PER FAVORE, NON MORDERMI SUL NASO! - L’EX SOCIO DI BOBO VIERI, ROBERTO MARIA ADAGO, SI FA MYKE TYSON E STACCA A MORSI IL NASO DI UN SUO “CONOSCENTE” (PREGIUDICATO) DURANTE UNA RISSA SCOPPIATA IN DISCOTECA - QUANDO SI DICE ‘AVERE NASO PER GLI AFFARI’: APPENA UN ANNO FA AVEVA AZZANNATO LE FROCE A PATATA DI VIERI DOPO UN BANALE LITIGIO - “LO FACCIO SOLO PER DIFENDERMI”…

Andrea Galli per "Corriere.it"

Spietati e pettegoli, i vicini del tecnologico palazzo di 13 piani in via Achille Papa dove lui occupa l'attico con vista sulla montagnetta di San Siro, si domandano se sia più caduto in basso oppure in disgrazia.

Il riferimento è alla cronaca nera (mercoledì mattina) e alle comuni cronache finanziarie (da un sacco di tempo l'accusano di non pagare le spese condominiali). Sua mamma, dolce affranta signora di origini padovane, poverina, nella casetta d'un quartiere popolare ricorda di quando il figliolo la faceva penare in questo senso: raccoglieva i cani randagi, li portava in cameretta, apriva l'armadio e usava i vestiti come coperte, immolando gli abiti della festa.

Certamente il signor Adago, 44 anni, è uomo di profondi contrasti. Di nome fa Roberto Maria, è alto un metro e novanta e ha una voce lieve, rassicurante, financo protettiva; si definisce persona che «lascia correre, nel traffico se mi tirano un vaffa e fanno un gestaccio me ne frego» eppure l'altroieri con un morso ha staccato il naso a uno. In senso letterale. E non è la prima volta. Aveva azzannato alle narici anche l'ex socio d'affari -grand'amico - compare Bobo Vieri, un annetto fa. O forse no. «Con Vieri abbiamo discusso, è vero, abbiamo bisticciato. Finita lì».

Ma la successiva invasione della spiaggia con la barca, modello sbarco da D-Day? Bisogna essere sinceri e davvero non è accanimento o pregiudizio: lei, signor Adago - lo si dica con un certo timore, lei capirà, in considerazione di alcune sue reazioni violente - ha nomea di cattivone, e rischia di tenersi addosso nei secoli dei secoli l'etichetta di mangiatore, divoratore di nasi.

Roberto Maria Adago ha studiato in un istituto tecnico, voleva diventare pilota di Formula 1, s'è inventato imprenditore, sposato s'è separato, ha una bambina, corre e nuota, diserta i pesi in palestra, ha una fiammante Audi R8, ha scelto Formentera come buen retiro , se capita ospita in casa emiri arabi che mollano giù in strada fantasmagoriche limousine, è stato accostato a Nicole Minetti, sempre lei, con la quale avrebbe avuto un infuocato flirt; e ancora Adago ha inventato e con Vieri ha lanciato il marchio d'abbigliamento «Baci & Abbracci».

Il marchio ha incontrato un iniziale boom, dopodiché s'è ammosciato. Adago, che possiede il 25%, giura che adesso va meglio, i conti quadrano, c'è aria di rilancio, sembrerebbe.

Un'amica genovese, signora posata e di grazia, nemmeno vuol discuterne: «Roberto è un ragazzo d'oro». La mamma, e chi meglio delle mamme può saper la verità, racconta: «Roberto non è cattivo». Un condòmino, con una grossa nervosa risata, dice: «Uff... Adago... Mi ascolti, quello sclera, diventa violento quando è fuori di testa e il fatto è che sta fuori di testa per la maggior parte delle volte. Invase la spiaggia, ma dai... È mica uno a posto».

La genialata della barca, a sentire l'accusa, aveva l'obiettivo d'una rappresaglia, una vendetta, poiché puntava il Tahiti, il ristorante teatro il giorno prima delle botte con Vieri. «Vicenda gonfiata» la chiude Adago, ritornato nell'attico dopo la notte al fresco, nel senso che ha avuto freddo.

L'avevano sistemato in una cella di sicurezza della Questura. In mattinata il trasferimento in Tribunale per la direttissima. Rilasciato il 31 maggio prossimo andrà in udienza e sarà decisa la sua sorte.

La polizia ha raccontato che mercoledì mattina Adago è stato fermato poiché nel corso di una colluttazione aveva strappato a morsi il naso del contendente, un pregiudicato (gliel'hanno riattaccato).

Adago sostiene d'esser salito nell'attico con un tizio conosciuto in una nottata con amici. «Stavo con due conoscenti a un bar all'Arco della Pace, ci siamo trasferiti in una discoteca di corso Como, è saltato fuori 'sto tizio, che più avanti si sarebbe vantato d'aver passato venticinque anni di galera, voleva impressionarmi.

Ha saputo che avevo una R8, ha chiesto di farci un giro, non dico mai no a nessuno. Il tizio tirava troppo, mi sono fatto riportare a casa, dove sarebbero dovuti arrivare i due amici, che tardavano. Per ingannare l'attesa col tizio siamo andati su a berci una birretta, ha arraffato l'iPhone ed è scappato, l'ho inseguito, mi ha detto di dargli cinquanta euro, ha estratto un tirapugni, stavamo faccia a faccia, per difendermi, gli ho morsicato il naso».

Ascolti Adago, in sincerità: lei ha l'ossessione del naso, confessi, non ne ha mai parlato con... «No, che c'entra il naso?». Sarà un dettaglio, eppure nella foto che invia al giornale egli è ritratto di profilo, il naso si staglia netto, prende la scena più dell'abbronzatura.

 

 

ROBERTO MARIA ADAGOVIERI E L'EX SOCIO DI BACI E ABBRACCI ROBERTO ADAGOlapr bobo vieriNicole Minetti

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…