‘’PER FAVORE, NON SPORCHIAMO LA PORNOGRAFIA CON L'EROTISMO ELEGANTE, L'OSCENO GIUSTIFICATO DALL'ARTE, IL BELLO CHE PURIFICA LO SPORCO’’ – ERA IL 1978 E SU “L’ESPRESSO” L’INEGUAGLIABILE BERNARDINO ZAPPONI, SCRITTORE E SCENEGGIATORE DI TANTI CAPOLAVORI DI FELLINI, TOLSE IL VELO AL COMPROMESSO STORICO TRA OSCENITÀ E MASS MEDIA: “NEGLI ANNI ‘50, I CULI INTRAVISTI E I SORRISI CANDIDI DELLE MODELLE SEMINUDE DI "PLAYBOY" CONTRABBANDARONO L'EQUIVOCO: CHE SI POTESSE ESSERE, CIOÈ, SPORCHI E PULITI NELLO STESSO TEMPO - LA PORNOGRAFIA DEVE RESTARE SUPERBA E APPARTATA...”
carissimo bernardino - di Rocco Moccagatta Alberto Pezzotta
Bernardino Zapponi – articolo de "L'Espresso" del 29 ottobre 1978) - Estratto da “Carissimo Bernardino…” – a cura di Rocco Moccagatta e Alberto Pezzotta - Mimesis
Le sciocche, pulite ragazze nude di "Playboy", sono un emblema mondiale di onanismo per famiglia, accettato da madri e spose, tollerato dai procuratori della Repubblica. Per me, non amo l'erotismo elegante, l'osceno giustificato dall'arte, il bello che purifica lo sporco.
Preferisco lo sporco puro; la pornografia aggressiva che non si compone in fattezze accettabili, ma resta traumatica come un'immagine macabra di bassi istinti, indubbia come gli atlanti di medicina legale. Sade il filosofo, un Dante senza Paradiso, è infinitamente più alto di Sacher Masoch, coi suoi romanzetti rosa belle époque, dai quali si scende subito ai fotoromanzi edizioni San Paolo.
La pornografia è tragica, l'erotismo è sentimentale; quindi borghese. Negli anni Cinquanta, "Playboy" rappresentò l'infiltrazione della pornografia dentro il tessuto perbene delle sazie famiglie americane; i colori tenui, i culi intravisti, i sorrisi candidi delle modelle seminude, contrabbandarono l'equivoco: che si potesse essere, cioè, sporchi e puliti nello stesso tempo.
D'accordo con Sade, nego questo ossimoro, e vi esorto all’oscenità non obliqua ma dritta come spada, spietata come in quelle riviste turpi, che vengono sequestrate, e arrestati i direttori, perché la loro idea è Libertà; Verità; quindi qualcosa che non si può accettare.
Contesto il compromesso storico tra oscenità e mass media. La pornografia deve restare superba e appartata, isolata negli aristocratici lazzaretti dei porno-shops, nei cinema misteriosi dalle luci rosse, nei libri condannati agli inferni delle biblioteche.
Non confondiamo la carta patinata e le pupazze di Hugh Hefner, lucide e colorate come i calendarietti dei barbieri, con l'oscenità ruvida, male stampata, nobile e sdegnosa. Per favore: non sporchiamo la pornografia, uno dei pochi prodotti ancora autentici della civiltà cristiana.
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