2022mirellaserri

ALL'ARMI SIAM MASCHILISTI! – NEL NUOVO SAGGIO “MUSSOLINI HA FATTO TANTO PER LE DONNE!” MIRELLA SERRI INDAGA IL RAPPORTO DISTORTO TRA IL DUCE E IL GENTIL SESSO (“IO NON POSSO CONTROLLARE LA BESTIA CHE È DENTRO DI ME”). MA SOPRATTUTTO RACCONTA COME IL FASCISMO CI ABBIA LASCIATO IN EREDITA' UNA PESANTE DOSE DI MASCHILISMO – ECCO CHI C'ERA ALLA PRESENTAZIONE DEL LIBRO A ROMA, DA PAOLO MIELI A FABRIZIO RONCONE (FOTO DI BACCO)

Foto di Luciano Di Bacco per Dagospia

 

Maria Berlinguer per “La Stampa”

 

mirella serri foto di bacco (2)

Le donne devono stare alla larga «dalle più alte magistrature, dove occorre resistere e reagire all'eccesso di apporti sentimentali, dove occorre distillare il massimo di tecnicità». È il costituente Giovanni Leone a teorizzare che le donne non possono fare le magistrate perché hanno le mestruazioni. E tra i padri costituenti e i politici di allora non è l'unico a pensarla così.

 

Il repubblicano Conti gli dà manforte aggiungendo che in quei giorni sono intrattabili. Nervose, isteriche. Stereotipi e luoghi comuni che vengono da lontano e affondano le radici nel ventennio fascista. È lì che dobbiamo cercare le radici del maschilismo di Stato.

 

Lo racconta Mirella Serri che ieri ha presentato a Roma Mussolini ha fatto tanto per le donne! Le radici fasciste del maschilismo italiano con Paolo Mieli e Simona Colarizi. Il 28 ottobre Mussolini capeggiò una doppia marcia: quella per la presa del potere e per l'abbattimento della democrazie e quella contro le donne.

 

libro presentato

Il saggio di Mirella Serri è un affascinate e lungo viaggio nel maschilismo italiano che getta la sua ombra nera fino ai nostri giorni, nei femminicidi e nel linguaggio violento di Facebook. «È la Grande Guerra a mutare le condizioni delle donne: signore e signorine, impiegate e lavoratrici dell'industria offrono un importante apporto al mondo del lavoro e sembrano essere pronte a conquistarsi il diritto al voto ambito da decenni - scrive Serri -.

Occupato lo scranno di presidente del Consiglio, Mussolini scatena la controffensiva nei confronti delle donne.

 

È determinato nella volontà di costruire stereotipi che contrastino il femminismo. Ecco, poco dopo il suo insediamento, la cacciata delle donne dalla pubblica amministrazione (assunte durante la guerra, vengono licenziate in massa), ed ecco il dimezzamento dei salari femminili».

 

mirella serri paolo mieli foto di bacco

L'intervento mussoliniano ha uno scopo prioritario: dare una prova di forza, elaborare una simbologia alternativa a quella democratica e femminista: l'occupazione maschile, sostiene il neo dittatore, è un fattore indispensabile alla costruzione di una solida identità. L'occupazione femminile, invece è deleteria: «fomenta una indipendenza e conseguenti mode fisiche morali contrarie al parto».

 

Parole del duce che potrebbe pronunciare il premier ungherese Orban, che solo due giorni fa ha detto che le donne devono studiare meno perché altrimenti non si occupano della casa e della famiglia. A dare linfa alle teorie di Mussolini è un libro, Sesso e caratteredi Otto Weininger, che ha teorizzato la riduzione in subalternità, per mano di uno Stato forte, delle donne e degli ebrei.

 

La donna, dice, toglie dignità all'uomo con la sua presenza, lo indebolisce. «Mussolini capisce benissimo il nuovo peso sociale delle donne e ne ha paura» racconta Serri, spiegando che quando tre anni fa ha deciso di scrivere questo libro l'ascesa di Giorgia Meloni non era all'orizzonte.

 

paolo mieli mirella serri simona colarizi foto di bacco

Mussolini è un grande amatore non solo quando ha il potere ma anche quando è un uomo poverissimo: le donne lo aiutano moltissimo. Lo amano non ricambiate. Spesso lo mantengono, come Margherita Sarfatti che finanzia la marcia su Roma.

 

Benito è un violento. Da ragazzino per un diverbio con la giovane fidanzata le pianta un coltello nella mano. Picchia spesso e volentieri Claretta ed è molto manesco anche con Sarfatti. Come dice la sorella Edvige, opera nei confronti delle donne con molta brutalità. Lui percepisce le donne come un sostegno e come nemiche. Dice: «io non posso controllare la Bestia che è dentro di me». Così definisce il suo sesso, nel senso che quando le donne gli chiedono di non tradirle lui risponde: io sono troppo «sessuato» per non farlo.

 

fabrizio roncone mirella serri foto di bacco

Il libro scorre su due binari paralleli. Da una parte la storia di Mussolini, dall'altra quella dei suoi antagonisti che sono Anna Kuliscioff e Filippo Turati. Quando Mussolini viene nominato nel 1912 direttore dell'Avanti, li caccia.

 

Il duce il voto alle donne non vuole darlo, dice che le donne sono orinatoi. I fascisti, mentre scendono su Roma per la marcia, trattano con grande violenza le antifasciste che si oppongono. Tra loro Ferola Fedolfi di Imola, che pagherà il suo impegno con la vita, e che non è neanche ricordata sul sito dell'Anpi. «Quando una dittatura va al potere la prima cosa che fa è schiacciare le donne perché sono l'anello debole della catena e un regime può dimostrare la sua autorevolezza cavandosela con poco».

 

antonella basilico foto di bacco

La prima riforma di Mussolini è quella della scuola. «A dicembre del 1922 e gennaio del '23 lancia la riforma Gentile con una scuola solo per le donne. Le ragazze possono studiare canto, danza, lingue, pittura ma il corso non ha nessuno sbocco lavorativo». Nel '42 addirittura il governo fa un elenco dei lavori che possono fare le donne: fioriste, commesse, impiegate di serie B. E con il Codice Rocco rafforza il delitto d'onore.

paolo mieli foto di baccomirella serri foto di bacco (1)gabriella marramao foto di baccopaolo forcellini foto di baccogabriella marramao mirella serri foto di baccopubblico

Ultimi Dagoreport

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?