rebecca

REBEKAH, ATTO SECONDO - CINQUE ANNI DOPO IL “TABLOID-GATE”, REBEKAH BROOKS, RIABILITATA E RIASSUNTA DA MURDOCH, TORNA IN SELLA AL GRUPPO E SI LANCIA IN ACQUISIZIONI IN NUOVI SETTORI, DALLE STAZIONI RADIO ALLE START UP, PER SCONFIGGERE LA CRISI DELLA PUBBLICITÀ SUI GIORNALI

Enrico Franceschini per “Affari&Finanza - la Repubblica”

 

rebekah brooksrebekah brooks

La Rossa è tornata. Ma, colore dei capelli a parte, non è più la stessa. Cinque anni dopo la sua incriminazione per lo scandalo delle intercettazioni illecite, il cosiddetto Tabloidgate, due anni dopo la sua assoluzione e un anno dopo il ritorno al comando dell'impero Murdoch in Gran Bretagna, Rebekah Brooks ha cambiato molte cose nel suo modo di operare. In primo luogo, non frequenta più party, Vip e politici. In secondo luogo, ha rivoluzionato i giornali della sua scuderia, nominando nuovi direttori e decidendo quali possono dare le loro notizie a pagamento e quali devono darle gratis su Internet.

 

Infine, ed è il segnale più importante, ha lanciato una serie di acquisizioni fuori della stampa, dalle stazioni radio alle startup digitali, facendo capire che, in tempi duri per i quotidiani cartacei, i profitti vanno necessariamente cercati altrove.

 

Il giudizio sulla "second life" della donna più potente del giornalismo anglosassone rimane sospeso: gli esperti non sono sicuri che ce la farà a riabilitarsi dalla caduta nella polvere, né ad avere successo per la seconda volta. Di certo, tuttavia, "Rebekah la Rossa", com' era soprannominata nella sua prima, folgorante incarnazione, sembra avere imparato la lezione, studiato nuove strategie e modificato la propria immagine.

rebekah brooks cameronrebekah brooks cameron

 

È una nuova Brooks, quella che sta dando battaglia lungo le rive del Tamigi. «Tiene la testa bassa, pensa soltanto a lavorare e pare contenta di non passare più le serate con il jet set», dice una fonte che la conosce al Financial Times. In fondo anche la normalità può risultare affascinante, quando hai conosciuto a lungo la dolce vita, commenta il quotidiano della City.

 

TONY BLAIR REBEKAH BROOKSTONY BLAIR REBEKAH BROOKS

D'altra parte poteva essere imbarazzante farsi vedere in giro, dopo l' arresto, i capi di imputazione, la controversa sentenza di assoluzione: molti osservatori sono scettici che l'amministratore delegato della News Corporation, il gruppo che riunisce i media di Murdoch nel Regno Unito, fosse all' oscuro dei telefonini hackerati dai tabloid di famiglia per raccogliere scoop o influenzare/controllare/ ricattare le sue vittime.

 

Premiata con una liquidazione da favola e un fondo spese legali da milioni di sterline (non per nulla il suo boss ha sempre detto di considerarla "come una figlia"), Rebekah ha assunto i migliori avvocati d' Inghilterra e il risultato dimostrato che sono stati soldi spesi bene. Dimostrare adesso un po' di umiltà, assumendo un basso profilo, è comunque una scelta intelligente.

rebekah brooks andy coulson rebekah brooks andy coulson

 

La sua seconda mossa è stata rimettere ordine nei giornali. Ha preso un nuovo direttore per il Sun, Tony Gallagher, ex-direttore del Sunday Telegraph, un reporter veterano che ha restituito al quotidiano nazionale più diffuso un po' del suo piglio più aggressivo e ribaldo; e ha promosso, allontanato, sostituito altri redattori di alto e medio livello. La decisione più importante è stata però strategica. Ha eliminato la paywall per il Sun e il Sun on Sunday: i quotidiani popolari, ha stabilito, devono potersi leggere online gratis, perché il popolino non ha soldi da gettare e potrebbe trovare notizie altrove.

rebekah brooksrebekah brooks

 

L' ha invece mantenuta per il Times e il Sunday Times, che hanno consolidato i propri abbonamenti fino a raggiungere il livello più che rispettabile di 250mila utenti. E con l' abituale pragmatismo (o cinismo), si è schierata con entrambe le parti nel referendum sull' Unione Europea: il Sun per Brexit, il Times per Remain.

 

Il calo di copie e di pubblicità nella carta stampata non viene comunque compensato dalla crescita di abbonamenti e pubblicità su internet. Tra il 2011 e il 2015, il fatturato della News Corporation in Gran Bretagna e Irlanda è sceso da 1 miliardo e 300 milioni a 1 miliardo e 100 milioni di sterline.

 

REBEKAH BROOKS WADE E ANDY COULSON CON I RISPETTIVI CONIUGIREBEKAH BROOKS WADE E ANDY COULSON CON I RISPETTIVI CONIUGI

Per questo Brooks amplia i suoi orizzonti, come illustrano due recenti acquisizioni: Wireless Group, proprietario di Talksport Radio, un' emittente dedicata allo sport, per 220 milioni di sterline; e Unruly, una start-up di pubblicità digitale, per 114 milioni di sterline. La radio rappresenta una piattaforma per promuovere i servizi di informazione sportiva del Sun, in particolare quelli sulla Premier League di calcio. E il giornale ha lanciato da poco una nuova iniziativa digitale: Sun Bets, un servizio di scommesse sullo sport. Altre acquisizioni seguiranno a breve, tutti ne sono sicuri.

 

Charlie Brooks E Rebekah Charlie Brooks E Rebekah

Fa tutto parte di una nuova visione su come fare sopravvivere il business delle news nell' era della rivoluzione digitale. Prima di tornare al suo posto di ad della News Corporation a Londra, Rebekah Brooks ha trascorso un anno a New York a studiare l' impatto dei social network come Twitter e Snapchat sull' informazione e come la tecnologia digitale sta sconvolgendo il settore pubblicitario. Riassumerla nel suo vecchio incarico, afferma Hacked Off, una lobby per la libertà di stampa, è stato da parte di Murdoch come mostrare il dito medio allo scandalo Tabloidgate. Ma la Rossa spera di poter alzare medio e indice in segno di vittoria, come Churchill, anche nella sua nuova versione.

 

MURDOCH E REBEKAH BROOKSMURDOCH E REBEKAH BROOKSREBEKAH BROOKS AL PROCESSO SUL TABLOID GATE REBEKAH BROOKS AL PROCESSO SUL TABLOID GATE

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…