ferrara brunetta

BRUNETTA CONTRO FERRARA! "CARO(GNA) GIULIANO, MASCHERI IL TUO SERVILISMO VERSO IL PADRONE, STAVOLTA MERKEL E RENZI-MARCHIONNE, FACENDO L'ISTRIONE" - MA IL MOTIVO E' MATERIALISTA: IL TUO 'FOGLIO' È COME LA GRECIA: NON HA MAI FATTO UN EURO DI PROFITTO"

1. LETTERA APERTA DI RENATO BRUNETTA A GIULIANO FERRARA: "IL TUO OSSEQUIO AL NUOVO PADRONE DIVENTA UNA MASCHERATA PATETICA"

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Caro(gna) Giuliano,

 

 

BRUNETTA BERLUSCONI FERRARA BRUNETTA BERLUSCONI FERRARA

sono l’amico ed ex Nobel Brunetta, del resto chi non è vedovo di qualche speranza giovanile? Solo tu non sei vedovo del tuo comunismo originario. Che per te non è mai stato amore per la classe operaia, né credito nella lotta di classe, ma ossequio alla possente verità del materialismo storico, per cui la storia ha un’evoluzione fatale, e saggezza è riconoscere che solo la forza merita ossequio, perché il potere comunque ottenuto è certificazione della verità e del bene e persino del bello.

 

Di più: il potere nella sua brutalità è divertente - e qui sta la tua aggiunta geniale, in cui peraltro sono rintracciabili precedenti nella prosa di Engels della “Sacra famiglia”.

 

BRUNETTA BERLUSCONI FERRARA BRUNETTA BERLUSCONI FERRARA

Però te ne vergogni. Lo si capisce dal fatto che hai bisogno di mascherare la viltà di acciambellarti ai piedi del vincitore con qualche contorsionismo buffonesco. Quando infatti il servilismo è evidente, esiste una sola arma per cavarsela apparendo intelligenti e belli: fare l’istrione.

 

renato brunettarenato brunetta

È quello che l’astuzia pachidermica ti ordina, caro(gna) Giuliano. Così esageri, porti all’esasperazione il tuo totale ossequio al nuovo padrone, convinto che lo spettacolo dell’intelligenza che si sbraca sia un perfetto sostituto della dignità e della coerenza ideale.

 

Ma noi sappiamo bene che Rigoletto è una figura tragica e infelice, ed è in fondo per questo che sono sempre ammaliato dalle tue trasformazioni, che ambiscono a farti restare sempre uguale: amico e comunista, mai ex comunista, ma sempre più adorante del tuo fanciullino amendoliano-stalinista. E perciò tragico. Perché alla fine il comunismo perde, e vince la libertà.

 

Per metterti al riparo dall’ironia auto-ironizzi e, in unità d’intenti con Claudio Cerasa, chiama “Il Foglio” “The Blatt”.  Ma, se permetti, non è autoironia, è una mascherata patetica, un po’ come le SS italiane rispetto all’originale.

renato brunetta (2)renato brunetta (2)

 

Perché io ritengo nefasto, moralmente perverso teorizzare l’occupazione manu anzi pede militari della Germania, e giocare a trasformare il proprio pensiero nell’organo ufficiale di Vichy, povero grande Petain de noantri.

 

C’è una sequenza da festa popolare dei patroni e dell’uva fogarina. Scrivi che il fiasco di Tsipras : “E’ la rivalutazione totale del governo Monti 2011, di santa Elsa Fornero, dell’appoggio convinto di Berlusconi e Bersani all’esperimento di ‘depoliticizzazione della democrazia’, concetto sul quale abbiamo studiato qui al Foglio, e non poco.

 

GIULIANO FERRARA CON IL ROSSETTO GIULIANO FERRARA CON IL ROSSETTO

E’ l’aureola su Giorgio Napolitano, comunista realista e riformista europeista da beatificare in vita. E’ il timbro sul governo Renzi-Marchionne, che grazie al Nazareno ha infine velocemente allontanato gli spettri del sinistrismo parrocchiale e goliardico”.

 

Ehi, dopoliticizzazione della democrazia, è esattamente comunismo allo stato di essenza marx-engeliana, prima ancora che leninista: il primato dell’economia, unica vera struttura, identificata per comodità con la democrazia, e la riduzione della politica a sovrastruttura.  Come dimostra la perfetta sintesi del tuo  amatissimo governo, molto caro (gna) Giuliano: il Renzi-Marchionne. E qui si svela purtroppo l’arcano, molto materialista.

 

GIULIANO FERRARA CANTA CON LA PARRUCCA ROSSA IMITANDO ILDA BOCCASSINI GIULIANO FERRARA CANTA CON LA PARRUCCA ROSSA IMITANDO ILDA BOCCASSINI

Il tuo “Foglio” è come la Grecia: non ha mai fatto una lira, o un euro di profitto. L’unica speranza è di essere comperato volta per volta dal Principe sempre nuovo e sempre uguale. La Merkel? Troppo pitocca, guarda come ha bastonato la Grecia. Meglio questi due, o qualche loro promanazione paraverdiniana, che si faccia carico dei debiti. Fino al prossimo Principe.

 

 

Renato Brunetta

 

 

 

2. L'ARTICOLO CUI FA RIFERIMENTO LA LETTERA DI RENATO BRUNETTA, PUBBLICATO OGGI SUL "FOGLIO"

 

ADDIO SPINELLOPULOS

Giuliano Ferrara per “il Foglio

 

GIULIANO FERRARA PIPPA COCA PER FESTEGGIARE LA VITTORIA DI RENZI GIULIANO FERRARA PIPPA COCA PER FESTEGGIARE LA VITTORIA DI RENZI

Tienimi-da-conto-Merkel. Però. Stessa faccia, stessa razza. Io mi sento greco. Ma l’accordo non lo trovo umiliante. E’ realistico. E’ espressivo di quel che l’Europa della moneta unica è effettualmente, non di quello che si vorrebbe fosse quando si passa al suo sportello. E’ la sconfitta di sei mesi di politica universitaria, roba che neanche nel favoloso 1968 sarebbe stata concepibile.

 

giuliano ferraragiuliano ferrara

E’ il risultato di un piccolo e meraviglioso paese fatto a pezzi dall’ideologia, ora da ricostruire. E’ la rivalutazione totale del governo Monti 2011, di santa Elsa Fornero, dell’appoggio convinto di Berlusconi e Bersani all’esperimento di “depoliticizzazione della democrazia”, concetto sul quale abbiamo studiato qui al Foglio, e non poco.

 

E’ l’aureola su Giorgio Napolitano, comunista realista e riformista europeista da beatificare in vita. E’ il timbro sul governo Renzi-Marchionne, che grazie al Nazareno ha infine velocemente allontanato gli spettri del sinistrismo parrocchiale e goliardico. E’ un accordo sul quale vale la pena rifletta con sensibilità politica ed economica l’amico ed ex premio Nobel Renato Brunetta. Il simpatico talk show host Landinis, autore della coalizione sociale syrizana ancora in fieri, ha anche lui da pensare.

 

FERRARA E BERLUSCONI FERRARA E BERLUSCONI

E’ l’accordo che seppellisce la brigata Kalimera, con tutti i suoi Salvini, Grillo, Spinellopulos, Florestakis, e con la minoranza de sinistra ex Pd e i cocci sparsi dell’antagonismo impegnati a godere delle sventure di un popolo incolpevole, che ha votato con l’innocenza del cuore, da sempre cattiva consigliera, prima per Tsipras e Varoufakis, poi per il “no” al referendum scellerato. Una cosa sembra accertata, altro che polls, qui da noi non avremo grilli per la testa.

 

tsipras renzi merkeltsipras renzi merkel

La lezione servirà. In soli sei mesi la demagogia populista e classista di una coalizione di giovani e ardenti cosmopoliti del cazzeggio e di vecchi stalinisti ateniesi, con il corteggio e l’appoggio di destre improbabili e “dorate”, ha messo la Grecia in ginocchio, recessione di nuovo, fuga dei capitali anche popolari, minuti, boria nazionalistica spacciata per velleità di riforma dell’Europa della moneta unica, ma il tutto senza moneta, senza produttività, senza lavorare abbastanza e riformare alcunché. Non poteva conseguire altro che quello che è infine accaduto.

MERKEL-MONTIMERKEL-MONTI

 

Non è colpa, Schuld, della Germania, che è cattiva abbastanza, ma non tanto da prendere atto di un fallimento debitorio (Schuld) infinito senza battere il ciglio degli eurobillions che ora il valoroso Parlamento tedesco, il Bundestag, dovrà ratificare ma dopo che l’agorà ateniese avrà messo nero su bianco tasse vere, privatizzazioni vere, garanzie vere e monitorabili dalle istituzioni cioè dalla Troika.

 

Merkel e MontiMerkel e Monti

Tienimi-da-conto-Winckelmann. Quel grande storico dell’arte antica e critico archeologico del Settecento, Johann Joachim nato nel Brandeburgo, ispirò Goethe e predicò “la tirannia della Grecia sulla Germania”. Per paradosso, i tedeschi sono più greci dei greci, lo sono carnalmente e intellettualmente, e gli orrori dell’occupazione nazista novecentesca non cancellano lo splendore di una cultura amica settecentesca, carica di ammirazione ed erotismo. Ma la tirannia della bellezza non può scadere in ricatto contabile, in marchetta (e Winckelmann ne sapeva qualcosa).

sergio marchionne john elkannsergio marchionne john elkann

 

Bisogna rifare i conti con i crucchi. Erano e restano criticabili per eccessi moralistici e protestanti. Eppure l’Europa creata da loro e con loro è un soggetto possibile della storia mondiale, Weltgeschichte, a condizione che certe regole siano rispettate, magari con maggiore flessibilità, invece che oltraggiate e calpestate da studenti fuori corso votati per un autogoverno che ha i suoi limiti.

 

RENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLERRENZI MARCHIONNE ALLA FABBRICA CHRYSLER

La “depoliticizzazione della democrazia”, che abbiamo seppellito troppo presto anche come materia di un dibattito avviato su queste colonne, vuol dire appunto che accordi e compromessi rispettosi della volontà popolare, della volontà generale, si fanno tra classi dirigenti informate dei fatti, che non hanno studiato bellurie in Australia e in Texas in compagnia di economisti americani andanti e altra bella gente convinta di saperla troppo lunga. La democrazia sovranazionale e monetaria ha i suoi difetti e i suoi pregi, ma due sono le cose, o stai dentro o stai fuori, e per stare dentro qualche fatica di mercato ti è richiesta.

 

renzi verdinirenzi verdini

L’Europa è questo, questa è la convergenza necessaria. Si può farne a meno, ma non con il saldo a carico dei contribuenti degli altri paesi europei. Ora Varoufakis è al mare, e il nuovo ministro greco delle Finanze, che ha studiato a Oxford ed è si spera un marxista pragmatico, avrà il suo bel daffare per riparare sei mesi di bizzarra follia. La brigata Kalimera dovrebbe passare le vacanze di agosto ad Atene e Salonicco, e portare medicine e aiuti, ma stanno per andare al mare anche loro.

MATTEO RENZI E DENIS VERDINI MATTEO RENZI E DENIS VERDINI

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