“CARA LITTIZZETTO, LA COOP NON SEI TU” - LETTERA AL CURARO DELLE LAVORATRICI DEL SINDACATO USB ALLA TESTIMONIAL MILIONARIA (1,8 MLN € DICHIARATI NEL 2005): “LA COOP SIAMO NOI, DONNE LAVORATRICI E MADRI, SORRIDENTI ALLA CASSA, MA ANCHE TERRIBILMENTE INCAZZATE” - “SIAMO L’80% MA GUADAGNIAMO 700 EURO AL MESE E A COMANDARE SONO SOLO UOMINI, VIVIAMO NEL RICATTO DI PERDERE IL POSTO” - REPLICA COOP: “NON È VERO, I SALARI SONO PIÙ ALTI”…

1- «CARA LITTIZZETTO, NO LA COOP NON SEI TU» - LA LETTERA-DENUNCIA DELLE LAVORATRICI USB
Fabio Savelli per "Corriere.it"


«Cara Luciana, no, la Coop noi sei tu» è il preambolo. «La Coop siamo noi. Siamo donne lavoratrici e madri che facciamo la Coop tutti i giorni. Siamo sorridenti alla cassa, ma anche terribilmente incazzate», è la frase accessoria.

«VENGO A VIVERE ALLA COOP» - Altro che «vengo a vivere alla Coop. A casa le donne ci starebbero volentieri. Con figli e mariti. Eppure sanno di essere senza alternativa, perché in qualche modo la famiglia si deve mantenere, e allora meglio essere sfruttate che rimanere a casa senza lavoro», è il teorema accusatorio che deflagra a Casalecchio di Reno, quartier generale Coop, nella giornata di domenica e ad assume i connotati di una lettera-denuncia di alcune dipendenti appartenenti all'Usb, la sigla confederale da sempre percepita come la più combattiva, la meno incline al compromesso, alla diplomazia nelle relazioni sindacali. Di certo minoritaria nella rappresentanza, ma pur sempre interprete di malessere e risentimento verso un'azienda invece ritenuta estremamente attenta ai diritti dei lavoratori e alle loro condizioni professionali.

LO SPOT - La lettera poi prende in prestito probabilmente uno degli spot pubblicitari più azzeccati degli ultimi anni. Annuncio che esprime - nelle intenzioni dei guru del marketing - l'identificazione tra marchio e consumatore. Che presuppone la simbiosi tra i valori di un'azienda della grande distribuzione italiana e le scelte d'acquisto di chi decide di fare la spesa in uno dei migliaia punti vendita Coop presenti in Italia. Spot che si appella al tradizionale familismo tutto italiano, coinvolge gli aspetti emotivamente più profondi nelle scelte di consumo, quelle che orientano le motivazioni di acquisto con la crisi fortissima che riduce le possibilità di spesa delle famiglie sì, che ora però tendono a cercare l'identificazione valoriale dei prodotti selezionati per noi sugli scaffali.

IL TESTIMONIAL - Che poi il testimonial sia Luciana Littizzetto assume una maggiore forza simbolica: una donna conosciuta al grande pubblico, intelligente e nazionalpopolare, la perfetta incarnazione della donna italiana lontana dal modello Olgettina, icona di riferimento di una sinistra auto-ironica e mai radical-chic. Per un brand organico da sempre a quell'area culturale/sociale/politica di riferimento, il quartier generale a Casalecchio di Reno nel bolognese, la straordinaria vitalità dell'associazionismo cooperativo emiliano che ne ha fatto la best-practice della gdo su scala italiana, era quindi il testimonial perfetto.

LA LETTERA - Ecco perché la denuncia delle lavoratrici Coop determina un cortocircuito a questo modello di riferimento, perché la condizione che raccontano le cassiere non è proprio rosea come invece viene descritta nella pubblicità. Anzi. «A comandare sono tutti uomini e non vige certo lo spirito cooperativo. Ti facciamo un esempio - scrivono alla Littizzetto - e per andare in bagno bisogna chiedere il permesso e siccome il personale è sempre poco possiamo anche aspettare ore prima di poter andare. Viviamo in condizioni di quotidiana ricattabilità, sempre con la paura di perdere il posto e perciò sempre in condizioni di dover accettare tutte le decisioni che continuamente vengono prese sulla nostra pelle».

LA REPLICA - A stretto giro è arrivata la replica dell'azienda bolognese. «Pur comprendendo le difficoltà di chi si trova in una condizione di lavoro precario - ha comunicato in una nota il gruppo di Casalecchio - riteniamo assolutamente infondate le informazioni contenute nella lettera aperta sia per quanto attiene i salari corrisposti, non certo compatibili con gli standard retributivi di un lavoratore a tempo pieno, sia anche per le modalità organizzative del lavoro». E ha aggiunto «che la strategia occupazionale di Coop, anche in un periodo di profonda crisi e di calo dei consumi, mira in primo luogo, come è evidente dai dati precedentemente evidenziati, a perseguire una politica di stabilizzazione del personale».


2- LUCIANA LITTIZZETTO NEL 2005 HA DICHIARATO 1,8 MILIONI DI EURO AL FISCO
Da "la Repubblica" - http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/redditi-online/redditi-online.html


3- LETTERA APERTA DI UN GRUPPO DI LAVORATRICI COOP A LUCIANA LITTIZZETTO TESTIMONIAL DEL MARCHIO COOP
Da http://servizi.usb.it/

Cara Luciana,
lo sai cosa si nasconde dietro il sorriso di una cassiera che ti chiede di quante buste hai bisogno? Una busta paga che non arriva a 700 euro mensili dopo aver lavorato sei giorni su sette comprese tutte le domeniche del mese. Le nostre famiglie fanno una grande fatica a tirare avanti e in questi tempi di crisi noi ci siamo abituate ad accontentarci anche di questi pochi soldi che portiamo a casa. Abbiamo un'alternativa secondo te?

Nei tuoi spot spiritosi descrivi la Coop come un mondo accattivante e un ambiente simpatico dove noi, quelle che la mandano avanti, non ci siamo mai. Sembra tutto così attrattivo e sereno che parlarti della nostra sofferenza quotidiana rischia di sporcare quella bella fotografia che tu racconti tutti i giorni.

Ma in questa storia noi ci siamo, eccome se ci siamo, e non siamo contente. Si guadagna poco e si lavora tanto. Ma non finisce qui. Noi donne siamo la grande maggioranza di chi lavora in Coop, siamo circa l'80%. Prova a chiedere quante sono le dirigenti donna dell'azienda e capirai qual è la nostra condizione.

A comandare sono tutti uomini e non vige certo lo spirito cooperativo. Ti facciamo un esempio: per andare in bagno bisogna chiedere il permesso e siccome il personale è sempre poco possiamo anche aspettare ore prima di poter andare.

Il lavoro precario è una condizione molto diffusa alla Coop e può capitare di essere mandate a casa anche dopo 10 anni di attività più o meno ininterrotta. Viviamo in condizioni di quotidiana ricattabilità, sempre con la paura di perdere il posto e perciò sempre in condizioni di dover accettare tutte le decisioni che continuamente vengono prese sulla nostra pelle.

Prendi il caso dei turni: te li possono cambiare anche all'ultimo momento con una semplice telefonata e tu devi inghiottire. E chi se ne frega se la famiglia va a rotoli, gli affetti passano all'ultimo posto e i figli non riesci più a gestirli.

Denunciare, protestare o anche solo discutere decisioni che ti riguardano non è affatto facile nel nostro ambiente. Ci è capitato di essere costrette a subire in silenzio finanche le molestie da parte dei capi dell'altro sesso per salvare il posto o non veder peggiorare la nostra situazione.

Tutte queste cose tu probabilmente non le sai, come non le sanno le migliaia di clienti dei negozi Coop in tutta Italia. Non te le hanno fatte vedere né te le hanno raccontate. Ed anche a noi ci impediscono di parlarne con il ricatto che se colpiamo l'immagine della Coop rompiamo il rapporto di fiducia che ci lega per contratto e possiamo essere licenziate.

Ma noi non vogliamo colpire il marchio e l'immagine della Coop, vogliamo solo uscire dall'invisibilità e ricordare a te e a tutti che ci siamo anche noi.

Noi siamo la Coop, e questo non è uno spot. Siamo donne lavoratrici e madri che facciamo la Coop tutti i giorni. Siamo sorridenti alla cassa ma anche terribilmente incazzate.

Abbiamo paura ma sappiamo che mettendoci insieme possiamo essere più forti e per questo ci siamo organizzate. La Coop è il nostro posto di lavoro, non può essere la nostra prigione.

Crediamo nella libertà e nella dignità delle persone. Cara Luciana ci auguriamo che queste parole ti raggiungano e ti facciano pensare.

Ci piacerebbe incontrarti e proporti un altro spot in difesa delle donne e per la dignità del lavoro.

Con simpatia, un gruppo di lavoratrici Coop

 

LUCIANA LITTIZZETTO TESTIMONIAL COOPLUCIANA LITTIZZETTO TESTIMONIAL COOPLUCIANA LITTIZZETTO TESTIMONIAL COOPPAPALEO LITTIZZETTO IN E' NATA UNA STAR MERIDIANI LITTIZZETTO BY IL DEBOSCIOmarchionne e littizzetto jpegLittizzettolittizzetto lucianaLuciana LittizzettoLittizzetto Lucianacoopcoop01

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni piantedosi torino mattarella mantovano vannacci

SERGIO MATTARELLA OGGI AVRÀ ACCOLTO ALFREDO MANTOVANO CON LA COSTITUZIONE IN MANO, BRANDITA COME UNA CLAVA: IL COLLE HA MOLTI DUBBI SUL DECRETO SICUREZZA E SUI FATTACCI DI TORINO. A PARTIRE DALL’OPERATO DELLA POLIZIA E PROSEGUENDO CON LA COSTITUZIONALITÀ DELLO SCUDO PER GLI AGENTI E DEL FERMO PREVENTIVO PER I MANIFESTANTI - L’ARRIVO DI UN MIGLIAIO DI CRIMINALI ARCI-NOTI ALLE AUTORITÀ ERA PREVISTO E PREVEDIBILE. ALLORA PERCHÉ NON C’È STATA ADEGUATA PREVENZIONE? – LA TEMPISTICA “SOSPETTA” DEL DECRETO, CHE GUARDA CASO ARRIVA DOPO LA SCISSIONE DI VANNACCI DALLA LEGA (LA SVOLTA SECURITARIA DEL GOVERNO E' UN MODO PER COPRIRSI A DESTRA?) – GIORGIA MELONI MESCOLA UN PO’ DI “STRATEGIA DELLA TENSIONE” E UN PO’ DI "STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE": VUOLE DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DALLE SUE MAGAGNE, DALLA VIOLENZA IMPOSTA AGLI STATES DAL SUO AMICO TRUMP ALL’ECONOMIA CHE ARRANCA FINO ALLA RIMONTA DEL "NO" AL REFERENDUM - PS: LA “FIAMMA TRAGICA” DI PALAZZO CHIGI PROVA A CONVINCERE LA DUCETTA: SE PERDIAMO IL REFERENDUM, MEGLIO ANDARE AL VOTO ANTICIPATO PER NON FARCI LOGORARE...

bruno valentinetti giorgia meloni angelo san lorenzo in lucina daniela memmo antonio damelio

DAGOREPORT - CI MANCAVANO SOLO I FASCIO-MONARCHICI! PER CAPIRE DA DOVE ARRIVA L'AFFRESCO DELL'ANGELO CON LE FATTEZZE DI GIORGIA MELONI, ALLA BASILICA DI SAN LORENZO IN LUCINA, A ROMA, BISOGNA GUARDARE ALLA VECCHIA ARISTOCRAZIA NERA ROMANA, CHE HA IN QUELLA CHIESA UN PUNTO DI RIFERIMENTO - LA CAPPELLA IN QUESTIONE È DEDICATA A UMBERTO II (IN ASSENZA DI UNA TOMBA AL PANTHEON, SOGNATA DAGLI EREDI) E IL RESTAURO PRECEDENTE, NEL 2003, FU FINANZIATO DA DANIELA MEMMO E DAL MARITO, ANTONIO D'AMELIO, FIGLIO DEL MINISTRO DELLA REAL CASA DI SAVOIA, CARLO - CHI HA PAGATO L'EX MILITANTE DELL'MSI BRUNO VALENTINETTI PER IL "RITOCCO" MELONIANO? IL COMMITTENTE SAPEVA CHE SAREBBE COMPARSO IL FACCIONE DI GIORGIA? IL PARROCO PARLA DI "SPONSOR, ASSOCIAZIONI E DUE FONDAZIONI". QUALI? - IL SALDISSIMO RAPPORTO DEI CONIUGI MEMMO-D'AMELIO CON SVARIATI ESPONENTI DELLA DESTRA, A PARTIRE DA GIANNI ALEMANNO: IL LORO SALOTTO DI PALAZZO RUSPOLI È DIVENTATO IL CENACOLO PREFERITO DAL PIO ALFREDO MANTOVANO...

leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - IL DISASTROSO DEBUTTO TELEVISIVO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, CHE DOVEVA INCORONARE LA NUOVA STAR DEL CAPITALISMO ITALIANO PRONTO A PRENDERE IL POSTO DI JOHN ELKANN IN FUGA, HA SPINTO GLI “ADDETTI AI LIVORI” A DOMANDARSI: “CHI GLI VUOLE COSI MALE DA SUGGERIRE CHE ERA GIUNTA L’ORA FATALE DI DARSI UN’IMMAGINE PUBBLICA, ESPONENDOLO A ‘STA FIGURACCIA DA MILIARDARIO RINCITRULLITO CHE IN MEZZ’ORA HA PROMOSSO QUELLO SVALVOLATO DI LAPO ELKANN IN ARISTOTELE?” - FORSE LA RISPOSTA ALL’"HARAKIRI CATODICO" DI DEL VECCHIO JR ARRIVERÀ DOMENICA 8 FEBBRAIO DA UN'INCHIESTA DI “REPORT” SU ‘’EQUALIZE’’, LA CRICCA DI SPIONI MILANESI CHE PER ANNI HA DOSSIERATO PER CONTO DI GRANDI AZIENDE, POLITICI, BANCHIERI E IMPRENDITORI, TRA I QUALI SPICCA PROPRIO IL RAM-POLLO DEL VECCHIO - DAI VERBALI DEI PM MILANESI ESPLODE UN DELIRIO DI TRUFFE, RICATTI, INTERCETTAZIONI:“VOGLIO SAPERE I SOLDI NASCOSTI CHE HA MIA MAMMA, MIO FRATELLO, L’ALTRO MIO FRATELLO, MIO CUGINO, TUTTA LA FAMIGLIA…” - "REPORT" TIRA IN BALLO NON SOLO LA GUERRA DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO SULL'EREDITA' DA SOGNO, DA 4 ANNI FERMA AL PALO, MA ANCHE UN POSSIBILE COLLEGAMENTO DI QUESTE ATTIVITÀ ILLEGALI CON IL RISIKO BANCARIO MPS E MEDIOBANCA...

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…