AMORI E BOLLORI DI DINO BUZZATI – IN UN CARTEGGIO INEDITO CON L'EX VICEDIRETTORE DEL CORSERA GAETANO AFELTRA DUE SONO LE DONNE AL CENTRO DEGLI SPASIMI DELL’AUTORE DEL DESERTO DEI TARTARI: LA PRIMA E’ SILVANA, UNA “GIOVANE BALLERINA DELLA SCALA, MA ANCHE ESCORT, CONOSCIUTA A MILANO NELLA CASA D’APPUNTAMENTI D’ALTO BORDO”. L’ALTRA È CARLA CHE DOPO LA SCOMPARSA DELLO SCRITTORE, FINÌ NELLE PAGINE DI NERA PER IL SUO RAPPORTO CON IL BANDITO FRANCIS TURATELLO, DI CUI DIVENNE L’AMANTE. GELOSISSIMA, SI IMBUFALÌ, QUANDO…
Massimo Novelli per il “Fatto quotidiano” - Estratti
Un carteggio inedito fra Dino Buzzati (1906-1972) e Gaetano Afeltra (1915-2005) – due dei grandi protagonisti della nostra letteratura e giornalismo nel Novecento – riapre ancora una volta il capitolo degli amori tormentati dell’autore de Il deserto dei Tartari.
A rintracciarlo nell’archivio di famiglia è stata Maddalena Afeltra, figlia dell’ex vicedirettore dal Corriere della Sera ed ex direttore de Il Giorno, che ora ne pubblica alcune parti sull’imminente numero di gennaio-febbraio della rivista del P.E.N. (Poets – Essayists – Novelist) Club diretta da Sebastiano Grasso.
Due sono le donne al centro delle lettere, che vanno dal 28 agosto 1959 al 6 febbraio 1961 e vengono rese note per celebrare il ventesimo anniversario della morte di Afeltra.
C’è in primis Silvana, che ispirò il personaggio di Laide del romanzo Un amore: una “giovane ballerina della Scala, ma anche escort (si direbbe oggi, ndr), conosciuta a Milano nella casa d’appuntamenti d’alto bordo”. E spicca poi Carla. Buzzati l’aveva conosciuta a Messina nel 1942, convincendola a trasferirsi al Nord. La frequentò sino agli anni 70: dopo la scomparsa dello scrittore, la donna finì nelle pagine di nera per il suo rapporto con il bandito Francis Turatello e con il mondo criminale.
Riferirono i quotidiani nel febbraio del 1979: “Sparatoria all’alba in corso Sempione, a pochi metri dal napoleonico Arco di Trionfo dei giardini del Castello Sforzesco. I frequentatori di una bisca clandestina, già entrata nella cronaca perché situata nell’abitazione di una contessa-pittrice”, indicata come “Elda Carla Marchi, di 49 anni, ex amica dello scrittore Dino Buzzati”, dopo “aver giocato a carte e a dadi, hanno posto mano ai mitra dando vita a un vero e proprio conflitto a fuoco”.
La passione per Silvana aveva messo in crisi il rapporto con Carla, “ragazza-madre che, avendo saputo della relazione di Buzzati con l’altra, è colta da una grande gelosia”.
Lo testimonia ciò che Dino scrisse ad Afeltra il 28 agosto 1959: “Caro Gaetà, il prevedibile è accaduto, ma in una forma molto triste. Qualche carogna – non ho capito se uomo o donna – ha informato la Carla che io ‘me la spasso tutte le sere con una brunetta di 24-25 anni’. Al che lei naturalmente si è imbufalita, assicurandomi che quella persona mi avrebbe tenuto d’occhio, che l’avrebbe avvertita se mi vedeva in qualche locale pubblico, e che lei sarebbe venuta a fare una scenata scandalosa, prendendo per i capelli lei e a me rompendomi il muso di sberle”.
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La situazione s’era complicata. Silvana, dice Buzzati ad Afeltra, “mi ha detto di essere rimasta incinta, di voler avere il bambino, questa idea anzi mi sembra rallegrarla moltissimo. E avendole detto chiaramente: ‘Cara mia, io di certo non ti spingo all’aborto, guarda però che non puoi pretendere che io poi riconosca questo bambino, pazienza se vivessimo insieme ma io ti vedo tre volte alla settimana per qualche ora soltanto’”.
Silvana, infine, “avrebbe avuto una figlia da un fidanzato e sarebbe morta suicida”. A ricordare Carla, invece, morta nel 1981, fu un lettore del Corriere che volle parlare a Gaetano Afeltra in persona, “avendo visto il suo ricordo su Buzzati” del 27 gennaio 1992.
“In casa sua”, gli raccontò, “hanno avuto come badante della madre una signora, ‘piuttosto dimessa’ che aveva risposto a un loro annuncio su Secondamano. La donna aveva raccontato di essere stata per tanti anni con Buzzati (‘Dipingeva con lui e per lui, gli raccontava i propri sogni e lui li utilizzava come spunti’), di avere avuto una figlia, Carlina, con cui non aveva rapporti, e di essere stata poi l’amante del bandito Turatello”.
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