“LA COMUNITÀ DEL ‘FATTO’, CON I SUOI GIORNALISTI E I SUOI LETTORI, VALE PIÙ DI QUALUNQUE OFFERTA” – ANTONIO PADELLARO, FONDATORE DEL GIORNALE E PRINCIPALE AZIONISTA, MANDA UN MESSAGGIO A LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE VUOLE LANCIARE UN’OPA SUL QUOTIDIANO: “IL CDA HA DECISO DI NON INCONTRARLO. E HA RESPINTO LA RICHIESTA DI DUE DILIGENCE DI LMDV MEDIA. L’HA DETTO CHIARO GIÀ TRAVAGLIO: ‘IL FATTO’ NON È IN VENDITA” – “NON CEDERÒ LE MIE QUOTE, TOCCHERÀ AI MIEI FIGLI E NIPOTI CONTINUARE A GESTIRE QUESTO PATRIMONIO MORALE E PROFESSIONALE…”
Estratto dell’articolo di Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”
antonio padellaro in altre parole.
Il cda del Fatto Quotidiano si è riunito ieri pomeriggio con urgenza dopo la richiesta di Leonardo Maria Del Vecchio d’incontrare i soci. Antonio Padellaro, fondatore e primo direttore del giornale, insieme all’ad Cinzia Monteverdi è il principale azionista con quasi il 17%.
Allora, Padellaro?
«Il cda ha deciso formalmente di non incontrarlo. E ha respinto anche la richiesta di due diligence di Lmdv Media. Lo ha detto chiaro già Marco Travaglio da Lilli Gruber a Otto e mezzo . Il Fatto non è in vendita».
Selvaggia Lucarelli, firma di punta del quotidiano, l’altro giorno ha ricordato a Del Vecchio jr che il «Fatto» non è il Twiga.
«Selvaggia ha scritto sul Fatto un articolo che io reputo strepitoso su Leonardo Maria Del Vecchio, ma già quel pezzo l’ha fatto molto arrabbiare, perciò non aggiungerei altro a quello che lei ha scritto».
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Se mai pensasse un giorno di vendere le sue quote, a chi le venderebbe?
«Non le venderò, ho due figli e 4 nipoti e li ho già messi sull’avviso che toccherà a loro continuare a gestire questo patrimonio morale e professionale che è il Fatto . Dico “morale” perché la comunità del Fatto , con i suoi giornalisti e i suoi lettori, vale più di qualunque offerta».
marco travaglio antonio padellaro (12)
Tra i suoi tanti libri ce n’è uno intitolato «Solo la verità lo giuro. Giornalisti artisti pagliacci». Ma il ruolo della stampa resta fondamentale, non crede?
«Certo, specie oggi che viviamo in mezzo a notizie false ecco che il giornalista è l’ultimo vero baluardo in grado di mettere il lettore nella condizione di conoscere e capire».
Lei è stato, nel 2005, direttore dell’«Unità», che ora l’editore Romeo ha chiuso licenziando i giornalisti. Il Pd sta cercando di riportare in vita il quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Ci riuscirà?
«Non lo so, non conosco i termini della trattativa, di certo me lo auguro. Ricordo con piacere quegli anni passati in mezzo a una redazione di fuoriclasse, in pieno impero berlusconiano, Furio Colombo prima mi volle condirettore, raggiungemmo tirature impensabili.
È stato grazie alla scuola dell’ Unità e ai 20 anni vissuti al Corriere della Ser a e ai 10 all’ Espresso che ho maturato l’esperienza che mi ha permesso poi con Marco Travaglio, Peter Gomez e gli altri di creare il Fatto nel 2009». […]
leonardo maria del vecchio a rtl 102.5 3
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