claudio amendola

CLAUDIO AMENDOLA, UN SESSANTENNE SEMPRE IN TIRO: “SONO STATO CORTEGGIATO IN TUTTI I MODI: BIGLIETTINI, LINGUE DA UN TAVOLO ALL’ALTRO. LE PIÙ SBRIGATIVE ARRIVAVANO A DIRE: “DAI, HO SOLO MEZZ’ORA”. LA MIA FRASE ERA: “MA LO SAI CON CHI STO IO?”. HO VISTO FACCE SGOMENTE” – L'ATTORE SE NE FREGA DEL POLITICAMENTE CORRETTO: “IL CATCALLING? SE VEDO UN BEL SEDERE LO GUARDO. LE DONNE A ME LO GUARDANO: ANCHE SE È QUELLO DI UN VECCHIO” - "CON FRANCESCA NERI SONO STATO FEDELE. LA SEPARAZIONE? IL FATTO CHE NELLO STESSO PERIODO SI STESSERO SEPARANDO TOTTI E ILARY CI HA AIUTATI...” - PER IL CINEMA HO FATTO IL COATTO, MA NELLA VITA VERA SONO UN PO’ SNOB. CON MIA MAMMA CI SCHERZAVAMO SU. DICEVA: “SEI NATO A VILLA STUART DA UNA FAMIGLIA BENE ” - "CHRISTIAN DE SICA? NON CI SIAMO MAI FREQUENTATI: NON HO AMICI DELLO SPETTACOLO”

 

Michela Proietti per corriere.it - Estratti

 

CLAUDIO AMENDOLA - I CESARONI

Claudio Amendola, attore, conduttore, regista: il suo ultimo film è Fuori La Verità. Lei dice sempre la verità? 

«Nel film c’è una famiglia che partecipa a un reality e per un milione di euro mette in piazza la sua vita. Io non metterei alla berlina le persone care. Bisogna difendere chi si ama oltre sé stessi». 

 

La privacy prima di tutto? 

«Ho avuto dei momenti bui, ma mi stimo e mi piaccio anche per questo mio carattere schivo. Nei film ho fatto il coatto, ma nella vita sono quasi snob. La parte del burino l’ho cavalcata, ma con mia mamma ci scherzavamo su. Diceva: “Sei nato a Villa Stuart da una famiglia bene... ”»

 

CLAUDIO AMENDOLA - I CESARONI

Lei è figlio di Ferruccio Amendola e Rita Savagnone. Cugina di Claudio Abbado. 

«Una famiglia dove si respirava cultura. Mia madre mi portava a teatro, al cinema, sceglieva i libri per me. Sono stato un bravo studente fino alle medie, poi ho deciso che non mi interessava più». 

 

Non le è venuto il complesso della cultura? 

«Mai, perché tutto quello che mi sarebbe servito nella vita lo stavo imparando a casa. Se a 12 anni leggi i quotidiani e riconosci Mozart non puoi avere complessi». 

 

Suo padre ha doppiato i più grandi divi del cinema. 

ELENA SOFIA RICCI CLAUDIO AMENDOLA

«Un personaggio, ma anche un uomo semplice. Era nato in una famiglia allegra, romana e colorata, quelle con il pollo ai peperoni in tavola la domenica. Teatranti di mestiere da 500 anni: il capo comico era mio nonno». 

 

Le faceva le imitazioni di Stallone o De Niro? 

«No, però il suo timbro cambiava a seconda del grado di stupidaggine che avevo fatto. Se era grave arrivava, senza volerlo, con la voce da Rocky. I miei amici gli chiedevano di lasciare messaggi in segreteria. Qualcuno voleva farsi insultare: il ‘fanculo, ‘fanculo, ‘fanculo di De Niro...». 

ricky memphis claudio amendola

 

Quando ha deciso di diventare attore? 

«Sono cresciuto a pane e cinema: in casa c’era un clima libero, se mamma non aveva il turno di mattina, dormiva fino a tardi». 

 

Suo padre la consigliava? 

«Era professionale, maniaco della puntualità, me lo ha trasmesso: agli appuntamenti arrivo un quarto d’ora prima. Un giorno mi venne a prendere a casa un’auto blu per portarmi sul set. Papà disse: “Dove vai ci sono 100 persone che lavorano per te, comportati al meglio”. Mi ha fatto capire il valore della squadra». 

antonello fassari claudio amendola

 

La notorietà è arrivata con Vacanze di Natale. 

«Carlo Vanzina mi aveva visto in un altro film. Ci siamo piaciuti e poi ero della Roma. 

Come coatto ero credibile: anche io sciavo con i jeans e le ghette dell’Invicta». 

 

Sul set c’era rivalità con Christian De Sica. Nella vita? 

«Subito dopo abbiamo fatto anche Vacanze in America. Ogni volta che ci incontriamo c’è molta cordialità. Ma non ci siamo mai frequentati: non ho amici dello spettacolo». 

 

Chi sono i suoi amici? 

ricky memphis claudio amendola monica bellucci

«In questo momento sono solo, per scelta. Con la morte di Antonello Fassari credo di aver perso l’amico più grande.  Ho avuto la vita costellata da migliori amici e sinceramente m’hanno rotto un po’ i co... : sul lungo periodo è difficile reggere. L’amicizia oggi la vivo sul set, con persone con cui lavoro da una vita». 

 

Disilluso? 

«Per nulla, amo stare da solo. Anche mangiare da solo: osservo, rubo un pochino dagli altri tavoli e trovo uno spazio per me, in cui riesco a capire ciò che sto vivendo bene e quando è il momento di lasciare andare». 

 

Nel 2022 si è separato da Francesca Neri dopo 25 anni. 

«Ad un certo punto le cose cambiano: le linee che si intersecavano non lo fanno più. 

Succede qualcosa e non siamo in grado di fermarlo». 

 

Siete rimasti amici? 

CLAUDIO AMENDOLA CLAUDIA GERINI FUORI LA VERITA

«Rimane un grande amore e un figlio, Rocco. Pur avendo 26 anni ne ha sofferto e paradossalmente mi ha fatto piacere: vuole dire che ai suoi occhi eravamo una bella coppia». 

 

Vi siete sempre tenuti lontani dai riflettori. 

«Ci piaceva stare per conto nostro: trovavamo dei posti senza il turismo d’élite. Più stranieri c’erano, meglio era. E quando la nostra storia è finita gli altri ci hanno rispettati in questo desiderio di riservatezza. Il fatto che nello stesso periodo si stessero separando Totti e Ilary ci ha aiutati...». 

È stato fedele? 

«Non sempre, ma con Francesca ho scoperto il valore della fedeltà, l’essere fiero di amare totalmente. E a sua insaputa, senza dirle che qualcuna ci aveva provato». 

 

È stato corteggiato? 

CLAUDIA GERINI CLAUDIO AMENDOLA FUORI LA VERITA

«In tutti i modi. Le donne quando vogliono sono più dirette di noi uomini: bigliettini, lingue da un tavolo all’altro, camerieri compiacenti. Le più sbrigative arrivavano a dire: “Dai, ho solo mezz’ora”. 

Dire no era un piacere. La mia frase era: “Ma lo sai con chi sto io?” Ho visto facce sgomente». 

 

Cos’è che non sopporta? 

«La mondanità finta, il doversi divertire per forza. Il 31 dicembre vado a dormire alle 23, detesto brindare con questo o quello. Ma chi sei, che voi, non te conosco ...». 

 

Diciamo che non è facilissimo starle vicino. 

CLAUDIO AMENDOLA - I CESARONI

«Se la sera vuoi andare al Jackie ’O è difficilissimo. Se vuoi fare due risate, mangiare e bere bene, andare al cinema, è facilissimo». 

 

Come è stato compiere 60 anni? 

«Non ho fatto la festa. Ma il bilancio è così positivo che non lo dico, magari mi porto male. L’ho scritto nella quarta di copertina del mio libro “Ma non dovevate andà a Londra?”: sono un ragazzo fortunato. E grato». 

 

È diventato nonno a 47 anni. 

«Sì, ma preferisco essere padre. Come nonno sono un disastro, non ho il tempo, la domenica ho da fare. Ma come padre sono stato presente: anche con le mie prime due figlie Alessia e Giulia, che ho avuto a 20 anni. Rocco è arrivato a 36. In Fuori La verità c’è anche questo: i figli non parlano con i genitori perché non si fidano di loro». 

 

Sul set è con Claudia Pandolfi e Claudia Gerini. 

«La Pandolfi è un’attrice strepitosa, schietta e libera. Abbiamo avuto un feeling immediato. Claudia Gerini potrebbe essere me se fosse un uomo. In lei c’è tanta Roma». 

 

claudio amendola mario brega vacanze di natale

Chi è il personaggio più nero del film? 

«Il fidanzato di “mia” figlia. Rispecchia la figura maschile del narcisista. Ce ne sono tanti: quegli uomini che mentre sentono al telegiornale di una donna ammazzata dal marito pensano “chissà che avrà fatto lei”. Sono cresciuto con un padre che ha messo sul piedistallo le donne. Anche con un complimento per strada». 

Oggi è catcalling. 

claudio amendola

«E invece io se vedo un bel sedere lo guardo. Le donne a me lo guardano: anche se è quello di un vecchio (ride) » . 

 

Se la fermano per un autografo? 

«Mi fa piacere. Quelli che dicono che gli dà fastidio temono che non glielo chiedano. Con la tua firma il ragazzo di 20 anni ci campa sei mesi, chiama la nonna, la fidanzata. 

E a noi non costa nulla». 

Sta per tornare in tv a marzo con i Cesaroni. 

«Sono un pezzo di vita importantissimo e spero che il pubblico si sentirà a suo agio. 

Questa volta firmo la regia». 

 

Il regista con il quale le piacerebbe lavorare? 

«Mi piacciono gli esordienti smart, hanno presa sul boomer che c’è in me. Ma sogno Paolo Genovese: dai Paolo, facciamo un film insieme!». 

claudio amendola

Il suo piano B? 

«Dal 2011 è la cucina: più che un ristoratore sono uno che accoglie». 

Qual è il suo piatto del condannato a morte? 

«Con un’amatriciana fatta bene muoio felice». 

(…)

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