il film non facesse ridere abbastanza — ricorda Enrico Vanzina, suo fratello Carlo è scomparso nel 2018 —. In realtà, noi ci ritrovammo a narrare un Paese che era cambiato profondamente. Essendo cresciuti a Cortina, avevamo visto da vicino, e con sgomento, l’ondata del craxismo, i nuovi ricchi, la loro volgarità, l’arroganza. A sinistra molti non colsero la nostra operazione: si convinsero che il film fosse l’esaltazione di una certa nuova alta borghesia. Noi, invece, ne descrivevamo la tragica mutazione. Poi, per destino crudele, come sappiamo, la famiglia Covelli dei Parioli oggi voterebbe proprio Pd».

 

La forza del film quale fu? «Intanto, poiché i grandi attori dell’epoca, Troisi, Nuti, Verdone, facevano anche i registi di se stessi, noi fummo costretti a fare un film corale. E poi devo dire che azzeccammo la colonna sonora: Dino Risi mi diceva sempre che uno dei segreti di un successo come Il sorpasso erano state le canzoni. La musica contestualizza. Noi utilizzammo il miglior sottofondo degli anni 80».

 

bar all aperto dello stadio olimpico del ghiaccio oggi

Poi, i dialoghi: crudeli, scorretti, autentici. «E persino moderni. Il film ha anche il merito di aver sdoganato la bisessualità: il discorso che De Sica/Covelli fa ai genitori quando viene sorpreso a letto con il maestro di sci, è di un’attualità straordinaria».

La famiglia Covelli La casa dei Covelli, in via Spiga, sotto la funivia che porta al rifugio Faloria, è rimasta identica.

 

Scena iniziale: i riccastri arrivano da Roma a bordo di due macchine. Una Maserati guidata dall’avvocato Giovanni/Riccardo Garrone (frase di culto, a metà film: «E anche questo Natale… se lo semo levato dalle palle») con a bordo due dei tre figli, Diamante/Antonella Interlenghi e Luca/Marco Urbinati, e la moglie, interpretata da una bravissima Rossella Como (scende e si accorge che le due domestiche filippine, che erano sulla Jeep Mercedes di appoggio, hanno iniziato a tirarsi palle di neve: «Guarda là… terzo mondo… Assunciòn! Concepciòn! E andiamo… Aho’, e mica v’abbiamo portato in vacanza!»). Sempre da Roma, ma su una Fiat Ritmo celeste — accompagnata dalle note di Grazie Roma cantata da Antonello Venditti — sbarcano i Marchetti. Borgatari. Meravigliosi. La prima a scendere è la signora Erminia/Rossana Di Lorenzo: «Ammazza come pizzica…».

guido nicheli e stefania sandrelli vacanze di natale

 

La madre Costanza/Franca Scagnetti: «Ma stamo suedolomiti, mica a Grottaferata, sa’». Scende anche il capofamiglia Arturo, il leggendario Mario Brega: «Aho’, e che cojoni… si dddavate retta a me, co’ treqqquarti d’ora stavamo a Ovindolo».

 

Il figlio è Mario/Claudio Amendola: «A papà, che palle che sei co’ sto Ovindolo, eh»).

 

Scena terza: si apre lo sportello di una Mini De Tomaso-Innocenti turbo rossa targata Mi 13357T ed ecco Billo, cioè Jerry Calà. Musica di sottofondo: «I like Chopin» di Gazebo (i De Laurentiis, per acquistare i diritti di tutte le strepitose hit scelte dai Vanzina, furono costretti a spendere una cifra enorme: ma, stranamente, la colonna sonora non è mai diventata un album). Calà con Timberland, calzino bianco, giaccone di montone (tipo quello che indossava Messina Denaro al momento dell’arresto), Ray Ban a specchio (tipo quelli che porta Stefano Bonaccini, il candidato segretario del Pd), valigetta: suona al pianobar e s’innamora delle clienti, le illude, le tradisce (frase memorabile: «Non sono bello, piaccio», che lo stesso Calà inventa sul set).

vacanze di natale

 

«Alboreto is nothing» Uno che di frasi nel film ne sforna a raffica è Donatone Braghetti, interpretato dal mitico Guido Nicheli detto Dogui, ex rappresentante di alcolici che diventa attore frequentando, la notte, il giro del Derby di Milano (Cochi e Renato, Jannacci, Teocoli, Beppe Viola). I Vanzina gli affidano il ruolo del milanese facoltoso e sbruffone, sempre abbronzato. (Sfoggiando una pelliccia da urlo, entra all’hotel Cristallo — che rimase aperto per ospitare le riprese — con la moglie Ivana, l’incantevole Stefania Sandrelli, e dice: «Ivana, fai ballare l’occhio sulla “t”: via della Spiga-hotel Cristallo di Cortina, 2 ore, 54 minuti e 27 secondi. Alboreto is nothing!».

 

karina huff e christian de sica vacanze di natale

Salgono in camera, dà una mancia al cameriere: «Ivana… hai visto l’animale come è andato via scodinzolando?»). Il film è materia di tesi universitarie, ha cinque club, un sito dedicato, Gianluca Cherubini ne ha tratto un bel libro, il web è invaso da spezzoni, c’è chi si è divertito a fotografare le location delle scene più celebri: com’erano, e come sono. Però, a parte la copertura aggiunta alla terrazza dello stadio Olimpico del Ghiaccio (dove — mentre Nada canta «Amore disperato» — Ivana/Sandrelli, insieme alla sua amica Grazia/Marilù Tolo, chiede a Donatone/Nicheli: «Vieni a pattinare?», lui risponde: «Ma la libidine è qui amore: sole, whisky… e sei in pole position»), Cortina appare immutata, immobile. E, quindi, decadente.

 

Prigionieri del mito

vacanze di natale

L’albergo che ospitò la troupe ha chiuso. Come il Fanes, dove alloggiava la famiglia Marchetti. Certi negozi non hanno cambiato neppure le vetrine. E lasciamo stare i ristoranti: arredamenti che, nella vicina Val Badia, hanno rottamato da tempo. Aperitivo al bar del Posta: solita misticanza di abitué (con molta imprenditoria del Nord-Est) ed eterni arrampicatori sociali di accento romanesco, Rolex Daytona e Moon Boot, classica speranza collettiva di essere invitati nella casa giusta per la cena giusta. In un paio di decenni, l’unica novità di un certo rilievo è stata la creazione di «Una montagna di libri», la prestigiosa rassegna letteraria inventata da Francesco Chiamulera.

 

In attesa dei Giochi olimpici invernali del 2026, tutti sono come prigionieri di un ricordo. Per capirci: poche settimane fa, Armani ha organizzato un evento nel Vip club, lo stesso locale dove suonava Billo/Calà, e per l’intera serata s’è ballato sulla colonna sonora del film. Il paese ha accettato di vivere con i suoi fantasmi. I coniugi Covelli, Riccardo Garrone e Rossella Como, sono morti. Come Moana Pozzi, che compare in un piccolo ruolo.

vacanze di natale

 

E anche Karina Huff/Samantha non c’è più (noi tutti innamorati di lei, e il suo fidanzato De Sica/Roberto Covelli che la tradisce con il maestro di sci. Scoperto dai genitori, si esibisce in un monologo che al tempo sembrò eretico: «Mamma, il mondo va avanti. Tu sei rimasta agli anni 50. Guarda come sei pettinata, c’hai ancora il testone da matta. Papà, a te t’ha fregato il benessere. Tu facevi il capomastro. E invece oggi c’hai i soldi e te scandalizzi. M’hai mandato in America, a New York. Noi semo de Frascatiii!…

 

(...)

VACANZE DI NATALE 1

Mi chiedono se ho voglia di vedere l’albergo per sultani dove Giuseppe Conte ha alloggiato, tra polemiche roventi, lo scorso Natale. Anche no, grazie. E non voglio sapere nemmeno della Santanché con il colbacco di visone e il micro-cane nella borsa. Si ascolta «Maracaibo» nelle cuffie: e non c’è neve nemmeno adesso, al tramonto, su Corso d’Italia. Solo un grande freddo. Ma dentro. Nell’animo. Perché sono già passati quarant’anni, accidenti.

jerry calà con la giacca simile a quella di messina denaro al momento dell'arresto

vacanze di natalevacanze di nataleenrico vanzina foto di bacco (2)enrico vanzina foto di bacco (4)vacanze di natale amendola brega ovindolide sica asuncion vacanze di nataleCHRISTIAN DE SICA VACANZE DI NATALE 1983rossana di lorenzo vacanze di natale

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