giorgio armani

1. ARMANI ROTTAMA LA MODA DA OMOSESSUALI E GLI OMOSESSUALI ROTTAMANO ARMANI 2. SELVAGGIA: “SE PERFINO L’UOMO CHE DI MASCHI NE HA IMPROFUMATI MILIONI CON “L’ACQUA DI GIÒ” ARRIVA A DIRE “L’UOMO HA DA PUZZÀ” VUOL DIRE CHE L’EMERGENZA È SERIA’’ 3. CHISSÀ PERCHÉ UN ETERO PUÒ DIRE CHE UN ETERO VESTITO DA HIPSTER FA PENA E UN OMOSESSUALE NON PUÒ DIRE A UN OMOSESSUALE CHE VESTITO DA SOLANGE È RIDICOLO

1 - LA GUERRA DEI GAY

Selvaggia Lucarelli per “Libero quotidiano

 

fedez e giorgio armanifedez e giorgio armani

Chissà come gongola, a due anni dalla sua uscita sulla famiglia tradizionale, il buon Guido Barilla. Chissà come sogghigna e dà di gomito ai fratelli mentre loro, quelli che due anni fa, quando qualcuno gridò: «Chi deve andare sulla croce, Gesù o Barilla?», gridarono «Barilla!», adesso si giudicano tra di loro. Del resto, doveva succedere. È la storia di ogni lobby che si rispetti.

 

Durante la scalata si buttano giù quelli che si incontrano salendo, in cima alla vetta quelli che sono saliti con te. E che il mondo gay - quello che conta, quello che decide, quello che orienta gusti e tendenze - da un po’ di tempo a questa parte prediliga i derby omo ai match con etero è una tendenza interessante.

 

beckham per armanibeckham per armani

È la spia (o forse la conferma) che il mondo gay non sia per nulla compatto contro la jihad etero-integralista degli Adinolfi, ma che in fondo, al suo interno, sia più frastagliato, conflittuale e intollerante di quello che sembra. E così, in un paio d’anni, il mondo gay è passato dal boicottare la mezza manica di Barilla, a boicottare la camicia a mezza manica di Dolce e Gabbana e di Giorgio Armani (impresa per giunta abbastanza semplice, visto che è più elegante infilarsi nudi in un cartone di fusilli Barilla che in una camicia con Madonna siciliana stampata sul petto di D&G).

cristiano ronaldo posa per armanicristiano ronaldo posa per armani

 

Ci sarebbe da capire il perché gli stilisti siano diventati tutto a un tratto i maître a penser del nuovo millennio, ma è pur vero che se tutto questo può servire ad arginare Saviano, ben venga Laura Biagiotti che dice la sua sui nuovi califfati e la crisi del sacerdozio. In principio fu Domenico Dolce. Disse che per lui la famiglia è quella tradizionale, che gli uteri in affitto e figli sintetici non lo convincevano. Si squarciò il cielo.

 

andrea scanzi e selvaggia lucarelli mandano un bacio a barbara d urso che li aveva querelatiandrea scanzi e selvaggia lucarelli mandano un bacio a barbara d urso che li aveva querelati

Si crepò il soffitto del Plastic. Si ingrigì la barba di Conchita. I cani di Valerio Scanu cominciarono a ululare alla luna. E poi, violento e inatteso come un temporale ad agosto o un guizzo della Sardone, arrivò l’anatema di Elton John, che invitò i gay sani a boicottare Dolce e Gabbana (come se poi un gay sano di mente avesse mai comprato la cintura con la fibbia D&G).

 

Furono giornate difficili in cui i Barilla con le piume di struzzo vennero fuori numerosi, in cui i Malgioglio e i Signorini dichiararono impavidi che i figli sono roba da etero come il calcio e la gnocca e che ai gay, al massimo, deve star bene adottare i gatti, i bassotti e le amiche zitelle over 40 (quelle ribattezzate «frociarole» dal mondo gay).

Giorgio Armani da ChiGiorgio Armani da Chi

 

Oppure Loredana Bertè. Furono giornate di accuse reciproche e di coprifuoco, in cui dopo le otto di sera gli omosessuali si cercavano su gridr, sì, ma per prendersi a mazzate. Poi le acque si calmarono e si riprese a discutere di Madonna da Fazio e di altre questioni di rilevanza geo-politica su cui il popolo gay era particolarmente acceso in quei giorni. Perché, sempre a proposito di guerre intestine tra gay che odiano altri gay, il gay moderato fan di Madonna odia le madonnare isteriche (cit.) tanto quanto lo spettatore moderato di Amici odia i bimbominkia di Emma.

armaniarmani

 

E ora arriva Giorgio Armani, che con un candore da fatina dei boschi dichiara al Sunday Times: «Un omosessuale non ha bisogno di vestirsi da omosessuale, quando l’omosessualità è esibita all’estremo come a dire “Ehi sono omosessuale”, non ha nulla a che fare con me». Senza preoccuparsi di conseguenze, anatemi, insulti, rivolte e ritorsioni, minacce di boicottare le sue mutande, il suo sushi, il suo profumo. Senza preoccuparsi del fatto che le madonnare lo ritenevano già responsabile del tentato omicidio della loro beniamina per quel mantello troppo stretto, a causa del quale la Ciccone era rotolata dalle scale che neanche la carrozzina della corazzata Potionkin.

 

Giorgio Armani da ChiGiorgio Armani da Chi

E non solo. Aggiunge che gli fanno orrore anche i palestrati. Impallina, insomma, in un colpo solo eccentrici-effemminati e tronisti col sopracciglio spinzettato. E lo so che un sacco di gay si sono imbufaliti e ora son lì che fanno quelli che rivendicano il diritto di vestirsi come cippa gli pare e il povero Giorgio che nel 2010 aveva proposto di candidare Internet per il nobel per la pace, ora lo stanno sfanculando su internet in tutte le lingue del mondo, però io trovo che Armani sia stato coraggioso e leale.

Giorgio Armani da ChiGiorgio Armani da Chi

 

Che non abbia fatto finta di farsi piacere gli eccessi e gli uomini in fuseaux e gli osceni jeans skinny e la pochette e certi fenomeni da baraccone liberi di essere fenomeni da baraccone come è libero Giorgio Armani di non farseli piacere, perché esiste un vasto, vastissimo mondo omosex che non ama gli estremi. Che non ama il circo, il trucco, il travestimento, l'esibizionismo. Perché esistono i Giorgio Armani e i Tom Ford che hanno scelto la sobrietà e gli Elton John, i Karl Lagerfeld.

Giorgio Armani da ChiGiorgio Armani da Chi

 

Perché esistono i Tiziano Ferro e i Renato Zero. E perché poi tra i Rupert Everett e i Liberace ci sono infinite sfumature, per esempio Mika e il suo look dandy più ironico che effemminato. Che però i gay facciano finta di non capire cosa voglia dire «vestirsi da omosessuale» tanto per dare del babbione, anacronistico e intollerante a Giorgio Armani fa piuttosto ridere.

Giorgio Armani da ChiGiorgio Armani da Chi

 

Proprio i gay, che non esitano a etichettarsi e apostrofarsi tra di loro, che non esitano a darsi della «frocia» e della «checca» quando devono infilare qualcuno nella casella «eccessi» umorali o estetici che siano. Chissà perché un etero può dire che un etero vestito da hipster fa pena e un omosessuale non può dire a un omosessuale che vestito da Solange è ridicolo.

 

spot dolce e gabbanaspot dolce e gabbana

Detto ciò, pur difendendo Giorgio Armani dalle invettive, in cuor mio mi auguro, da donna, che gli omosessuali continuino a vestirsi da omosessuali perché tra hipster, metrosexual e finti etero con moglie e figli che fanno da alibi come lo scontrino del ristorante per l’assassino, almeno riusciremo a distinguerli dagli eterosessuali. E se perfino l’uomo che di maschi ne ha improfumati milioni con “l’Acqua di Giò” è arrivato a dire «l’uomo ha da puzzà» vuol dire che l’emergenza è seria.

 

2 - RE GIORGIO ROTTAMA LA MODA DA GAY

dolce & gabbana

Nino Spirli per “il Giornale”

 

Potrebbe sembrare naturale: al mattino ti svegli, fai colazione, la doccia, apri l'armadio e prendi la biancheria, poi la camicia e i calzoni o la gonna e la blusa e li indossi. Ti vesti. Da uomo. Se sei uomo. Da donna, se sei donna. Puoi svirgolare sugli accostamenti, sui colori. Su qualche accessorio. Ma, di massima, non sei chiamato al carnevale tutto l'anno. Se sei sereno. Se non hai la fissazione di voler sconvolgere, l'esigenza di scandalizzare, di provocare ad ogni costo.

 

Se non vuoi masticare la dannazione e il veleno della rivalsa sessuale, «di genere», ad ogni respiro. Ti vesti e basta. E magari sei omosessuale. Hai un compagno o una compagna del tuo stesso sesso. Altrettanto sobrio, altrettanto misurata, anche se con qualche sbaffo di eccentricità. Non guasta e non impegna. Sei prima di tutto Te stesso. Indossi gli abiti per ripararti dal freddo o combattere l'afa dell'estate. Per premiarti. O, anche, per superare un momento difficile.

famiglia cristiana del 2025 dolce e gabbana viva la figafamiglia cristiana del 2025 dolce e gabbana viva la figa

 

A me, lo confesso, la morbidezza della lana calma l'ansia. Per questo, forse, sopra tutto indosso sempre una sciallessa. Da donna? No, da me. Mio nonno portava il tabarro. L'ho ingentilito un po'. Tutto qui. Detesto la «moda di genere», perché detesto «il genere». Sono nato maschio e peloso e non schiaffeggerei mai Madre Natura per avermi dotato di tali nobili caratteristiche. Ciò non toglie che mi sia innamorato di un altro maschio e che con un altro ancora lo abbia rimpiazzato dopo l'abbandono.

 

Senza il bisogno di indossare la mutanda da gay, la tshirt da gay, la camicia da gay, il calzone da gay. Non ho mai strappato un pelo dall'arco sopraccigliare, né ho avuto l'esigenza del bronzo sulla pelle, da lampada o crema cosmetica. Eppure son frocio. Si può esserlo in vari modi. Uno è quello sobrio. Composto. Che non vieta ad altri di scegliere il carnevale. Armani, intervistato dalla stampa britannica si lascia sfuggire «Un uomo omosessuale è uomo al 100%. Non ha bisogno di vestirsi da omosessuale».

 

stefano gabbana contro elton johnstefano gabbana contro elton john

E apriti cielo! Non lo sa, forse, l'elegante stilista, che chi tocca i gay muore? Un po' come succede con i cavi dell'alta tensione. Una volta eravamo terrorizzati dal teschio e i due femori incrociati che ci redarguivano dall'accostarci alle centrali elettriche e ai tralicci. Oggi il teschio se lo tatuano sulla giugulare, o sulla chiappa, o gli pende, coperto di strass, dalla catena al collo. Ma l'avviso di pericolo vale sempre. Soprattutto se il titolare della «crozza» appartiene alla categoria degli intoccabili.

 

Qui, il problema, caro Armani, non è più l'abito (che il monaco lo fa, eccome!), ma la temerarietà di essersi spinto a criticare la Casta poco casta. Lei ha toccato punti assolutamente tabù: i muscoli, le palestre… Non lo sa che quelli sono luoghi sacri, templi dedicati all'incontro e alla socializzazione? Per molti, addirittura diventano sede di coming out. Sa quanti eterofroci si sono smascherati tra bilancieri e manubri, spogliatoi e docce?

 

elton john boicotta dolce e gabbanaelton john boicotta dolce e gabbana

Ma Lei, non contento, continua l'opera di sbriciolamento del mito, frantumando la figura della babbiona rifatta. Ah! Satanasso di un Sarto! Ma non le vede mai, le antiche bellezze oggi puntellate sottopelle, fotografate a fianco al gayuzzo di turno, in cerca di visibilità? Sembrano gatte spiritate, colpevole il botulino, o anche paciocconissimi pesci palla, complice qualche mezza litrata di acido ialuronico. Ma, agli occhi del gayo cicisbeo, appaiono come Venere appena nata dalla spuma. Mannaggia a Lei, sommo stilista! Ingenuo o provocatore?

mrmns27 maria monse solangemrmns27 maria monse solange

 

E, loro, gli intoccabili, che faranno, adesso? Boicotteranno anche Lei? Altri stilisti non mi sembra che abbiano abbassato le saracinesche. Non risulta che schiere di collaboratori abbiano perso il prezioso posto di lavoro. Grazie a Dio. E, dunque, abbandoniamo i guardaroba e occupiamoci di ben altri problemi, che alle polemiche ricchione ormai ci abbiamo fatto il callo. Sapesse.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…